Sistemi antipirateria per smart card TV

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

La pirateria multimediale non si limita certo a musica, film e videogame, estendondosi fino ai canali del satellitare terrestre. Come fare a fermarla?

 

Quante volte abbiamo sentito parlare di pirateria a livello informatico? Questo fenomeno esiste dal tempo delle vecchie musicassette e videocassette che potevano essere facilmente copiate e rivendute sul mercato, magari in bancarelle gestite da singoli individui o da intere società. Anche l’arrivo dei CD e dei DVD non ha certo impedito la produzione di copie illegali nel settore della musica, del cinema o dei videogiochi.

Bastava infatti possedere un masterizzatore per poter copiare qualsiasi CD musicale, DVD o disco di gioco senza alcun problema. Il fenomeno è stato così diffuso che sono state fatte delle campagne di sensibilizzazione al cinema, in televisione e addirittura sui vari DVD per denunciare il problema e invitare gli spettatori a non commettere alcun reato.

 

Internet, la patria dell’illegalità

Un tentativo purtroppo fallito, perché con l’arrivo di internet e delle connessioni veloci, la pirateria è aumentata a dismisura. Ci sono stati diversi dibattiti nel corso degli anni che hanno cercato di far luce sulla questione. Alcuni sostenevano (e tuttora sostengono) che la copia o il download di determinati media per uso personale non fosse un reato, ma in realtà si tratta sempre di un prodotto rubato ad un industria. Fondamentalmente è come prendere ad esempio un CD da un negozio, togliere l’antitaccheggio e uscire indisturbati con il bottino. Adesso però non c’è neanche lo sforzo e il rischio di venire acciuffati, ma basta un semplice click.

 

 

Ovviamente è difficile tenere traccia della trasmissione dei dati sul web, inoltre negli ultimi anni lo streaming ha reso le cose ancora più complesse. Su Youtube o altri portali video si possono vedere gratuitamente interi film in streaming, mentre esistono siti internet con intere librerie suddivise per genere.

Il team di Google solitamente rimuove i video che considera ‘illegali’ e i siti specializzati in streaming gratuito ogni tanto vengono chiusi, per poi riaprire su URL diversi.

 

Musica e videogame: la situazione

Per la musica invece ci sono state battaglie enormi, come ad esempio quella dei Metallica contro Napster agli albori di internet. Ormai in realtà gli artisti e le etichette non si curano molto del problema, visto che l’acquisto degli stessi CD è calato esponenzialmente e la musica serve solo a promuovere un artista. Adesso inoltre funzionano e girano molto di più i video musicali, grazie al sopraccitato Youtube che è diventato il televisore per le nuove generazioni. Per i musicisti sono i concerti e le sponsorizzazioni la fonte principale di entrate e il disco d’oro o di platino ormai non ha più la stessa valenza rispetto a prima.

Nel settore dei videogame invece la pirateria sembra essere stata placata. Le prime console di gioco con lettore CD come la PSX e la Playstation 2 venivano ‘hackerate’ per leggere i CD copiati. Con l’arrivo di Playstation 3 e Xbox 360 si sono limitati di parecchio i danni grazie alla connessione internet che permetteva di aggiornare il sistema, bloccando eventuali tentativi di modifica al software. Ultimamente il download digitale sta praticamente eliminando le copie fisiche dei giochi, al punto che alcune software house neanche ci pensano più a produrle. Tra qualche anno probabilmente vedremo anche i giochi in streaming e li forse si tornerà a parlare di pirateria.

 

I TV sono a rischio

Anche il televisore è un dispositivo soggetto alla pirateria. Nello specifico è iniziata a farsi sentire con l’arrivo degli Smart TV con la scheda per il digitale terrestre. La Smart Card per la visione di determinate TV private infatti può essere facilmente falsificata e rivenduta sul mercato. La colpa è di alcuni firmware facilmente modificabili dei decoder satellitari per i quali solo recentemente è stata trovata una soluzione.

In Svizzera infatti in molti utilizzano la smart card Sat Access che ha un costo di 60 franchi svizzeri per residenti e 180 per i residenti all’estero. Alcuni cittadini elvetici la utilizzano per vedere i canali della propria nazione e a quanto pare c’è chi tra di loro ne ha ottenuta una da fonti non proprio legittime. Nel 2018 però è stata sostituita la vecchia smart card con una nuova versione aggiornata impossibile da modificare grazie ad un database delle chiavi e alla riprogrammazione del CAS.

 

 

E per quanto riguarda i servizi streaming? Su quelli c’è una pratica molto comune dei vari utenti che non è proprio pirateria, ma comunque mira ad ‘aggirare’ il pagamento di un servizio. Su Netflix a quanto pare è possibile sfruttare l’abbonamento di terzi per poter vedere serie TV e film senza pagare la mensilità.

Questo succede grazie alle password condivise tra più account con un solo abbonamento. Per esempio dando i propri dati dell’account a un amico o familiare, questo poteva tranquillamente accedere al servizio senza essere abbonato. La società sta  cercando di arginare il problema, con continui controlli e blocchi ma non è sempre facile dato che gli utenti sono davvero tantissimi.

Il problema degli account condivisi è comune anche con le nuove console di gioco che obbligano il giocatore a creare un suo profilo dove vengono registrati tutti i titoli acquistati e scaricati. Mettendo qualcosa sul web si rischia sempre, non trattandosi di un prodotto fisico e tangibile, quindi anche le TV in streaming e le console possono rischiare di essere piratate.

Visto il costo davvero ridotto di Netflix e altri servizi on demand, viene davvero da chiedersi fino a che punto ci si debba spingere per ottenere qualcosa gratuitamente. Vedremo poi con il futuro come si evolveranno i media, anche se al momento sembra che i costi per poterne usufruire si siano drasticamente ridotti e probabilmente diventeranno ancora più accessibili, eliminando una volta per tutte la pirateria.

 

 

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