Ricetrasmittenti, una tecnologia ancora in uso

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

I walkie-talkie, meglio conosciuti come ricetrasmittenti, sono degli accessori portatili che ricordano un vecchio telefono cellulare. Utilizzandoli è possibile comunicare in un determinato raggio d’azione con chiunque abbia una ricetrasmittente sulla stessa frequenza. Cosa cambia rispetto a uno smartphone? Le differenze sono in realtà molte e si potrebbe partire proprio dalla capacità dei walkie talkie di garantire la comunicazione anche senza alcuna copertura di rete. Sfruttando le radiofrequenze è possibile usarli in zone in cui normalmente i vostri smartphone sarebbero inutilizzabili come in un bosco o in montagna.

 

Il raggio d’azione, invece, è limitato alla portata dell’antenna

Se i dispositivi mobile di oggi offrono la possibilità di comunicare con la semplice pressione di un tasto con chi si trova dall’altro lato del globo, i walkie talkie possono agire entro dei limiti. I prodotti di fascia bassa hanno per esempio un raggio d’azione compreso tra 500 metri e un chilometro mentre quelli più professionali per uso nautico, per esempio, raggiungono anche i 50 chilometri.

 

 

Chi usa i walkie talkie?

Trattandosi di una tipologia di prodotti che offrono buone prestazioni per quanto riguarda comunicazioni urgenti e di una certa importanza, sono utilizzati maggiormente da forze dell’ordine, soccorsi e marina. Avrete sicuramente avuto modo di vedere, magari alla cintura di un carabiniere, questi apparecchi che offrono un canale di comunicazione diretto con gli altri tutori della legge ma non sono solo queste le categorie che sfruttano le ricetrasmittenti.

Esistono infatti anche i radio taxi e sono molto utilizzati persino nei cantieri edili dove è importante che gli operai comunichino con ingegneri e architetti che si trovano distanti dalla costruzione durante alcuni lavori.

Il walkie talkie è anche un gioco interessante per i bambini e i genitori che non hanno intenzione di comprare uno smartphone o un tablet ai propri pargoli potrebbero prendere in considerazione queste ricetrasmittenti. Oltre al loro costo contenuto possono fungere da strumento di comunicazione tra amici che vivono nel vicinato, per risparmiare sul costo della bolletta telefonica e rimandare l’acquisto dello smartphone a quando i vostri figli saranno più grandi.

 

Come funziona un walkie talkie?

Il walkie talkie è stato inventato nel 1940 dalla compagnia precursora di Motorola come strumento per uso militare. Erano costituiti da grossi zaini che i soldati portavano sulle spalle e muniti di una cornetta per effettuare le comunicazioni urgenti al fronte. Da allora la tecnologia si è evoluta rapidamente e la stessa compagnia lanciò sul mercato successivamente gli “handie-talkie”, ovvero la versione portatile dei walkie talkie che conosciamo oggi. Il termine più utilizzato è rimasto comunque walkie talkie, ormai entrato nell’immaginario comune e difficile da soppiantare.

Il loro funzionamento è basato sulle frequenze radio, due dispositivi devono trovarsi sulla stessa frequenza per comunicare e se ne viene scelta una già occupata c’è il rischio di affollare il canale, sovrapponendo le discussioni. L’elemento interessante è che non si può parlare contemporaneamente, non si tratta d’altronde di un telefono, ma bisogna premere un pulsante per attivare il microfono e tenerlo premuto fintanto che si parla. Quando si rilascia suddetto pulsante il walkie talkie ritorna in modalità altoparlante e può riprodurre un messaggio in arrivo dall’altro capo.

Tale sistema potrebbe creare un po’ di confusione mentre si cerca di comunicare con altre persone, per questo è stato inventato un sistema di parole chiave che permettano di capire quando la trasmissione verrà terminata o quando c’è un’interruzione di frase. Il proverbiale “passo” serve per finire la frase e far capire a chi ascolta che è il suo turno di parlare mentre il “passo e chiudo” fanno capire che la comunicazione verrà chiusa.

Questo tipo di scambio verbale non è rimasto relegato al walkie talkie ma basti pensare alle applicazioni di messaggistica istantanea che usiamo ogni giorno come Facebook Messenger, Instagram, Whatsapp, Telegram e così via. In queste applicazioni esiste la possibilità di inviare a un contatto un messaggio audio tramite la pressione di un apposito pulsante.

 

Quale walkie talkie acquistare?

Se avete deciso di acquistare un walkie talkie ma non volete spendere molto, potete valutare i cosiddetti LPD, acronimo che sta per Low Power Device e che identifica le ricetrasmittenti a basso potenziale e che hanno quindi un raggio d’azione limitato. Queste possono essere utilizzate senza alcuna licenza o patentino poiché funzionano su frequenze radio gratuite e aperte a tutti.

 

 

Per i più tecnologici che vogliono un prodotto alternativo, esistono anche accessori per smartphone decisamente interessanti come per esempio la cover iPhone proposta dall’azienda No.1.

Oltre a fungere da guscio protettivo per il vostro smartphone ha due antenne intercambiabili e un’interfaccia sul retro che funziona come walkie talkie e che permette di impostare la frequenza radio su cui trasmettere il segnale audio. Un gadget simpatico da portare con sé se si hanno almeno un paio di amici intenzionati a usufruirne, in caso contrario potrebbe rivelarsi un acquisto poco sensato poiché non avreste nessuno con cui effettuare comunicazioni e prove.

Per quanto riguarda invece l’ambito professionale dovrete essere pronti a sborsare almeno qualche centinaio di euro per poter avere un buon walkie talkie in grado di comunicare a grandi distanze e che sia magari compatibile con la tecnologia bluetooth, permettendovi così di utilizzare accessori di una certa importanza come gli auricolari.

Questi ultimi, inoltre, lavorano spesso sulla banda cittadina o su frequenze che richiedono un pagamento al Ministero dello Sviluppo Economico. Recandovi sul sito governativo potrete selezionare l’utilizzo che avete intenzione di fare della vostra ricetrasmittente e procurarvi tutta la documentazione necessaria per mettervi in regola. Il pagamento della quota annua non dovrebbe essere particolarmente oneroso ma va comunque effettuato per non incorrere in multe salate.

 

 

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