Scambiarsi messaggi su Instagram come con un walkie talkie

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

I walkie talkie, per chi non ha mai sentito parlare di questa tipologia di dispositivi, sono delle ricetrasmittenti che permettono di comunicare a distanza anche senza usufruire di alcuna connessione internet. Sembra quasi una magia per chi è abituato al sistema di reti odierne tuttavia è una tecnologia che esiste da quasi 80 anni e venne utilizzata per la prima volta in ambito bellico, come la maggior parte delle innovazioni tecnologiche.

Durante il secondo conflitto mondiale, per permettere la comunicazione con i soldati al fronte, Motorola sviluppò i primi walkie talkie chiamati Backpacked SCR-300, degli ingombranti strumenti che dovevano essere portati come zaini in spalla dalle truppe addette alle comunicazioni. Da allora questi dispositivi ne hanno fatta di strada e sono divenuti molto più piccoli e comodi da portare con sé.

I più attenti magari potrebbero chiedersi dov’è la differenza con lo smartphone e perché si dovrebbe usare un walkie talkie al posto dei moderni mezzi di comunicazione. Innanzitutto gli smartphone, tablet e altri dispositivi mobile, sfruttano le reti telefoniche con tutti i limiti che ne derivano. Se da un lato è possibile comunicare con persone in ogni angolo del mondo, dall’altro si è sempre soggetti alla copertura di rete.

Molto difficile quindi chiedere aiuto in caso di emergenza qualora vi troviate in una zona isolata con poca copertura. I walkie talkie, invece, sebbene abbiano una portata inferiore, non necessitano di alcuna copertura di rete per funzionare poiché sfruttano radiofrequenze su cui è necessario sintonizzarsi.

 

Utilizzi dei walkie talkie

Dato che non siamo più in tempo di guerra, però, è lecito chiedersi quando e come si potrebbe rivelare utile l’utilizzo dei walkie talkie. Sono sicuramente un passatempo divertente per i bambini, soprattutto se non avete ancora intenzione di regalare loro un più complesso smartphone. Un paio di ricetrasmittenti potrebbero metterli in comunicazione con i loro amici che abitano nel vicinato senza gravare sulla bolletta telefonica e senza incorrere nei rischi che derivano dall’uso di smartphone e internet.

 

 

Non rappresentano comunque solo una divertente opportunità di gioco ma sono usati tuttora da forze dell’ordine e servizi di emergenza per permettere una comunicazione rapida ed efficace. Avrete sicuramente notato delle ricetrasmittenti legate alla cintura di poliziotti e carabinieri o in qualche ambulanza dal momento che si rivela ancora lo strumento più efficace per agire tempestivamente in situazioni in cui urge il loro intervento.

Anche chi lavora in cantieri e dirige operazioni edilizie può sfruttarli per comunicare con gli operai che si trovano a grandi distanze fino a fungere da strumento di comunicazione qualora facciate sport come trekking o passeggiate tra montagne e boschi dove potreste aver bisogno d’aiuto qualora vi perdiate o per incidenti di varia natura. Non bisogna dunque sottovalutare le potenzialità di questi strumenti che hanno ancora tanto da offrire.

 

Quale ricetrasmittente scegliere?

Se avete deciso di acquistare un paio di walkie talkie dovrete valutare l’utilizzo che ne farete. Per ambiti professionali è sconsigliato scegliere walkie talkie dal costo irrisorio poiché questi ultimi sono perlopiù giocattoli per bambini. Preparatevi dunque a spendere diverse centinaia di euro per dotarvi di strumenti di precisione. Inoltre, se avete intenzione di utilizzare delle frequenze specifiche, è importante sapere che in Italia la legge in materia prevede l’acquisizione di una licenza previo pagamento annuo all’apposito Ministero.

Non tutte le frequenze sono a pagamento, però, e gli apparati radioelettrici PMR, Personal Mobile Radio, o LPD, Low Power Device, non richiedono alcun patentino per essere usati. La loro portata è però limitata e solitamente non supera il chilometro. Parliamo in questo caso di prodotti a basso costo che vanno bene per giocare con i propri figli o semplicemente per tenersi in comunicazione con un amico poco distante senza spendere alcunché.

Per funzionare un walkie talkie necessita di energia come qualsiasi dispositivo elettronico. I più performanti hanno batterie al litio, come quelle che si trovano in molti altri strumenti e che possono essere ricaricate collegando il dispositivo alla corrente elettrica. I prodotti più economici, però, si avvalgono di batterie classiche che richiedono quindi la sostituzione una volta esaurito il loro ciclo vitale.

Valutate infine anche gli accessori acquistabili o inclusi nella confezione. Alcune ricetrasmittenti, infatti, possono sfruttare anche le connessioni bluetooth, permettendo di utilizzare degli auricolari che lasciano quindi le mani libere, una comodità in ambito lavorativo o se siete appassionati di sport e amate fare trekking, jogging e altre attività immersi nella natura dove la rete dei vostri smartphone vi potrebbe impedire di richiedere eventualmente dei soccorsi o di comunicare con altri gruppi di sportivi.

Sono disponibili in alcuni casi anche strumenti aggiuntivi come antenne che ampliano la portata, custodie per chi ha necessità di portare il walkie talkie sempre con sé e anche alimentatori per non restare mai senza batteria quando siete impossibilitati a eseguire una ricarica tramite presa di corrente.

 

 

Tecnologia imitata da smartphone

La comunicazione in stile walkie talkie potrà sembrare arcaica ai più ma effettuando un’attenta riflessione potrete notare come anche i sistemi di trasmissione di messaggi odierni ricordano in parte il sistema delle ricetrasmittenti. Basti pensare ai messaggi vocali di breve durata che possono essere inviati tramite applicazioni di messaggistica come Facebook Messenger, Whatsapp e anche Instagram.

Proprio come accade con i walkie talkie (ecco i migliori modelli) due utenti non possono parlare simultaneamente ma devono prima ascoltare ciò che viene trasmesso da chi si trova all’altro capo della conversazione per poter rispondere. Certo, in questo caso non c’è bisogno di utilizzare i termini convenzionali come “passo” oppure “passo e chiudo”, ma si tratta comunque dello stesso principio applicato però agli smartphone. Una curiosità che fa riflettere sull’impatto che le ricetrasmittenti hanno avuto nell’evoluzione tecnologica e quanto hanno influito anche sui sistemi di comunicazione odierni.

 

 

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