Il declino del decoder

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

I servizi di TV in streaming e YouTube hanno mandato in crisi il mercato televisivo, compreso quello delle reti private.

 

Prima dell’avvento di internet, l’invenzione della televisione nel 1930 aveva sconvolto il mondo e messo la radio in secondo piano, grazie alla possibilità di vedere immagini in diretta da ogni parte del mondo e intrattenersi con film presenti fino a quel momento solo al cinema. L’essere umano, abituato principalmente a un intrattenimento fatto di musica, immagini statiche, suoni e testo, poteva adesso avvalersi di possibilità di illimitate sia per svago e sia per affari. D’altronde la televisione è un vero e proprio business che controlla anche diversi altri settori, come ad esempio quello dello sport.

Il mondo dello spettacolo dà lavoro a tantissimi individui, per non parlare dell’industria del televisore stesso, sempre in continua evoluzione. In effetti dal 1930 ne è davvero passato di tempo, con i vecchi modelli a tubo catodico ormai fuori produzione perché sostituiti dai più pratici monitor LED a schermo piatto. Questa rivoluzione non è avvenuta solo nel campo tecnologico, ma anche in quello dei canali televisivi.

Negli Stati Uniti già negli anni ‘40 venne inventata la TV via cavo per permettere una più vasta diffusione dei canali nel territorio. Negli Stati Uniti si rivelò un misto tra necessità e business, d’altronde un abitante dell’Illinois difficilmente avrebbe potuto vedere i canali di una rete situata in California, per questo la TV via cavo divenne un lusso per molti cittadini. Da noi è stata resa famosa grazie a diversi episodi della fortunatissima serie TV ‘‘I Simpson’’ che ha fatto spesso satira proprio sul mondo della televisione.

 

La situazione del Vecchio Continente

In Italia, visto il territorio estremamente ridotto rispetto a quello degli ‘States’ non c’è stato alcun bisogno di implementare tecnologie televisive per poter vedere canali di tutte le regioni. Nel nostro Bel Paese, come in Europa, hanno preso piede le reti private satellitari come ad esempio Telepiù con prezzi abbastanza proibitivi per l’epoca. Gli appassionati sportivi però non potevano resistere alla possibilità di vedere la lega di basket NBA o magari il tennis, mentre i cinefili venivano accontentati con pellicole di alto livello in anteprima televisiva.

 

 

Telepiù ebbe un discreto successo, specialmente per il monopolio sulle partite di calcio che tenne fino alla fine degli anni ‘90. Arrivati a quel punto, Telepiù fu spazzata via dal gigante Sky arrivato nel 2003 e che presentava più o meno gli stessi servizi, ma con una stretta ancora più salda sul mondo del calcio al punto da creare canali dedicati esclusivamente ai club più importanti come Milan, Juventus o Inter. I servizi calcistici di Sky non hanno rivali, la rete privata può infatti vantare di numerosissimi utenti appassionati dello sport più giocato al mondo.

Oltre al calcio Sky si è accaparrata anche i diritti per diverse serie TV di grande importanza come Game of Thrones, della quale trasmetterà a breve l’ottava e ultima stagione. Come Telepiù, per accedere ai contenuti Sky occorre un abbonamento mensile che comprende l’installazione della parabola e l’acquisto (in comodato d’uso) di un decoder satellitare.

 

Lo streaming come alternativa sempre più appetibile

Questo colosso apparentemente intoccabile del mondo televisivo privato però è stato recentemente scosso dall’arrivo dei servizi di TV on demand come Netflix e da Youtube. Lo streaming dei contenuti è il futuro della televisione e dell’intrattenimento, al punto che i recenti televisori prodotti da marche come Sony o Samsung integrano processori in grado di gestire le app via internet.

Lo streaming permette agli utenti di decidere cosa vedere e soprattutto quando, senza alcuna restrizione del palinsesto. Inoltre non è necessario avere un decoder dato che è possibile accedere alle TV in streaming anche da un qualsiasi laptop, notebook o console di gioco. I decoder Sky, nonostante presentino diverse funzioni come la possibilità di registrare i programmi per poi rivederli a piacimento, risultano comunque molto ingombranti e spesso difettosi.

Recentemente si sta facendo strada anche DAZN, l’equivalente di Netflix per quanto riguarda lo sport. Sebbene ancora non possa competere con i vari servizi offerti da Sky in questo campo, riesce comunque a convincere gli utenti grazie buona selezione di campionati calcistici (tra i quali anche la Serie A italiana), sport di combattimento e la Major League Baseball.

 

 

Questo ha fatto correre Sky ai ripari, infatti stanno nascendo nuovi abbonamenti alla rete privata che permettono di accedervi senza l’installazione di parabola e decoder, cosa che ammortizza nettamente i costi. Il tutto è stato pensato per competere con le TV in streaming, passando alle connessioni veloci per rendere più competitivo il prodotto su un mercato in evidente cambiamento. Non si tratta ancora di un servizio streaming, ma ci si avvicina dato che per poter usufruire di questi nuovi abbonamenti sarà necessaria la fibra ottica per la connessione ad internet.

Per quanto riguarda gli altri sport, Sky deve fare i conti con le offerte in streaming messe sul campo dalle stesse leghe. Per esempio l’NBA ha da qualche anno messo a disposizione degli utenti abbonamenti al loro ‘network’ per poter vedere on demand qualsiasi partita, cosa molto comoda per i fan che possono così seguire il ritmo a volte estenuante delle tantissime partite di season. Lo stesso vale per il wrestling professionale, ibrido tra intrattenimento e atletismo per il quale la principale federazione ha creato il WWE Network, presentandolo al pubblico con un abbonamento dal prezzo davvero irrisorio.

Sky è sul campo da molto tempo, quindi non molla certo la presa. Si contende a denti stretti la Serie A con DAZN, mentre dall’altro lato si accaparra alcune serie TV di grosso calibro. Inoltre può vantare di tantissimi professionisti con una preparazione e conoscenza tecnica dello sport di altissimo livello. Sicuramente però, se non vorrà vedere il suo dominio divorato dalla concorrenza dovrà adattarsi sempre di più nel prossimo futuro.

 

 

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