Come la tecnologia ha stravolto la televisione

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

Dal vecchio tubo catodico al 4K con film in streaming, ripercorriamo brevemente il percorso del TV e come la tecnologia lo ha cambiato.

 

Vi ricordate quando il televisore era un grosso scatolone dove si potevano vedere al massimo una ventina di canali tra reti internazionali e regionali? Senza andare troppo indietro nel tempo, chi è cresciuto negli anni ‘80 riconosce il televisore come signore indiscusso dell’intrattenimento.

Quanti pomeriggi passati ad aspettare la puntata della propria serie o cartone animato preferito e quante volte i vari ‘cliffhanger’ ci hanno lasciati con il fiato sospeso per intere giornate o addirittura settimane. Si studiava per bene il palinsesto per capire quale film andava in onda e organizzarsi in modo da essere davanti al televisore per non perdere neanche un minuto.

Il televisore era anche l’unico modo che si aveva per poter vedere film noleggiati grazie al videoregistratore, o utilizzare le console di gioco come Nintendo Entertainment System o il SEGA Master System. Con il tempo poi il mondo della televisione ha visto l’arrivo dei canali satellitari a cui era possibile accedere pagando un abbonamento mensile. I patiti dello sport e soprattutto di calcio non si facevano certo scappare l’occasione di poter vedere la propria squadra del cuore giocare la domenica pomeriggio.

 

La riduzione degli spessori

In Italia, come in tutto il mondo, era davvero difficile trovare una casa senza un televisore a tubo catodico, sebbene questa tecnologia si è poi recentemente evoluta. I vari tecnici e professionisti del settore si sono infatti adoperati per limitare l’ingombro del televisore, inventando così gli schermi piatti che ancora al giorno d’oggi sono il formato standard dei nuovi televisori.

Questa trasformazione è stata possibile grazie allo sviluppo di nuovi componenti e hardware di dimensioni ridotte che hanno permesso non solo ai televisori, ma anche ai monitor per PC di venire prodotti nella nuova forma salvaspazio.

 

 

Se all’inizio il cambiamento riguardava solo l’estetica e la praticità, dopo pochissimo tempo i nuovi schermi piatti hanno visto l’implementazione del Full HD. Le nuove risoluzioni da 1080p hanno travolto il mercato dell’intrattenimento, portando nelle case lo spettacolo ad un livello visivo mai visto prima, anche grazie ai nuovi decoder satellitari proposti da Sky. Le varie enti televisive si sono infatti adoperate per la creazione di canali HD appositi, mentre i DVD che avevano a loro volta sostituito le videocassette, sono stati soppiantati dai Blu-Ray.

Il mondo dei videogame non è stato certo a guardare, producendo console di gioco in grado e schede grafiche in grado di supportare questo nuovo formato.

 

La definizione non basta mai

Arrivati a questo punto si pensava che non si potesse fare nient’altro, almeno non nel giro di soli cinque o sei anni. Invece il progresso in questo campo sembra non volersi mai fermare, lasciandoci sempre a bocca aperta e a volte un po’ disorientati con ogni nuova trovata. Recentemente la qualità visiva che sembrava arrivata alla vetta ha subito un altro stravolgimento: dai 1.920×1.080 pixel si è passati in un lampo ai 3.840×2.160.

E così adesso è la risoluzione 4K (o Ultra HD) a dettare legge, con le diverse marche che si sono lanciate nella produzione di schermi in 4K oltre a schede grafiche per PC e console di gioco in grado di supportare questa qualità.

Sebbene al momento non esistano ancora canali del digitale terrestre in 4K, non ci vorrà molto prima che le reti satellitari o digitali si adattino anche a questa novità. Sempre che prima non venga sostituita dall’8k, una risoluzione ancora più spettacolare già disponibile nei nuovi schermi OLED che però al momento si presentano con dei prezzi davvero proibitivi.

 

La grande rete

Oltre alla qualità d’immagine, la televisione si è dovuta adattare al suo diretto e temibile avversario: internet.

Internet è fondamentalmente quello che la televisione è stato per la radio, ovvero il sostituto più appagante e divertente, in particolare per le nuove generazioni. Non c’è da stupirsi quindi se i più giovani conoscano perfettamente tutti gli Youtuber o gli streamer, invece degli attori dei film o dei presentatori.

Il cambiamento sta avvenendo a velocità sempre più elevate, d’altronde non solo internet permette di consumare contenuti, ma anche di crearne. È difficile resistere alla possibilità di scrivere i propri pensieri ovunque, creare un blog specializzato o addirittura un proprio programma video su Youtube con puntate ed episodi.

Negli ultimi anni sono arrivate anche le TV on demand come Netflix per film o serie TV e DAZN per lo sport, mettendo in seria crisi gli enti televisivi a livello mondiale.

I produttori dei televisori però, non si sono certo persi d’animo e hanno adattato i dispositivi integrando servizi web. Da qui sono nati i televisori attuali più venduti sul mercato: ovvero gli Smart TV che consentono di collegarsi a internet, scaricare app e accedere ai servizi on demand.

 

 

L’immediato futuro

Sembra però che dal 2020 in Italia sarà necessario sostituire il proprio televisore per potersi sintonizzare sui canali del digitale terrestre. La causa è il passaggio dalla codifica Mpeg-2 a Mpeg-4, di gran lunga più potente e performante. Probabilmente questo renderà i canali HD uno standard e permetterà la creazione dei tanto attesi canali in 4K.

Come correre subito ai ripari? Semplice, potete controllare le specifiche del vostro apparecchio o semplicemente l’anno prossimo potete verificare la sintonizzazione oltre il canale 501.

I televisori da mandare in ‘pensione’ probabilmente saranno quelli di una o due generazioni fa, bisogna solo sperare che il prezzo di quelli nuovi con codifica Mpeg-4 non sia troppo proibitivo.

Quale sarà la futura evoluzione? Alcuni parlano di TV con realtà virtuale, mentre altri della totale scomparsa dei canali del digitale terrestre o satellitari in favore delle TV on demand. Visti i tempi, non ci vorrà comunque molto a scoprirlo.  

 

 

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