Le sigarette elettroniche danneggiano il DNA?

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

Tra le conseguenze derivanti dal fumare le sigarette elettroniche, esistono pericoli reali per il nostro organismo, come una modificazione del DNA?

 

Si parla sempre più spesso delle sigarette elettroniche per smettere di fumare: questi dispositivi infatti vengono usati per ridurre fino a far scomparire un vizio tanto deleterio. Tuttavia la diffusione di questo metodo ha portato anche a un incremento nelle ricerche scientifiche, che vogliono mettere in evidenza svantaggi e benefici derivanti dall’uso.

 

I dubbi

In mancanza di una regolamentazione, non si può essere realmente sereni sulla natura delle sostanze che vengono svapate, dal liquido contenuto nelle cartucce al materiale stesso che costituisce l’e-cig. Non esiste infatti una legislazione in grado di obbligare i produttori a mettere al corrente sugli elementi usati, tanto che c’è chi sostiene che molti di essi siano altamente dannosi per l’organismo.

Non ci riferiamo solo al glicole propilenico o alla glicerina, ma anche agli aromi, se non agli stessi materiali che formano la resistenza. Pare infatti che questa, durante la combustione, rilasci alcune sostanze che vanno a finire nel vapore e quindi anche nei polmoni dello svapatore.

Alcune ricerche degli ultimi tempi hanno purtroppo messo anche in relazione il fumo della sigaretta elettronica con il rischio di aumentare l’incidenza dei tumori e di problemi relativi all’apparato cardiovascolare.

 

 

La sigaretta elettronica e il DNA

Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science ha impiegato topi e colture su cellule umane per stabilire la sigaretta elettronica, con la nicotina e i suoi derivati, non fa altro che apportare delle vere e proprie modifiche al DNA delle cellule di alcuni organi come il cuore, i polmoni e la vescica.

Come conseguenza, il processo di autoriparazione viene a essere inficiato, comportando problemi molto gravi per la salute dell’uomo.

 

L’esperimento

Il professor Moon-Shong Tang, che insegna Medicina Ambientale all’Università di New York, ha esposto alcuni esemplari di topo al vapore prodotto dalla sigaretta elettronica (ecco la lista dei migliori prodotti). La nicotina contenuta nelle cartucce era pari a 10 mg per millilitro, ovvero la stessa quantità assunta dagli svapatori. La prova è stata fatta per tre ore al giorno e per una durata di cinque giorni alla settimana, nell’arco di tre mesi: come conseguenza, si sono evidenziati sui roditori un livello molto più importante di danni a organi come i polmoni, il cuore e la vescica.

Un’altra osservazione è stata fatta sulle cellule polmonari, che sono apparse meno capaci di autoripararsi, come solitamente invece fanno. L’esame è stata poi spostato su campionature di cellule umane, le cosiddette colture.

Ciò che hanno osservato gli scienziati è che, su cellule di polmone e di vescica, si andavano a sviluppare delle mutazioni, considerate come l’anticamera del tumore. Come conclusione,  hanno tratto la possibilità che svapare comporti un intervento delle sostanze inalate sul DNA, con conseguenze pericolose per l’organismo.

 

Le critiche

Non tutti sono stati concordi sui risultati di questa ricerca, in quanto c’è chi afferma che i topi siano stati esposti a dosi molto elevate di nicotina e che sarebbe stato preferibile studiare gli effetti direttamente sull’uomo. A coadiuvare questa ipotesi è intervenuta una ricerca fatta negli Stati Uniti, che ha evidenziato come i danni causati dalle sigarette elettroniche siano minori rispetto a quelli delle bionde tradizionali.

Anche se questo è vero, è necessario considerare anche che nelle e-cig è sempre presente la nicotina, pur se in quantità minore, per cui viene sempre introdotto nell’organismo qualcosa che certamente bene non fa.

 

I sostegni

A sostegno di questa ricerca va invece la presenza di tante altre, che hanno messo in luce quanto siano pericolose le componenti delle sigarette elettroniche. Prima di tutto quelle contenute nel liquido, che possono causare non solo problemi come infiammazioni polmonari, ma anche allergie e asma.

In secondo luogo gli elementi con i quali sono fabbricati resistenza e serbatoio: pare infatti che, quando sono riscaldati, rilascino sostanze nocive alla salute, tra le quali ci sarebbe anche l’arsenico, un potente veleno.

 

La cattiva pubblicità

Purtroppo spesso la sigaretta elettronica viene pubblicizzata come del tutto innocua: un esempio arriva dagli Stati Uniti dove si è molto diffusa quella di Juul, che ha la forma di una pen drive. A causa di questo e dell’aroma molto buono che viene associato al suo liquido, molti giovani hanno iniziato a svapare, senza tenere conto del fatto che, al suo interno, è presente anche una buona dose di nicotina.

Come conseguenza, sempre più adolescenti diventano dipendenti dal fumo, del tutto inconsapevoli di causare danni irreparabili anche allo sviluppo dei neuroni. Per ragioni come queste molti organi statali si sono mossi, in modo da proibirne la vendita ai minori di 18 anni, se non addirittura di 21 anni.

 

E in Italia?

La nostra legislazione non ha ancora fatto molto per regolamentare l’uso della sigaretta elettronica, a parte vietarne l’acquisto nei negozi fisici ai minori di anni 18. Tuttavia, la tassazione, per ora ancora in vigore, sulle e-cig è equiparata a quella delle normali bionde, ritenendole in tutto e per tutto delle sigarette.

Se vi preoccupate del fumo passivo, fate bene: non esiste infatti un divieto a svapare nei locali pubblici, nonostante sia presente nicotina nella maggior parte delle cartucce svapate dagli utenti. Questo anche se è stato dimostrato che, pur se inferiore, il danno del vapore sui polmoni di chi è nelle vicinanze è presente.

 

 

Qualche conclusione

Alla luce delle ricerche fatte un po’ in tutti i paesi, è bene concludere che è evidente un’influenza del vapore sull’organismo, per cui, chi afferma che la sigaretta elettronica è totalmente innocua, dice una menzogna. Anche se risulta come uno dei metodi più utili per smettere di fumare, inoltre, non è da trascurare la possibilità che si ricada nel fenomeno del “doppio fumatore”. Una ricerca che si è occupata anche di questo aspetto, ha riscontrato come oltre il 60% degli svapatori, in realtà, non abbandoni mai realmente il vizio del fumo.

A questo punto, molto meglio un piccolo sforzo di volontà per eliminare una pratica che, elettronica o meno, sicuramente non apporta benefici all’organismo.

 

 

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