Smart TV, come evitare problemi

Ultimo aggiornamento: 17.06.19

 

Con il termine software maligno si intendono tutti quei programmi che, installati su un dispositivo, possono avere una serie di conseguenze visibili e non. Tra questi programmi non rientrano solo i comuni virus, che hanno come scopo quello di infettare i computer per operazioni illecite, come il furto di dati sensibili o la distruzione dell’hardware, ma anche linee di codice che hanno come fine ultimo il controllo e l’indicizzazione delle abitudini degli utenti, conosciuti anche con i termini inglesi malware, spyware o adware.

I consumatori, inconsapevoli della presenza del software che agisce senza dare alcun segno, continuano a eseguire attività quotidiane come la visualizzazione di video, notizie, acquisti, inviando a loro insaputa questi dati a chi ha creato il “malware”, in modo che possa riutilizzarli per i propri scopi come rivendere le informazioni ad altre compagnie.

Tali programmi non vengono più creati unicamente per computer poiché sia desktop sia notebook sono ormai dispositivi usati da una ristretta fascia di utenti rispetto a coloro che hanno sempre con sé uno smartphone, un tablet o persino uno smart TV.

Secondo resoconti recenti sono proprio questi ultimi a essere presi di mira dalle compagnie che vogliono acquisire quanti più dati possibile sulle vostre abitudini come quanto avvenuto con l’azienda Samba TV. Il software creato dalla società è installato in una vasta gamma di Smart TV degli USA e può registrare tutto ciò che viene visualizzato sullo schermo, siano esse pubblicità, film, serie TV o cartoni animati.

In base al programma che più guardate può ipotizzare con una certa sicurezza persino per chi votiate, rivelandosi quindi un’arma potente nelle mani di chi vuole creare degli spot creati ad hoc e inviarli a una determinata fetta di pubblico.

 

Cos’è uno smart TV?

Lo Smart TV, per gli utenti meno informati, è un nuovo tipo di televisore che inizia a essere sempre più popolare grazie alla sua capacità di connettersi a internet tramite la connessione casalinga sfruttando il cavo Ethernet, da agganciare direttamente al modem/router, o il modulo wireless per non avere l’ingombro dei cavi.

La possibilità di usufruire del web sul proprio TV è molto apprezzata da chi vuole navigare mentre è comodamente seduto sul divano ma soprattutto dagli utenti che hanno una sottoscrizione a servizi di streaming di contenuti multimediali (tra i più famosi Netflix, Tim Vision, Amazon Prime Video, Infinity e il nuovo DAZN per chi ama lo sport). Accedendo al catalogo di applicazioni scaricabili potrete scegliere quella più adatta alle vostre esigenze, proprio come se fosse uno smartphone o un tablet.

 

 

È lecito aspettarsi che, con una maggiore diffusione degli Smart TV anche nel nostro Paese, inizieranno a essere sfruttati sistemi del genere. Come ci si può difendere dunque da queste palesi violazioni della privacy? L’unico modo è quello di prestare sempre molta attenzione quando installate applicazioni, sia sui vostri dispositivi mobili sia su quelli casalinghi.

Infatti, per non infrangere la legge, queste devono informarvi di tutte le conseguenze. Leggendo l’avviso che appare al momento dell’installazione potrete decidere se accettare i termini del servizio o rifiutarli. Molti acquirenti, però, non si prendono la briga di informarsi riguardo a un vero e proprio contratto che stanno sottoscrivendo tramite la pressione del tasto “accetto” ma bisogna capire che il mondo virtuale di internet ha delle conseguenze che si riflettono anche sul mondo tangibile.

 

Colpa dei produttori?

In alcuni casi, però, la colpa non è unicamente degli utenti poiché alcuni produttori stringono delle partnership con queste aziende di raccolta dati, permettendo l’installazione e l’esecuzione del software ben prima che il dispositivo arrivi nelle mani dei consumatori, che si ritrovano così completamente all’oscuro dell’esecuzione di malware sui propri accessori elettronici.

Cosa si può fare in questo caso? È bene sapere che, qualsiasi applicazione installata, può, per fortuna, anche essere disinstallata. Al momento dell’acquisto del TV, dunque, controllate attentamente nel menù delle impostazioni, sotto la voce “Applicazioni”, quali siano i programmi pre-installati e qualora vi siano dei nomi che non vi convincono e che non corrispondono a servizi riconosciuti a livello globale (come per esempio le applicazioni di video streaming come Netflix o Amazon Prime Video) effettuate una ricerca su internet per capire se potrebbe trattarsi di un malware. Identificato il programma potenzialmente maligno, potrete disinstallarlo dal menù delle applicazioni in modo rapido e veloce.

 

 

Virus per Smart TV

Per quanto possa sembrare uno scenario preoccupante e tangibile, l’arrivo di veri e propri virus in grado di distruggere il vostro Smart TV è al momento ben lontano poiché dovrebbero prima aggirare il sistema di controllo delle applicazioni da parte delle aziende.

Tuttavia non è un problema da sottovalutare poiché gli utenti più smaliziati potrebbero avere una certa dimestichezza nell’aggirare le regole imposte dai negozi virtuali, installando software di cui ignorano la provenienza, oppure, quelli meno attenti, durante la navigazione web potrebbero cliccare su link inaffidabili. Spesso questi ultimi rimandano al download di applicazioni potenzialmente pericolose per computer, non dovrebbero quindi, per il momento, avere alcun esito su uno smart TV.

Tuttavia, non sappiamo quando e se verranno prodotti virus scaricabili che possano infettare il TV, prestate quindi sempre attenzione e navigate solo su siti sicuri e certificati dal momento che non sono ancora disponibili degli antivirus tarati per far fronte a una minaccia del genere.

Il modo migliore per prevenire problemi di tale natura è sempre quello di non installare nulla a meno che non abbiate letto tutti i termini del contratto, anche se richiede un po’ di tempo in più, ed evitare di scaricare applicazioni provenienti da internet senza alcun controllo da parte dei produttori di Smart TV. Tali avvertenze valgono anche per gli utenti che invece sfruttano di più altri dispositivi come per esempio smartphone, tablet o computer, sia fissi che portatili.

 

 

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