Vaporizzazione, un metodo antico ancora in uso

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

Assumere sostanze benefiche per l’organismo è possibile anche grazie alla vaporizzazione: cos’è e quali sono i suoi benefici?

 

L’inalazione attraverso la vaporizzazione è un metodo atavico in uso ancora oggi per via delle sue grandi proprietà benefiche. Attraverso l’utilizzo di un vaporizzatore è possibile riscaldare materie vegetali senza bruciarle, estraendone l’essenza allo stato vaporoso. Per quanto concerne l’assunzione di cannabis ad esempio, si può procedere attraverso tre modi: ingestione, inalazione o applicazione topica di oli e unguenti.

In riferimento all’inalazione di tale  sostanza e di altri derivati vegetali, possiamo dire che è uno dei procedimenti più antichi e diffusi dall’uomo. Questo perché, l’elemento viene riscaldato ma non bruciato e pertanto non viene scatenato il processo di carbonizzazione ma al contrario vengono estratte tutte le sostanze liquide e volatili contenute nella materia. In un vaporizzatore, tale processo avviene riscaldando l’elemento vegetale contenuto all’interno del contenitore, che dopo aver raggiunto la temperatura, lascia filtrare tutte le sostanze della materia attraverso un apposito inalatore. È una tecnica molto efficiente, che riduce in maniera significativa i danni derivati dalla combustione, migliorando l’assunzione dei principi attivi.

 

Parla la scienza

Vari studi scientifici hanno analizzato le proprietà dei vaporizzatori e hanno confermato le loro grandi potenzialità e i benefici. In particolare, uno studio del 2007, effettuato dalla University of California di San Francisco ha messo a confronto gli effetti di un vaporizzatore e quelli di uno spinello, rilevando che il dispositivo in oggetto potrebbe fornire lo stesso stato di THC di quest’ultimo.

La differenza sostanziale consiste nel fatto che il vaporizzatore riduce notevolmente il quantitativo di monossido di carbonio che entra in circolo nel flusso sanguigno. In definitiva, l’esperimento effettuato su 18 pazienti a livello terapeutico, ha portato al risultato che un vaporizzatore di cannabis fornisce la stessa chimica attiva e lo stesso effetto del fumo della sostanza, con la differenza che vengono eliminate le tossine nocive da combustione.

 

 

Sempre nel 2007, dei ricercatori della University of New York di Albany e della University of Southern California hanno rilevato che coloro che fanno utilizzo di vaporizzatori di cannabis sono meno soggetti a problemi respiratori rispetto a quelli che fumano abitualmente marijuana.

Nel 2010, un nuovo studio pubblicato sull’International Journal of Drug Policy, ha messo in evidenza i risultati di un esperimento condotto su venti fumatori di cannabis. I partecipanti hanno utilizzato dei vaporizzatori in sostituzione agli spinelli e dopo un mese hanno manifestato miglioramenti significativi a livello respiratorio, paragonabili a quelli di un fumatore di tabacco che ha smesso di fumare da 30 giorni.

Nel 2014 è stato condotto un altro interessante esperimento da un gruppo di ricercatori israeliani su otto pazienti affetti da dolore cronico neuropatico. I soggetti, grazie all’inalazione di cannabis tramite vaporizzazione, hanno palesato una notevole riduzione dell’intensità del dolore pari a una media del 45%.

Nel 2016 un team di ricercatori svizzeri dichiara che l’utilizzo di vaporizzatori di cannabis è efficace e sicuro. Nella relazione è specificato che gli acidi cannabinoidici, a circa 200° C rilasciano cannabinoidi volatili neutri, che entrano in circolazione tramite assorbimento polmonare dal vapore. Il processo di vaporizzazione, non soggetto a pirolisi, evita la formazione di sostanze pericolose derivate dalla combustione della materia, come: monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), catrame e altri agenti cancerogeni.

 

Vantaggi e benefici di un vaporizzatore

 

1) Temperatura regolabile

Fumare uno spinello di cannabis innesca una combustione che può raggiungere i 900° C. Questo processo genera un’enorme quantità di prodotti tossici e irritanti per il corpo. La vaporizzazione in mancanza di tale fenomeno pirolitico rende l’assunzione di cannabis sicura e priva di tali rischi. In commercio è possibile trovare vaporizzatori che consentono di impostare diversi livelli di temperatura, partendo da 40° C fino ad arrivare a 230° C, condizione termica in cui ha inizio il processo di combustione.

 

2) Efficienza e risparmio

Grazie alla vaporizzazione è possibile riutilizzare i fiori di cannabis più volte, in quanto questi non vengono bruciati e inceneriti dalla combustione. Pertanto, il consumatore può dosare la sostanza a seconda delle proprie esigenze e riutilizzarla successivamente. In definitiva ciò comporta un’ottimizzazione delle proprietà della cannabis beneficiando di un grande risparmio.

 

3) Dosaggio

Gli effetti generati tramite vaporizzazione sono istantanei come quelli prodotti fumando cannabis, in quanto le proprietà della sostanza vengono assorbite rapidamente. Tale processo è particolarmente benefico per coloro che cercano un sollievo immediato dai sintomi di una disfunzione patologica. Inoltre è opportuno dire che il dosaggio di canapa per inalazione è molto più semplice e affidabile rispetto a quello per assunzione orale. Infatti, utilizzando un vaporizzatore, il paziente può tranquillamente fermarsi a raggiungimento dell’effetto desiderato.

 

4) Miglioramento delle funzioni respiratorie

Come abbiamo già visto nello studio pubblicato sull’International Journal of Drug Policy nel 2010, l’uso di vaporizzatori si è rivelato molto efficace nel ridurre sintomatologie respiratorie come tosse, catarro e sensazione di oppressione al petto. Ciò incide sul miglioramento delle funzionalità respiratorie dando dei buoni risultati in meno di un mese.

 

 

Quale vaporizzatore scegliere?

Scegliere un vaporizzatore non è così semplice come può sembrare e in commercio l’immensa gamma di modelli può confondere. Di seguito tre pratici consigli per orientare meglio i vostri acquisti:

 

1) Vaporizzatore a conduzione o a convezione?

In un modello a conduzione la sostanza viene inserita in un’apposita camera di riscaldamento e portata ad alta temperatura, mentre in un dispositivo a convezione l’elemento riscaldante è ubicato al di fuori. Sul mercato è possibile trovare anche dei prodotti ibridi ma in generale il vaporizzatore a convezione è il dispositivo più apprezzato perchè non rischia di bruciare il contenuto.

Nel modello a conduzione, la fonte di calore è a diretto contatto con la canapa e pertanto riscalda più rapidamente. Questo tipo di vaporizzatore è il primo a essere stato lanciato sul mercato, più economico e più facile da usare, mentre il dispositivo a convezione è considerato più efficiente nella produzione di vapore di qualità.

 

2) Regolazione della temperatura

I modelli di vaporizzatore possono essere a temperatura fissa o variabile. Generalmente i secondi sono i più cari e i più diffusi a uso terapeutico, in quanto permettono di regolare la temperatura a seconda del risultato che si vuole ottenere e al tipo di sostanza.

 

3) Sostanze

Gran parte dei vaporizzatori è stata progettata per l’utilizzo combinato con erbe aromatiche, anche se il crescente utilizzo di e-liquids ed estratti vegetali ha portato i produttori a incrementare le funzionalità dei loro dispositivi. Molti modelli recenti infatti sono dotati di vani appositi per contenere diversi tipi di sostanze ed estratti.

 

 

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