Con lo streaming arriva la fine del Blu-Ray?

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

La diffusione dello streaming sancisce la fine di un’epoca: è davvero arrivato il momento di dire addio al Blu-Ray?

 

Se tv e cinema fanno parte della vostra vita, come anche le serie televisive, sicuramente siete abbonati o vi piace guardarle attraverso le piattaforme di streaming. Questo è l’andamento generale, che regala momenti in famiglia senza costringere all’acquisto di un prodotto ma utilizzando anche solo il computer.

 

E il Blu-Ray?

Della preponderanza dello streaming si sono accorte anche le case produttrici di componenti elettroniche come i lettori: se un colosso come Samsung ha deciso di interrompere la produzione di quelli Blu-Ray, vuol dire che il settore inizia a odorare la crisi.

L’azienda non abbandonerà però coloro che hanno già in possesso uno dei suoi prodotti, ma garantirà l’assistenza, mentre altri colossi come Sony e Panasonic non vogliono ancora mollare la presa. Le due ditte infatti non demordono e continuano a produrre lettori Blu-Ray dotati di un supporto Dolby Vision, ritenendo che ci sia ancora spazio per questo tipo di mercato.

Hanno ragione? Crediamo proprio di no, visto che l’offerta è sempre più interessante, le piattaforme si moltiplicano, la banda è ampia e soprattutto il costo è accessibile, punto focale che interessa gran parte di coloro che vogliono usufruire di questi servizi.

Pensiamo che sono soprattutto i giovani quelli appassionati di serie TV: non guadagnando ancora, possono però abbonarsi a piattaforme di streaming senza dover spendere più di una cifra contenuta al mese, che non li costringe a rinunciare a gran parte della paghetta.

Questo decorso sembra ricordare la fine di una ben nota catena di videonoleggio, Blockbuster, che, con l’avvento di siti come Netflix, ha visto l’infrangersi delle proprie speranze di prolungare l’attività.

 

 

Una questione di business

Bisogna anche pensare che ciò che ogni volta si andrà a vedere non sarà mai di proprietà di chi lo vede. Siti come Netflix o Infinity mettono infatti a disposizione dei contenuti che vengono però noleggiati, in base a un abbonamento mensile o a ogni accesso.

Ciò che visionerete non sarà mai vostro, ovvero non potrete scaricarlo e salvarlo ma rimarrà nella rete. Questo però non sembra essere un problema: ogni utente non ritiene di vedere più di una volta o comunque di rivedere sporadicamente un film o una puntata, perdendo totalmente interesse per l’acquisto di un lettore o di un Blu-Ray Disc.

Quando, nel 2003, Sony era riuscita a spuntarla con Toshiba, nella guerra tra Blu-Ray e HD-DVD, grazie all’installazione di un lettore del genere sulla Playstation 3, probabilmente non immaginava cosa sarebbe successo in seguito.

Una cosa è certa: l’azienda deve comprendere che, più si va avanti e più il numero di acquirenti calerà, decretando la fine di un prodotto che ha tanto combattuto per essere, almeno per qualche tempo, il numero uno.

 

Quale sito preferiscono gli italiani?

Secondo una ricerca effettuata da Nextplora è Netflix il sito di streaming più gettonato dalla popolazione italiana: inoltre il 15% dei navigatori che hanno raggiunto la maggiore età ha usufruito di siti del genere e a pagamento nell’ultimo anno.

Ben il 48% preferisce appunto Netflix, contro il 40% che usa Infinity e il 37% che predilige Sky online. Perché si va a cercare un sito di streaming? Prima di tutto, secondo gli intervistati, perché si tratta di servizi molto economici e, in secondo luogo, perché sono fruibili ovunque, sia da casa, sia fuori.

Ciò che richiama la clientela è anche la mancanza di un vincolo contrattuale, che obblighi a creare un abbonamento fisso, costringendo forzatamente al pagamento di una cifra ogni mese. Anche per questa ragione, crediamo, sono molti ancora gli utenti che preferiscono lo streaming pirata, sia per quanto concerne i film, sia la musica.

Purtroppo questa è una piaga che non accenna a diminuire, nonostante la convenienza dei siti di streaming. Molti, inoltre, consultano anche siti gratuiti, come Youtube, sul quale spesso si trovano serie intere o film in chiaro. La spesa media, per musica e film/serie TV, è di circa 10 euro al mese, mentre il device preferito per ascoltare è lo smartphone, per vedere è il computer.

 

Anche la musica è in streaming

Il fenomeno che sta interessando il mercato cinematografico è lo stesso che ha colpito anche quello musicale: sempre meno utenti scaricano i brani, ma preferiscono ascoltarli in streaming.

Secondo la ricerca effettuata da Nielsen negli Stati Uniti, i download sarebbero ben il 42% in meno rispetto alle stagioni precedenti, come anche l’acquisto di brani singoli, che è sceso del 24%, con una perdita economica che si aggira attorno ai 200 milioni di dollari.

In compenso si è registrata un’enorme crescita dello streaming: addirittura del 97,4%, dato che ha comportato anche una diminuzione vertiginosa della vendita dei CD. Ciò vuol dire che piattaforme come iTunes non vanno bene e forse, anche per questo, Apple sta estendendo il suo interesse verso Tidal, che offre streaming di alta qualità.

 

 

Il vintage che non demorde

In tutto questo evolvere di tecnologia, che vede l’abbandono di tanti device, c’è sempre la nostalgia del passato che porta molti utenti a rivisitare oggetti vissuti e in disuso.

Se, quando parliamo di vintage, vi vengono in mente solo abiti o accessori, ci sono invece anche oggetti tecnologici che ne fanno parte e che vengono rispolverati anche in mezzo a tutta questa evoluzione.

Non solo i lettori CD portatili ma addirittura il vinile: la crescita di questo mercato è dell’11,5% in più rispetto agli scorsi anni. Parliamo di circa 6,2 milioni di pezzi, che vengono acquistati non solo dagli adulti ma anche dai giovani.

Probabilmente la generazione di nostalgici ha portato a una corrente conservatrice che vive in contemporanea all’avanzamento tecnologico. Questi due mondi coesistono e aiutano il progresso a procedere senza però perdere la consapevolezza del passato.

Una bella marcia la contrario che può aiutare a mantenere la propria identità, in un momento storico in cui è necessario tenerla stretta, per non dimenticare mai da dove veniamo, prima di sapere dove stiamo andando.

 

 

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