Quando la sigaretta elettronica diventa una bomba

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

La sigaretta elettronica è un dispositivo dotato di componenti che possono sfuggire al controllo, come è accaduto nei casi di cui vi parliamo.

 

Se vi avvicinate per la prima volta alla sigaretta elettronica o la usate già da tempo, vi sarà capitato di fare ricerche sugli effetti negativi che possono incorrere quando si svapa. A parte le eventuali sostanze rilasciate, non sempre neutre, vi interesserà sapere che anche le sigarette elettroniche possono andare in tilt, come accaduto già in passato con gli smartphone, trasformandosi in una bomba a orologeria.

 

Il caso del Texas

Risale al 2018 il caso che ha visto purtroppo il decesso del giovane William Brown a soli 23 anni. Il ragazzo, che viveva in Texas, aveva parcheggiato la sua auto davanti al negozio Smoke & Vape DZ, specializzato proprio nella vendita di sigarette elettroniche.

Brown sarebbe entrato per chiedere delucidazioni sull’utilizzo del prodotto, che era già in suo possesso. Una volta uscito e messosi in auto, ha probabilmente tentato di accendere la sigaretta, che gli è esplosa in faccia, lacerandogli la carotide e bloccando il flusso sanguigno.

Il giovane è riuscito a uscire dall’auto e a chiedere aiuto, prima di svenire. Successivamente è stato trasportato in ospedale, dove è deceduto dopo due giorni. Come hanno potuto verificare i medici, la morte è stata causata dall’esplosione del vaporizzatore: una bella ironia, visto che il ragazzo non fumava, ma aveva deciso di provare la sigaretta per migliorare i suoi problemi di asma.

 

 

In Florida

Risale sempre al 2018 anche il decesso di un 38enne della Florida, il cui corpo è stato ritrovato in seguito all’attivazione dell’allarme antincendio che aveva installato in casa.

Ciò che hanno trovato i vigili del fuoco è stato un corpo ustionato per l’80% della sua superficie: la causa del decesso è stata proprio l’esplosione della sigaretta, che si è frammentata in tanti pezzi, diventati proiettili, andati a finire nel cranio dell’uomo.

La combustione ha poi bruciato alcune parti del corpo, quali un braccio, una mano, la spalla, la schiena e l’addome.

 

Alcuni casi analoghi

Il giovane Andrew Hal si era appena svegliato e si accingeva a lavarsi la faccia, con in bocca la sua sigaretta elettronica. All’improvviso, l’esplosione: come conseguenza gli si rompono sette denti e sul volto si creano ustioni di secondo grado.

Il ragazzo ha raccontato di non aver fatto nulla di strano, di aver usato il dispositivo secondo le norme, eppure il fenomeno è stato talmente forte da rompere parte del lavandino e da conficcare in gola e in bocca parti non solo della sigaretta ma anche di denti.

La stessa sorte è toccata al 25enne Matt Yamashita, al quale è esplosa in bocca la batteria della sua sigaretta elettronica, causandogli la perdita di quattro denti e ustioni alla bocca, in seguito alle quali dovrà subire dolorose operazioni per rimettere a posto la pelle.

Anche il giovane ha affermato di non aver fatto nulla di diverso dal solito, ma di aver usato il dispositivo seguendo le indicazioni della casa produttrice. In seguito è stata aperta un’inchiesta per determinare se si trattasse di una batteria difettosa o se la colpa fosse da attribuire a delle modifiche impropriamente apportate.

In Massachusetts, un dipendente di un’azienda ha deciso di trascorrere un momento in compagnia della sua sigaretta elettronica. La batteria è però esplosa, portando il signore in ospedale a ricevere ben dodici punti di sutura. Agghiacciante che le telecamere di sorveglianza abbiano ripreso tutto: di certo non un bello spettacolo.

 

Anche in Italia

A Sambuceto, un falegname dedito al fumo decide di smettere di fumare passando attraverso la fase della sigaretta elettronica. Dopo aver fatto una pausa pranzo, prima di rimettersi a lavorare, infila nella tasca dei bermuda la batteria di ricambio del dispositivo.

Purtroppo il prodotto all’improvviso è scoppiato, causando ustioni alla gamba e alla mano del falegname che, fortunatamente, in quel momento, non stava svapando. Trasportato subito all’Ospedale di Pescara, è rimasto alcuni giorni in osservazione, dopo aver ricevuto le cure più appropriate.

La batteria in questione è da 3.000 mAh, un amperaggio di medio/alta intensità, usato solitamente anche per i cellulari. A questo proposito, come non ricordare il caso del Samsung Galaxy Note 7, ritirato presto dal mercato, perché la sua batteria era più brava a prendere fuoco che a mantenere l’autonomia del dispositivo.

 

Il caso di Prato

Tommaso Chiti, giovane studente della Luiss di Roma, studia in mansarda mentre la madre, avvocato, esamina le carte di un processo. Il ragazzo ha in mano una e-cig acquistata online, di quelle fatte in maniera artigianale: prova ad accenderla ma qualcosa non va, tanto che la sigaretta esplode, prendendo di striscio la guancia del giovane e bucando il soffitto.

L’esplosione fa sì che i pantaloni di Tommaso prendano fuoco, causando al giovane ustioni di secondo grado. Il modello acquistato dal ragazzo si chiama Knockout e costa ben 140 euro: la madre del giovane intenta una causa all’azienda per lesioni personali dolose.

Intanto il caso sbarca anche in televisione, approdando alla famosa trasmissione “Mi manda Rai 3”.

 

 

Le sigarette elettroniche sono sicure?

Se facciamo fede a ciò che dice la US Fire Administration, tra il 2009 e il 2013 i casi segnalati di esplosioni e incendi causati dalle sigarette elettroniche sarebbero ben 195. Le conseguenze di questi incidenti sono in alcuni casi gravi, in altri si limitano a ustioni superficiali: è pur sempre un rischio che si farebbe bene a non correre, in quanto chi svapa non sa che si può incorrere in danni del genere. 

Chi sostiene che si tratti di malfunzionamenti è l’Anafe, l’Associazione Nazionale Produttori Fumo elettronico, che vuole rassicurare sulle sigarette elettroniche presenti in Italia. Sostiene infatti che le e-cig, come anche i vaporizzatori e i liquidi commercializzati nel nostro Ppaese sono sottoposti a controlli rigorosi, prima di ottenere il marchio CE.

Questa affermazione ci rassicura? Non lo sappiamo: nel dubbio, vi consigliamo di trovare qualche alternativa meno pericolosa per la vostra salute, visto che anche i vapori inalati non sono proprio scevri da punti interrogativi.

 

 

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