Saperne di più su cuffie e auricolari

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

Usare cuffie per ascoltare la musica è una pratica che tutti effettuano oggigiorno. Se un tempo era limitata dalla necessità di possedere un lettore di musicassette o CD, oggi tutti possiedono un lettore audio in tasca: il proprio smartphone. Con servizi in abbonamento come Apple Music o Spotify, inoltre, non c’è più nemmeno bisogno di avere dei file da leggere sul dispositivo ma basta una semplice connessione a internet per accedere a cataloghi musicali sconfinati, una vera e propria manna che rende tutto più semplice.

Ci si può quindi concentrare sui prodotti essenziali per ascoltarla questa musica, ovvero le cuffie. Sceglierle potrebbe rivelarsi complicato se non si conoscono bene le tipologie e i pro e i contro di ognuna di esse. Vediamo quindi velocemente insieme i tre tipi di cuffie principali: over ear, on ear e in ear.

 

Tipologie

Le cuffie over ear, come suggerisce anche il nome, sono quelle che coprono completamente le orecchie, avvolgendole per creare un livello di insonorizzazione adeguato a permettere di concentrarsi sull’ascolto musicale. Queste hanno solitamente un costo elevato e sono perlopiù cablate per evitare qualsiasi tipo di perdita di qualità audio. Sono sconsigliate per utilizzi al di fuori dell’ambiente casalingo poiché isolerebbero troppo l’utente, abbassando la soglia d’attenzione mentre si cammina per strada.

Il modello on ear è più economico, si tratta di cuffie costituite da due padiglioni uniti insieme da un archetto che si appoggiano sulle orecchie ma senza creare un completo isolamento, rendendole così utilizzabili anche fuori casa. Sul mercato potete trovarne sia modelli cablati sia bluetooth.

Infine, troviamo le cuffie in ear, chiamate spesso anche auricolari. Queste ultime possono costare estremamente poco nella loro versione cablata fino a raggiungere prezzi importanti nella variante bluetooth. Negli ultimi anni i produttori come Apple hanno deciso di eliminare completamente lo slot per le cuffie dai propri smartphone, costringendo quindi in un certo senso gli utenti a optare per auricolari bluetooth.

Il cavo è indubbiamente un elemento scomodo, tuttavia c’è da considerare la perdita di qualità audio quando la trasmissione avviene via etere. Per chi deve effettuare delle semplici chiamate il problema è praticamente inesistente, tuttavia, chi ascolta musica, dovrebbe solitamente preferire i modelli con cavo. Se vi state chiedendo come sia possibile utilizzarli su smartphone privi di apposito slot per inserire il jack, la risposta è attraverso un adattatore che potete inserire nello slot USB tipo C o Lightning che normalmente utilizzereste per caricare il telefono.

Per far sì che il mercato si sposti più velocemente sugli auricolari bluetooth, alcune aziende stanno prendendo in considerazione la possibilità di inserirli nelle confezioni di alcuni smartphone. Per fare ciò, però, è necessario abbattere innanzitutto i costi di produzioni di questi auricolari. Questo potrebbe essere possibile a breve con il chip Qualcomm QCC3026, economico e dotato di tecnologie audio proprietarie tra cui TrueWireless Stereo, aptX via Bluetooth e cVc per la riduzione del rumore ambientale.

 

 

Perché utilizzare degli auricolari?

Per gli utenti che trovano scomodi gli auricolari e preferiscono utilizzare normalmente il proprio smartphone per effettuare chiamate, sarebbe il caso di prendere in considerazione alcuni fattori importanti. Valutando per esempio la questione relativa alla salute, gli smartphone emettono una gran quantità di radiazioni, soprattutto quando ci si trova in aree dove c’è una copertura di rete insufficiente. Per garantire quindi una chiamata senza interruzioni e con audio pulito, il telefono emette una maggiore quantità di radiazioni tentando di offrire all’utente una connessione stabile.

Normalmente, le radiazioni emesse dagli smartphone di nuova generazione non sembrano essere particolarmente dannose, va però considerato nell’equazione anche il tempo che passiamo attaccati agli smartphone. Con un uso smodato, cresce anche l’esposizione alle suddette radiazioni, rendendo quindi difficile stabilire quale sia la soglia di tolleranza del nostro organismo.

Per ridurre sensibilmente l’esposizione, si potrebbe dunque prendere in considerazione l’uso di auricolari.

 

Auricolari alternativi

Il mercato non si ferma mai e continua a evolversi proponendo dispositivi sempre nuovi e potenzialmente utili. Tra le ultime novità abbiamo lo smartwatch di Huawei, TalkBand. Se vi state chiedendo cosa c’entri con gli auricolari, potreste restarne particolarmente stupiti. Questo orologio smart, infatti, ha molte funzionalità, è in grado per esempio di monitorare le fasi del sonno, contare i passi, misurare le calorie consumate e, in aggiunta, può essere usato come un vero e proprio auricolare.

La parte superiore, infatti, una volta collegata al proprio smartphone, può mostrarvi le chiamate in arrivo. Scollegando lo schermo scoprirete un aggancio per l’orecchio nascosto nella parte inferiore. Tutto ciò che dovrete fare per rispondere alla chiamata è appoggiarlo sull’orecchio e potrete iniziare a parlare. Una comodità che riduce ulteriormente la necessità di controllare continuamente lo smartphone, unendo le funzionalità di due prodotti, orologio e auricolare, in uno.

 

 

Cosa considerare nell’acquisto di un paio di auricolari?

Se avete infine deciso di acquistare degli auricolari ma non sapete quali caratteristiche considerare vi aiutiamo noi. È molto importante valutarne la tecnologia e la capacità di comunicare con tutte le tipologie di smartphone, anche quelli Apple basati su sistema operativo iOS. In questo modo vi assicurerete che anche qualora doveste cambiare smartphone, non sarete costretti ad acquistare anche un nuovo paio di auricolari.

A seguire, qualora optiate per auricolari bluetooth, dovreste capire la loro autonomia. La durata può fare la differenza per chi passa gran parte della propria giornata fuori casa e non ha la possibilità di ricaricarli. In questo caso dovreste optare per auricolari in grado di resistere per almeno una giornata lavorativa prima che si scarichino completamente.

L’ultimo fattore è il design che non deve essere semplicemente votato a un’estetica gradevole ma principalmente orientato alla comodità d’uso. Solitamente quelli più comodi hanno un design ricercato e in grado di adattarsi alle orecchie di vari utenti, cosa che potrebbe non essere vera per auricolari a basso costo.

 

 

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