Cannabis terapeutica, l’Italia rafforza l’import dall’Olanda

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

Il costante aumento delle richieste di cannabis terapeutica costringe il paese ad aumentare l’importazione e a pensare a nuove coltivazioni.

 

Oggetto di grande discussione politico-sociale degli ultimi mesi, è stata la questione sull’utilizzo terapeutico di cannabis in Italia. L’On. Giulia Grillo, Ministra della Salute, ha rafforzato l’importazione di canapa dall’Olanda, al fine di garantire una continuità di cura ai numerosi pazienti (sempre più in aumento) che beneficiano delle proprietà della sostanza.

L’olandese Ministro della Salute Hugo De Jonge, ha ricevuto sulla sua scrivania una richiesta dal nostro Paese di altri 250 kg di cannabis, da aggiungere all’ordine dei 450 kg già concordato per gli anni 2018 e 2019; praticamente un surplus di oltre il 50%.

In definitiva, i Paesi Bassi si impegnano a fornirci un carico di ben 700 kg di medicinale per il biennio citato. Va detto che l’Italia non importa canapa solo dall’Olanda ma anche dalla Germania, oltre a beneficiare della produzione nazionale effettuata dall’Istituto Chimico Farmaceutico militare di Firenze.

 

Pazienti in aumento

Il Ministero della Salute ha calcolato sulla base del consumo effettivo di cannabis negli ultimi due anni, che il fabbisogno dei pazienti che si affidano a tale cura è in continua crescita. Il risultato della verifica ha stimato un consumo medio di circa 500 kg e in virtù di questo dato si è provveduto a garantire un quantitativo di 700 kg per soddisfare la domanda.

Calcolando la produzione nostrana di canapa terapeutica affidata allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, in aggiunta all’importazione olandese e tedesca, il Ministero dovrebbe riuscire a soddisfare la domanda nazionale.

Diversamente, si potrà procedere a un bando di gara pubblica a livello europeo, per la fornitura extra di canapa medica all’Italia. Garante di tale procedimento sarà il Ministero della Difesa che ha il compito di controllare la distribuzione e la produzione di cannabis terapeutica nel nostro Paese. Attraverso il suddetto sistema, l’On. Giulia Grillo ha dichiarato di impegnarsi a dare una risposta veloce e concreta alle insistenti e legittime richieste dei pazienti che seguono questo tipo di terapia curativa.

 

 

L’impegno da parte del Ministero della Salute

Si può dire che si tratta di un grande passo da parte del nostro Governo verso questa direzione medica a noi nuova, ma già conosciuta e intrapresa da molto tempo in altri Paesi europei e non solo. L’impegno della Ministra è quello di rafforzare sempre di più una continuità nella cura alternativa con l’utilizzo di cannabis, che se somministrata “a singhiozzo” o in maniera discontinua, potrebbe mettere in serio pericolo la salute dei pazienti, come succederebbe con qualsiasi altro tipo di terapia farmacologica.

In Italia, la richiesta di cannabis in ambito terapeutico è in costante aumento ma nonostante ciò molte associazioni di pazienti che ne fanno uso o che vorrebbero iniziare a farne uso, segnalano una diffusa mancanza di scorte nelle farmacie, grandi ritardi nelle ordinazioni e disservizi di vario genere.

Studi scientifici hanno dimostrato che l’utilizzo terapeutico di cannabis può fornire ottimi risultati in campo curativo e lenitivo. Ovviamente può essere prescritta solo dal medico e usata esclusivamente nella terapia del dolore in seguito a gravi patologie, come le lesioni midollari o la sclerosi multipla. Inoltre può essere utilizzata anche in ambito oncologico, per alleviare i sintomi provocati da radioterapia e chemio. Per tale motivo l’On. Grillo trova inaccettabile cha la distribuzione della canapa terapeutica non sia capillare e uniforme su tutto il territorio nazionale.

 

I benefici della cannabis terapeutica

L’utilizzo di questa sostanza in campo medico è noto da tempo, specialmente in ambito lenitivo e di trattamento del dolore. A onor del vero, c’è da dire però che l’uso della canapa come terapia per trattare il dolore cronico, la nausea, gli spasmi e altri sintomi, risale alla metà del XIX secolo.

Gioacchino Calapai, Professore Associato di Farmacologia e Tossicologia (Università di Messina), autore di numerosi articoli scientifici e coautore del libro “Smart Drugs” edito dall’Istituto Superiore di Sanità, evidenzia il fatto che nel 2013, anche in Italia, è entrato in commercio un medicinale prescrivibile, basato su due estratti della canapa. Queste sostanze contengono ognuna percentuali simili di THC e cannabidiolo, utili per ridurre gli spasmi dolorosi causati dalla sclerosi multipla.

È anche vero che già dal 2006, in Italia i medici possono prescrivere farmaci a base di THC sintetico o di altro principio attivo vegetale a base di canapa. Questi preparati possono essere assunti per via aerea, tramite apposito vaporizzatore oppure sotto forma di infuso o decotto.

Come abbiamo visto, in Italia, nel 2016 è stato avviato un accordo tra Ministero della Salute e Ministero della Difesa per dare inizio a una produzione controllata di cannabis a uso medico, in modo da garantire un accesso sicuro a una terapia alternativa a quella tradizionale.

Il progetto, ormai avviato, produce la Cannabis FM-2 contenente valori di THC e di CBD in diverse percentuali, il tutto in conformità alle direttive europee in ambito farmacologico. Per quanto riguarda la prescrizione medica, questa viene applicata nel momento in cui il dottore ritiene che le terapie convenzionali non sono più sufficienti.

 

 

Indicazioni terapeutiche

Il DM del 9/11/2015 regola la prescrizione della canapa terapeutica elencando diversi casi patologici da poter trattare, quali: dolore cronico associato a lesioni del midollo spinale e a sclerosi multipla, vomito e nausea provocati da radioterapia, chemioterapia, terapie per il trattamento dell’HIV, stimolante dell’appetito nell’anoressia, cachessia, oncologia, AIDS, effetto ipotensivo nel glaucoma, riduzione dei movimenti involontari del corpo nella sindrome di Tourette e nel morbo di Parkinson.

Il Prof. Calapai dichiara che i pazienti sottoposti a terapia cannabis devono comunque essere informati sull’eventuale comparsa di effetti collaterali indesiderati. Il professore evidenzia che se per alcune condizioni patologiche è necessario fare degli approfondimenti medici più rigorosi, per altri disturbi legati al dolore cronico causato da tumori o spasmi muscolari generati dalla sclerosi multipla, il trattamento clinico con cannabis fa ottenere degli ottimi risultati lenitivi.

Per quanto concerne altre componenti non psicoattive quali il CBD, alcuni studi clinici sostengono come queste sostanze possano essere utili per il trattamento di pazienti affetti da schizofrenia o da alcun forme di epilessia infantile.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...