Drive.ai porta le auto a guida autonoma in Texas

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

Dopo mesi di test e migliaia di chilometri percorsi, è finalmente disponibile il servizio taxi senza conducente: accade a Frisco, cittadina degli Stati Uniti

 

Un’auto che non ha bisogno del conducente è stato a lungo il sogno di molti ma sembrava roba da film di fantascienza, un po’ come le vetture volanti. Ma come spesso accade, qualcuno prende sul serio ciò che vede al cinema e inizia a lavorarci su per trasformare una fantasia in realtà. Tra quelli che possono dire di esserci riusciti c’è la start up Drive.ai.

 

La storia di Drive.ai

Ma da dove salta fuori questa startup visionaria? L’idea è venuta a un gruppo di esperti della Stanford University che hanno avviato il progetto nel 2015 dopo aver raccolto la ragguardevole cifra di 77 milioni di dollari.

 

 

I taxi sulle strade di Frisco

Drive.ai ha scelto lo stato dalla stella solitaria, ovvero il Texas per lanciare un servizio di taxi senza conducente. Più precisamente i mezzi a guida autonoma, da luglio 2018 operano a Frisco, cittadina di 170.000 abitanti. Naturalmente prima di lanciare il servizio, sono stati eseguiti test su strada chiusa.

Dopo quattro mesi e un milione di miglia percorsi in un ambiente dove venivano simulate condizioni di traffico reale, il taxi a guida autonoma è stato finalmente messo a disposizione dei comuni cittadini.

 

La flotta

La flotta al momento comprende cinque mezzi, sono tutti dei Nissan NV200 riconoscibili per il vistoso colore arancione e le strisce blu.

Ogni taxi ha un nome: Carl, Emma, Bob, Anna e Fred. I Nissan sono provvisti di schermi a LED, uno per lato il cui compito è comunicare ad automobilisti e pedoni le manovre del mezzo; un sistema che nelle intenzioni di Drive.ai dovrebbe garantire non solo la sicurezza ma anche l’interazione con la comunità di Frisco. Il taxi può essere chiamato dall’utente grazie a un’app.

 

Gli hacker potrebbero bloccare il traffico

Quanto sono sicuri i sistemi che controllano le auto a guida autonoma come i taxi di Drive.ai. I produttori si sono preoccupati soprattutto dell’interazione con i pedoni e le vetture comuni ma immaginiamo che le auto senza conducente si diffondano, cosa accadrebbe se un hacker ne prendesse il controllo? La domanda se la sono posta un gruppo di scienziati del Georgia Institute of Technology. A loro dire basterebbe controllare 36.000 veicoli (il 10% di quelli in circolazione) per paralizzare il traffico di Manhattan.

Hackerare un’auto a guida autonoma è complicato ma non significa che sia impossibile, questa potrebbe diventare un’arma micidiale nelle mani di un folle: può bastare una sola auto pirata per compiere una strage. Ma torniamo all’ipotesi del blocco stradale.

Gli studiosi, come accennato, hanno ipotizzato un attacco informatico che coinvolga appena il 10% dei veicoli che solitamente circolano a Manhattan, sarebbe sufficiente a bloccare tutte le strade rendendo impossibile il passaggio anche dei mezzi di soccorso. Va comunque ribadito come uno scenario del genere sia poco probabile. Al momento appare più facile che qualcuno riesca ad hackerare una telecamera per auto (controllare qui la lista delle migliori offerte) per disattivarla e poter così rubare una macchina senza correre rischi. Ma per fortuna anche in questo caso siamo solo nel campo delle ipotesi.

 

La città per le auto senza conducente

Le case automobilistiche credono molto nel progetto dell’auto senza conducente, tanto è vero che colossi come General Motors, Toyota, Ford, la già citata Nissan e Honda hanno unito i loro sforzi con l’università del Michigan per costruire Mcity.

Si tratta di una città costruita per testare le auto a guida autonoma, inaugurata nel luglio del 2015. La città è stata concepita in modo tale da ricreare tutte le possibili situazioni che si presenterebbero durante il tragitto della vettura in una vera città, dunque con strade trafficate, pedoni, segnali da rispettare ecc.

La città si estende su una superficie da 13 ettari; oltre alla strada principale a quattro corsie con tanto di rampe d’accesso e uscita, ci sono gallerie, rotatorie, segnali stradali imbrattati con graffiti per rendere più difficile il riconoscimento e anche qualche cantiere.

 

 

Auto senza conducente anche in Italia

Con un po’ di ritardo, anche l’Italia ha dato il via libera alla sperimentazione delle auto senza conducente. Il primo test c’è stato nel novembre 2018, a Torino, nell’ambito del VTM, il meeting dedicato alle nuove tecnologie dell’automotive.

Una Ford Mondeo modificata dall’azienda tedesca Fev ha transitato per il traffico cittadino nell’ora di punta. Gli esiti del test sono stati positivi ma precisiamo che essendo la sperimentazione italiana ancora agli inizi, a bordo della vettura c’era un test driver pronto a intervenire in caso di necessità.

 

 

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