I liquidi aromatizzati per e-cig aiutano davvero a smettere di fumare?

Ultimo aggiornamento: 11.11.19

 

Secondo uno studio scientifico, chi svapa utilizzando aromi privi di tabacco, ha più possibilità di lasciar perdere le sigarette tradizionali.

 

Ciò che emerge da uno studio effettuato al “Centre for Substance Use Research” di Glasgow su commissione dell’azienda di e-cig californiana Juul Labs, è che gli svapatori che optano per l’utilizzo di aromi privi di tabacco, hanno più probabilità di smettere di fumare rispetto a quelli che svapano gusti contenenti tale sostanza. 

La ricerca, intitolata “Flavored Juul Use and Smoking Abstention Among Adult Smokers” (Utilizzo di aromi Juul e astensione dal fumo tra i fumatori adulti) e presentata a Varsavia al Global Forum on Nicotine 2019, è stata focalizzata sulle pod prodotte dalla stessa azienda.

Lo studio ha coinvolto più di 37 mila fumatori adulti statunitensi, che avevano da poco comprato una pod mod Juul. I soggetti in questione sono stati sottoposti a sondaggi online per la durata di un periodo di sei mesi.

 

Obiettivo dello studio

Il Dr. Erik M. Augustson, direttore del dipartimento “Behavioral Research and Interventions di Juul Labs”, ha spiegato che l’obiettivo dello studio era quello di valutare come la scelta di un liquido per sigaretta elettronica aromatizzato, in determinati momenti, come a 30, a 60, a 90 e a 180 giorni dalla prima svapata, incidesse sull’eventuale probabilità di smettere di fumare in modo tradizionale.

Ai vari partecipanti sottoposti a esame è stato chiesto, nei vari periodi sopra citati, quanto mancasse loro l’assunzione di tabacco. In questo modo, i ricercatori hanno potuto verificare quali aromi erano più efficaci e quali meno e come il loro consumo incidesse col tempo sul comportamento dei fumatori.

 

 

In pratica, il target principale era quello di comprendere in ogni step dell’esperimento, quante probabilità avrebbe avuto il tabagista a passare all’utilizzo di una e-cig, abbandonando definitivamente le bionda tradizionali.

I risultati ottenuti dalla ricerca sono stati sorprendenti. Per ciò che concerne lo studio su un gruppo di 21 mila partecipanti, è risultato che il consumo di aromi alla menta  o al mentolo e comunque non al tabacco, ha avuto un impatto molto positivo sull’astensione dal fumo.

Le probabilità di smettere di fumare sono maggiori del 14% per chi utilizza liquidi aromatizzati alla menta o al mentolo, rispetto a chi fa uso di altri aromi non tabaccosi.

 

Altri risultati dal Regno Unito

Altri studi inglesi confermano che le e-cig aiutano efficacemente a combattere il vizio del fumo di tabacco. Secondo una ricerca condotta dal PHE (Public Health England), le sigarette elettroniche, in Gran Bretagna, contribuiscono a far smettere di fumare più di 20 mila persone ogni anno.   

Inoltre, da un articolo pubblicato sul “New England Journal of Medicine”, risulta che l’uso di dispositivi per lo svapo è in continua crescita e che la maggior parte dei tabagisti preferisce optare per questa soluzione, piuttosto che scegliere i metodi più tradizionali per smettere di fumare. Secondo alcuni studiosi del Regno Unito, la sigaretta elettronica (controllare qui la lista delle migliori offerte), potrebbe offrire una strada alternativa per azzerare il consumo vizioso di tabacco quando i classici procedimenti falliscono. 

 

Anche l’Italia si esprime sulla sigaretta elettronica

Il prof. Riccardo Polosa, direttore del Centro di Eccellenza per la Riduzione del Danno da Fumo dell’Università degli Studi di Catania, si è espresso sull’argomento, asserendo che le moderne e-cig sono attualmente lo strumento più efficace per smettere di fumare o per ridurre in modo significativo il consumo di tabacco.

Il professore inoltre evidenzia l’inefficacia di prodotti medicalizzati come per esempio i cerotti a base di nicotina, i quali non sono altrettanto efficienti nell’incoraggiare il fumatore a perseguire il suo obiettivo.

Polosa spiega che la ricetta giusta per ottenere maggiore successo nell’impresa, consiste nel dare la possibilità al tabagista di replicare la ritualità del gesto del fumare, offrendogli delle sostanze aromatizzate meno dannose di quelle contenute in una tradizionale sigaretta. Questa azione, dona al soggetto sensazioni molto simili a quelle di una “fumata” normale, placando la sua dipendenza da nicotina. Ovviamente tutto il processo deve contare su un buon liquido aromatizzato, gradito al gusto della persona e su un buon dispositivo elettronico, che sia efficiente nelle sue funzioni. 

 

E-cig VS bionda tradizionale

Su una cosa i ricercatori in tutto il mondo sono d’accordo, vale a dire che le e-cig, oltre a essere efficaci per combattere il vizio del fumo sono anche più sicure delle tradizionali bionde. Secondo uno studio condotto dal Public Health England, le sigarette elettroniche sono meno dannose del 95% rispetto alle paglie classiche.

 

 

Tuttavia ciò non significa che questi dispositivi siano totalmente esenti da rischi; altre ricerche hanno dimostrato che alcuni aromi contenuti nelle ricariche liquide, possono risultare nocivi per la salute. Pertanto non è consigliabile a nessuno iniziare a utilizzare un dispositivo per lo svapo, se non con lo scopo di smettere di fumare sigarette.

Recenti prove di laboratorio, hanno evidenziato i potenziali rischi di due sostanze chimiche presenti in alcuni aromi: il diacetile e il pentanedione. I due composti conferiscono al palato un gusto morbido e un aroma caramellato. L’esperimento condotto in laboratorio in una coltura cellulare, ha dimostrato come certe sostanze presenti negli aromi, riducano la crescita e le funzioni di particolari cellule epiteliali (cellule ciliate). Queste costituiscono dal 50 al 75% del rivestimento delle vie aeree e le proteggono dal muco e da alcuni agenti patogeni. Le conseguenze di un deterioramento di tali cellule, potrebbero essere molto gravi e danneggiare seriamente l’intero apparato respiratorio.

Alla luce di ciò possiamo considerare sì le e-cig meno dannose delle sigarette di tabacco, ma dobbiamo comunque prestare molta attenzione a questi dispositivi e moderarne l’uso, specialmente tra i più giovani.

 

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