Occhio di aquila scopre se avete pagato il parcheggio

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

A Milano sono tempi duri per gli abituè della sosta selvaggia e che non vogliono pagare la sosta: nessuno può sfuggire a Occhio di Aquila.

 

Trovare parcheggio, soprattutto nelle grandi città, è impresa tutt’altro che semplice. Aggiungiamo poi che quando si trova un posto libero, spesso richiede il pagamento di una tariffa. Paga oggi, paga domani, la spesa incide sul bilancio familiare. Questo è il problema che riguarda gli automobilisti corretti, onesti.

Ma come si sa, il furbetto c’è sempre e così troviamo chi parcheggia in seconda o terza fila, chi parcheggia correttamente ma non si preoccupa di pagare il dovuto, chi per il semplice fatto di accendere le luci di emergenza si sente in diritto di lasciare l’auto al centro della carreggiata per prendere un caffè al bar e così via. Insomma, l’automobilista indisciplinato è una piaga. Ma da oggi la sua vita sarà più dura perché un’aquila li osserva.

 

Cos’è occhio di aquila

In una fredda mattina di febbraio 2019 tra le strade di Milano non è passata inosservata una strana vettura dotata di telecamera. Purtroppo per molti automobilisti non si trattava dell’auto di Google Street View ma dell’ATM, esatto, l’azienda di trasporti.

 

 

Non chiedetevi dove comprare il biglietto perché sulla vettura non si sale né si scende. Ha un compito diverso, decisamente atipico per un’azienda di trasporto pubblico.

Occhio di aquila, questo il nome, è il grande fratello che vigila sugli automobilisti indisciplinati, li pizzica uno a uno: è in grado di capire se l’auto in sosta ha pagato la tariffa prevista per le strisce blu e gialle.

 

Come funziona

A Milano, dove è stata lanciata la sperimentazione, già da qualche tempo i grattini non sono più in uso; ci sono solo parcometri che richiedono l’inserimento del numero di targa dell’auto. Occhio di aquila, sfruttando una telecamera per auto, è in grado di identificare i mezzi in difetto.

Ma spieghiamo più dettagliatamente come funziona. Acquisito il dato, mediante le reti wireless, è inviato al server che gestisce le targhe delle vetture in sosta e, se non c’è corrispondenza, parte la sanzione.

C’è però un problema che riguarda gli aventi diritto alla sosta per disabili. Questi posti riservati sono assegnati alle persone fisiche e non alla targa dell’auto. In questo caso, come spesso accade, la macchina non può sostituirsi all’uomo. Può capitare che una persona in regola si veda recapitare una multa per aver sostato illecitamente. In questo caso dovranno essere messe in atto altre verifiche da parte delle persone addette.

 

A Roma c’è lo Street control

Milano non è pioniera di questo particolare sistema di controllo. A Roma c’è lo Street Control che si basa su un sistema di funzionamento simile ma più completo. Cosa vogliamo dire? Il dispositivo montato sulle auto della polizia municipale non solo multa in tempo reale l’automobilista indisciplinato che lascia l’auto dove gli pare oppure senza pagare per la sosta ma è anche in grado di rilevare altre irregolarità come l’assicurazione assente o scaduta, la revisione del veicolo o se addirittura il mezzo risulta rubato.

È interessante notare come, mentre a Milano il servizio sia delegato a un’azienda di trasporto pubblico, nella capitale il compito spetta a chi è effettivamente preposto per questo genere di controlli. E non a caso nel capoluogo lombardo i controlli si limitano a verificare la regolarità della sosta mentre a Roma le verifiche sono più ampie e fatte dalla polizia municipale in prima persona.

 

 

Quali i benefici per i cittadini?

In tutto questo, cosa ci guadagnano i cittadini? Ebbene, innanzitutto con i proventi delle multe si rimpinguano le casse dell’amministrazione comunale che può destinare quei fondi al rifacimento delle strade.

Ma dispositivi come occhio di aquila o Street Control fungono anche e soprattutto da deterrente, l’automobilista ci pensa due volte prima di fare il furbo e ciò si traduce in un traffico più scorrevole perché sempre meno persone, ad esempio, lasceranno l’auto in doppia fila, sulle strisce pedonali e così via.

Il sistema è migliorabile? Probabilmente sì, pensiamo a una comunicazione diretta con ditte preposte alla rimozione dei veicoli in divieto di sosta, giusto per fare un esempio. Siamo ancora agli inizi dunque questo nuovo sistema di controllo e prevenzione della sosta selvaggia non è diffuso capillarmente ma questa sembra essere la direzione che prenderanno le varie amministrazioni comunali di qui in avanti.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...