Le 8 migliori macchine fotografiche professionali del 2021

Ultimo aggiornamento: 21.09.21

 

Macchine fotografiche professionali – Guida agli acquisti, Opinioni e Comparazioni

 

Avete deciso di comprare una macchina fotografica professionale ma non avete ancora deciso quale modello sia più adatto alle vostre esigenze? La nostra guida vi aiuterà a sciogliere i dubbi più importante, inoltre potrete valutare gli otto modelli che abbiamo recensito nel nostro articolo, che sono tra i più richiesti sul mercato. I primi posti sono occupati da due fotocamere reflex 35mm che sono diventate delle vere e proprie icone nel segmento professionale. La prima è la Nikon D850, il cavallo di battaglia preferito dai fotografi professionisti specializzati in matrimoni, eventi e cerimonie in genere, mentre al secondo posto troviamo la Canon EOS 5Ds R, una reflex ad alta risoluzione, versatile e apprezzata soprattutto dai fotografi più esperti.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 8 migliori macchine fotografiche professionali – Classifica 2021

 

A seguire sono elencate le otto macchine fotografiche professionali attualmente più richieste sul mercato; la posizione occupata in classifica, in questo caso, non è determinata dal livello di prestazioni ma dalla tipologia di fotocamera e dalla destinazione d’uso primaria.

 

 

1. Nikon D850 fotocamera DSLR con obiettivo AF-S 24-120mm

 

Di sicuro non è un’esagerazione affermare che la Nikon D850 sia una delle migliori macchine fotografiche professionali del 2021; questa reflex digitale infatti, introdotta sul mercato nel 2017, è uno dei modelli più richiesti dai fotografi professionisti specializzati nei servizi matrimoniali, eventi, cerimonie e scatti pubblicitari, grazie alle insuperabili prestazioni offerte dalla Nikon in questi generi di fotografia.

La sua struttura è analoga a quella della versione precedente, la Nikon D810, con il corpo macchina tropicalizzato realizzato in lega di magnesio, ma dal punto di vista estetico introduce la novità dei pulsanti retroilluminati, in modo da facilitare l’uso in condizioni di scarsa illuminazione; è equipaggiata con il processore Expeed 5 e con un sensore CMOS Full Frame da 45,4 megapixel.

Il kit che abbiamo esaminato include anche l’eccellente obiettivo Nikkor AF-S 24-120mm con apertura f/4 costante, rivestimento speciale Nanocoat, elementi ED e sistema di stabilizzazione delle immagini VR.

 

Pro

Eventi e cerimonie: La Nikon D850 è uno dei modelli più venduti perché è la migliore macchina fotografica professionale per chi fa matrimoni, cerimonie ed eventi; e questo tipo di servizi costituisce di fatto la spina dorsale del settore.

Kit: La confezione kit proposta potrebbe apparire costosa, ma in realtà è decisamente vantaggiosa in quanto offre il corpo macchina corredato dal potente obiettivo professionale Nikkor AF-S 24-120mm.

Versatile: Anche se è la preferita per i generi fotografici citati in precedenza, la D850 è estremamente versatile ed è adatta anche per la foto sportiva pubblicitaria, di moda, natura e paesaggi.

 

Contro

Peso: Purtroppo le reflex professionali, a prescindere dalla ditta produttrice, hanno in comune il peso elevato; il solo corpo macchina della D850, infatti, pesa quasi un chilo.

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2. Canon EOS 5Ds R fotocamera reflex digitale 

 

Anche la EOS 5Ds R è una macchina fotografica professionale di tipo reflex; a differenza della Nikon D850, però, la Canon è consigliata soprattutto ai fotografi professionisti che non hanno una specializzazione ben definita.

La EOS 5Ds R, infatti, offre la stessa versatilità d’impiego della D850, ma invece degli eventi e delle cerimonie eccelle soprattutto nei generi di reportage; quindi è versata soprattutto per la foto faunistica e naturalistica, per i panorami, i ritratti, per la street photography, per le foto di moda e giornalismo.

È dotata di un sensore CMOS Full Frame da 50,6 megapixel accoppiato a ben due processori Digic 6, inoltre possiede un filtro speciale che annulla l’effetto del filtro anti-alias; questo le permette di incrementare il dettaglio catturato dal sensore, ma allo stesso tempo aumenta il rischio del fenomeno moiré. Proprio per queste sue caratteristiche, quindi, la EOS 5Ds R è consigliata ai professionisti più esperti.

 

Pro

Doppio processore: La EOS 5Ds R è equipaggiata con ben due processori di elaborazione delle immagini DIGIC 6, in modo da poter gestire al meglio l’enorme mole di dati prodotta dal sensore.

Alta risoluzione: Per quanto riguarda il sensore, infatti, questa reflex è dotata di un CMOS Full Frame con una risoluzione di 50,6 megapixel effettivi in grado di catturare un elevato livello di dettaglio.

Specchio stabilizzato: Una delle peculiarità della EOS 5Ds R, che non tutte le altre reflex professionali appartenenti alla stessa fascia possiedono, è il sistema di controllo delle vibrazioni dello specchio, che riduce al minimo le oscillazioni e l’effetto micromosso.

 

Contro

Per esperti: Bisogna essere molto preparati tecnicamente per gestirla al meglio, soprattutto a causa del filtro speciale che annulla l’effetto anti-alias.

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3. Pentax K-1 Mark II fotocamera reflex digitale 

 

In comparazione con i modelli esaminati in precedenza, la Pentax K-1 Mark II ha riscosso pareri decisamente contrastanti. I professionisti, infatti, la apprezzano poco e preferiscono affidarsi alle fotocamere Nikon e Canon, che possiedono una messa a fuoco molto più reattiva e veloce. 

I fotoamatori più esperti, invece, ne lodano il sensore da 36,4 megapixel, il cui livello di dettaglio è incrementato dall’assenza del filtro anti-alias, il dispositivo di stabilizzazione SR II a cinque assi, che permette un guadagno netto di cinque stop sui tempi di posa, e la notevole gamma di sensibilità, che si spinge fino a 819.200 ISO.

Le problematiche derivanti da queste caratteristiche, però, rendono la K-1 II una reflex difficile da “domare”, come e ancor di più rispetto alla EOS 5Ds R, ed essendo poco adatta per i servizi matrimoniali e gli eventi, è meno diffusa tra i professionisti che lavorano principalmente con questi generi.

 

Pro

Alta risoluzione: La K-1 II ha una sensore da 36,4 megapixel con un livello di dettaglio incrementato dall’assenza del filtro anti-alias; questo la rende più difficile da usare, ma le permette di offrire immagini di qualità migliore.

Alta sensibilità: Grazie alle eccezionali prestazioni del processore Prime IV, la Pentax è riuscita a innalzare la gamma di sensibilità della K-1 II fino a 819.200 ISO mantenendo un basso livello di rumore.

Stabilizzatore: La maggior parte delle reflex professionali in commercio sono ancora prive di questo elemento, la K-1 II è una delle poche eccezioni ed è equipaggiata con un sistema a cinque assi.

 

Contro

Messa a fuoco: L’unica limitazione delle reflex Pentax è la messa a fuoco, meno veloce, meno reattiva e con meno punti rispetto a quella delle reflex Canon e Nikon.

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4. Sony Alpha 7R Mark IV fotocamera mirrorless digitale 

 

Dopo aver acquisito Konica-Minolta e aver prodotto alcune fotocamere professionali decisamente innovative, ma che non sono riuscite a scalzare il predominio che Nikon e Canon detengono nel comparto reflex, la ditta giapponese Sony ha compiuto una netta sterzata e si è concentrata sulle mirrorless, dove sta operando una vera rivoluzione. Se vi chiedete dove acquistare una mirrorless professionale di alto livello, quindi, meglio puntare subito alla produzione della casa nipponica.

La Alpha 7R Mark IV è la versione ad alta risoluzione della a7; infatti è equipaggiata con un sensore Full Frame da 61 megapixel e integra il sistema Pixel Shift, che le permette di ottenere un altissimo livello di dettaglio senza ricorrere all’interpolazione, inoltre garantisce una qualità video 4K nettamente superiore rispetto alle concorrenti Canon e Nikon.

Inoltre possiede il doppio slot per schede di memoria e il premiato sistema di messa a fuoco quadridimensionale a 567 punti AF, con tracking predittivo.

 

Pro

Alta risoluzione: La lettera R nella sigla significa Resolution e sta a indicare appunto la vocazione principale di questa versione della Sony A7, progettata per offrire un’altissima risoluzione sia nelle immagini sia nei video.

Pixel Shift: La funzione Multi-Shooting con Pixel Shift permette di comporre delle singole fotografie fondendo insieme fino a sedici scatti con leggere variazioni di posizione del sensore, in modo da ottenere un elevatissimo livello di dettaglio senza interpolazione.

Messa a fuoco: Il sistema di messa a fuoco ideato da Sony per le sue mirrorless è stato premiato con l’Oscar della fotografia: il TIPA Award 2021. Quello della A7R IV è quadridimensionale, e oltre a essere molto veloce e stabile è anche predittivo.

 

Contro

Lotto di produzione: Nei primi lotti di produzione, alcune fotocamere hanno presentato dei difetti di fabbrica nel sistema AF. Il problema è stato risolto nei lotti successivi.

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5. Sony Alpha 7S Mark II fotocamera mirrorless digitale 

 

La a7S Mark II non è altro che la variante ad alta sensibilità della a7, che è la mirrorless professionale Sony entry level. A differenza della a7R IV, la versione S di seconda generazione è equipaggiata con un sensore Full Frame CMOS Exmor da “soli” 12,2 megapixel, ma possiede una gamma dinamica di sensibilità che espandibile fino a 409.600 ISO, sia per le fotografie sia per i video. 

Il processore Bionz X si avvale di uno speciale algoritmo di elaborazione, migliorato per garantire la riduzione del rumore al minimo e l’incremento del livello di dettaglio e della resa dei colori quando si scattano foto o si fanno riprese video in condizioni di scarsa illuminazione.

La a7S II è la mirrorless ideale per i professionisti e per i fotoamatori esperti che fotografano prevalentemente di notte o in condizioni di luce estremamente difficili, come all’alba e al crepuscolo.

 

Pro

Alta sensibilità: La gamma ISO standard è 100-102.400, ma è espandibile fino a 50-409.600 per le foto, e a 100-409.600 per i video. L’algoritmo dedicato, inoltre, migliora la notevolmente la resa nella riduzione del rumore.

Video 4K: Come tutte le mirrorless Sony, inclusi i modelli di categoria semi-professionale, la a7S II offre delle funzionalità e una resa video 4K di altissimo livello, e su questo versante rimane imbattuta dalle fotocamere prodotte dalla concorrenza.

Stabilizzata: Il sensore è dotato di un sistema a cinque assi che garantisce la massima nitidezza alle immagini e alle riprese, e permette di utilizzare anche obiettivi non stabilizzati.

 

Contro

AF: Date le specifiche di sensibilità, il sistema di messa a fuoco è limitato a soli 169 punti AF, inoltre è meno veloce rispetto a quello della a7R IV.

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6. Canon EOS R mirrorless digitale con obiettivo RF 24-105mm f/4

 

La Canon, nel comparto delle mirrorless professionali, offre una scelta decisamente più ampia rispetto alla Nikon, a parte la R e la RP, infatti, di recente ha introdotto anche l’ammiraglia R5 e la variante Ra, progettata apposta per l’astrofotografia, riempiendo un gap che le altre ditte hanno lasciato ancora vuoto.

Al pari della Z6 offre una notevole versatilità d’impiego, ma possiede una risoluzione maggiore, 30,3 megapixel, e una migliore resa dell’AF con scarsa luce, che rimane reattivo fino a -6 EV.

Nel complesso la EOS R è più diffusa tra i professionisti, perché la vocazione al reportage delle fotocamere Canon le permette di risentire un po’ meno delle limitazioni in termini di fruibilità per il lavoro; infatti è apprezzata soprattutto per il fotogiornalismo e la street photography, specialmente grazie alle sue dimensioni compatte e alla leggerezza, che la rendono molto più maneggevole e comoda da portare rispetto a una reflex.

 

Pro

DIGIC 8 e innesto RF: La EOS R si distingue soprattutto per il nuovo innesto obiettivi RF a 12 pin, che permette di usare una mole di dati 40 volte superiore rispetto a una 5D IV, e per il processore DIGIC 8, messo a punto apposta per gestire una tale quantità di dati.

Sistema AF: Anche se la messa a fuoco non ha una velocità paragonabile a quella delle mirrorless Sony, offre una maggiore funzionalità e reattività in condizioni di scarsa luce, fino a -6 EV.

Design: La EOS R è l’unica mirrorless attualmente in commercio a possedere la stessa struttura ergonomica delle reflex, incluso il display superiore per la visualizzazione rapida dei parametri di scatto.

 

Contro

Fotocamera di nicchia: Al di là della street photography e del fotogiornalismo, in ambito professionale la EOS R non offre molte possibilità; per l’uso amatoriale non ha limiti però.

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7. Nikon Z6 mirrorless con obiettivo Nikkor Z 14-30mm f/4

 

La ditta giapponese Nikon ha reagito in ritardo sul nuovo versante delle fotocamere mirrorless, soprattutto professionali. I primi modelli, poi, si sono rivelati assolutamente non all’altezza rispetto a quelle prodotte, per esempio, da Sony.

Nikon ha cercato di ovviare con la Z6 e la Z7, entrambe presentate nel comparto professionale; nonostante ciò i professionisti hanno avuto reazioni contrastanti, alcuni le hanno apprezzate mentre altri, soprattutto quelli che lavorano prevalentemente con cerimonie ed eventi, non le ritengono del tutto adeguate a questo ruolo.

Dei due modelli, la Z6 è decisamente più interessante in quanto offre una qualità delle immagini e una nitidezza praticamente analoga a quelle della Z7, ma a un costo molto più accessibile.

La Z6, a dispetto del blasone, si colloca soltanto al sesto posto perché poco fruibile per il lavoro, ma in compenso è decisamente apprezzata dai professionisti in pensione e dagli amatori esperti, che fotografano soltanto per passione.

 

Pro

Qualità delle immagini: La resa qualitativa delle immagini è ineccepibile, in fondo è pur sempre una Nikon infatti; la qualità video, invece, è inferiore a quella delle mirrorless Sony, ma questo ha poca importanza.

Veloce: Una delle caratteristiche che rendono “professionale” una fotocamera è la velocità, sia nella messa a fuoco sia nell’avvio del sistema quando la si accende, e sotto entrambi gli aspetti la Z6 è nettamente superiore alla Z7.

Versatile: L’ulteriore vantaggio della Z6, rispetto alla Z7, è la versatilità; la sua risoluzione è minore ma ha una maggiore gamma di sensibilità ISO che le permette di adattarsi più facilmente anche in condizioni di scarsa luce.

 

Contro

Limitata fruibilità: La sua fruibilità in senso strettamente professionale, purtroppo, è ancora molto limitata; quindi è consigliata soltanto a chi fotografa per passione.

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8. Nikon D500 reflex DX con obiettivo Nikkor AF-S 16-80mm

 

La Nikon D500 è l’unica reflex in formato DX a essere assurta al rango di macchina fotografica professionale, ed è in ultima posizione solo per la sua vocazione specialistica. Questa fotocamera, infatti, è stata progettata apposta con le sue caratteristiche e nel formato Nikon DX per offrire prestazioni di altissimo livello in termini di velocità e precisione, in modo da soddisfare le esigenze dei professionisti specializzati nella fotografia sportiva. 

Le dimensioni e il peso, però, non sono dissimili da quelle della D750, che è una FX; la D500, inoltre, vanta lo stesso sistema AF utilizzato dalla D5, che è l’ammiraglia delle FX.

L’ulteriore vantaggio è la compatibilità con l’ampio parco obiettivi DX, che include sia ottiche professionali sia standard; una delle migliori combinazioni, però, è proprio quella con lo zoom ad alte prestazioni proposto in questa confezione kit: l’obiettivo AF-S Nikkor 16-80mm f/2,8-4, con elementi ED e stabilizzatore VR.

 

Pro

Velocità e precisione: Sotto entrambi questi aspetti, la Nikon D500 offre prestazioni che sono letteralmente al di fuori del comune per una qualsiasi altra reflex professionale Nikon.

Messa a fuoco: Il sistema di messa a fuoco con 153 punti AF e 99 sensori a croce è lo stesso di cui è dotato anche la D5, ammiraglia delle Full Frame professionali Nikon. Inoltre è anche personalizzabile con diverse coperture nel modo AF continuo.

Obiettivi: Il formato DX offre un innegabile vantaggio, e cioè una scelta di obiettivi molto più ampia rispetto al formato Full Frame FX, sia per quanto riguarda le ottiche originali sia le compatibili prodotte da terze parti.

 

Contro

Batteria e ISO: La pecca principale della D500 consiste soprattutto nell’elevato consumo della batteria; inoltre ha una scarsa tenuta quando si oltrepassano i 6.400 ISO.

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Guida per comprare una buona macchina fotografica professionale

 

Le fotocamere professionali non sono appannaggio esclusivo di chi le usa per lavoro, anche i fotoamatori più esperti ed esigenti si rivolgono a questo settore di mercato infatti. Per sapere quale macchina fotografica professionale comprare, inoltre, non ci si può basare solo sulle prestazioni e sui requisiti tecnici.

Le maggiori ditte produttrici del settore

Le aziende produttrici che dominano il segmento professionale in ambito fotografico si sono ormai ridotte a quattro grandi nomi: Nikon, Canon, Pentax e Sony. Le ditte Hasselblad e Leica, infatti, rappresentano un’eccellenza che è appannaggio esclusivo di chi lavora ad alti livelli, quindi occupano una nicchia di mercato abbastanza ristretta, e lo stesso vale per Fujifilm, che dopo essere stato acquisita dal gruppo Ricoh Imaging ha finito con il trascurare molto il comparto produttivo delle fotocamere professionali. Tutte le altre ditte operanti nel settore fotografico invece, tra cui Olympus, Panasonic e altre ancora, sono rimaste attive soltanto nel segmento amatoriale.

Questa premessa è molto importante per capire come scegliere una buona macchina fotografica professionale al giorno d’oggi, visto che in questo segmento specifico tutti i prodotti sono caratterizzati da standard decisamente alti, alla pari del costo, e alle evoluzioni che sta subendo da quando sono entrate in campo le fotocamere mirrorless.

 

Reflex o mirrorless?

Un altro importante interrogativo, infatti, riguarda la tipologia di fotocamera che si desidera acquistare; da quando la Olympus ha messo a punto il sistema Micro quattro terzi, dando di fatto avvio alla rivoluzione delle mirrorless digitali, il panorama della fotografia digitale professionale sta lentamente e inesorabilmente cambiando.

La prima a cavalcare la nuova onda è stata Sony, che ha quasi smesso la produzione delle reflex professionali per concentrarsi del tutto sulle mirrorless, dove sta ottenendo risultati eccellenti come dimostrano i premi ricevuti nell’ultima edizione dei prestigiosi TIPA Awards, l’Oscar del settore fotografico.

Le uniche ditte che hanno ancora in produzione reflex digitali di categoria professionale, quindi, rimangono Nikon e Canon, che dominano e si dividono in maniera più o meno equa il mercato delle DSLR professionali; poi c’è la Pentax, che però occupa una nicchia di mercato specifica costituita da pochi professionisti e tantissimi amatori, particolarmente legati a questo storico marchio.

Nel campo delle mirrorless professionali, invece, la posizione dominante è occupata da Sony, sia per la maggiore disponibilità e diversificazione di modelli sia per le tecnologie impiegate e il livello di prestazioni che offrono. Le ditte Canon e Nikon purtroppo, soprattutto quest’ultima, hanno reagito con un leggero ritardo e una certa insicurezza di fondo nei riguardi della nuova tecnologia delle “senza specchio”, e nonostante siano fortemente intenzionate a recuperare il gap tecnologico e di prestazioni che le separa dalla Sony, non sono state ancora “premiate” dal riconoscimento ufficiale dei fotografi professionisti.

Per lavoro o per passione

Nella scelta del modello da acquistare, infatti, pesa anche il tipo di utente e la destinazione d’uso. I professionisti per esempio, soprattutto quelli che lavorano prevalentemente con matrimoni, battesimi e altri eventi cerimoniali, preferiscono ancora orientarsi verso le fotocamere reflex Nikon e Canon, che offrono un livello di prestazioni più elevato in funzione dei decenni di esperienza che queste ditte hanno maturato nella tecnologia specifica delle DSLR.

Le mirrorless stanno velocemente recuperando terreno, non solo per gli sforzi messi in atto da Sony ma soprattutto per l’importantissimo contributo dato dai fotoamatori i quali, non essendo legati da pastoie di genere come accade per i professionisti, sono stati più aperti verso il nuovo sistema. 

Liberi da costrizioni, quindi, continuano a testare sul campo in maniera estesa e a 360° tutte le potenzialità offerte dalle nuove mirrorless professionali, aiutando le ditte produttrici a portarle a un livello di resa che nei prossimi anni è destinato a superare anche quello delle reflex.

La differenza tra fotografare per passione o per lavoro, quindi, è altrettanto determinante nella scelta di una macchina fotografica professionale.

 

 

 

Che differenze esistono tra i sistemi DSLR e mirrorless

 

Principio di funzionamento

La caratteristica principale delle DSLR è la presenza dello specchio, che intercetta la luce in entrata dall’obiettivo e la riflette verso il pentaprisma del mirino ottico. Lo specchio è collocato proprio davanti al sensore di acquisizione delle immagini, che quindi si trova in posizione arretrata rispetto all’innesto dell’obiettivo, e di fatto lo copre; proprio per questa ragione, quindi, le DSLR hanno un sistema di messa a fuoco dedicato, separato dal sensore.

Nel momento dello scatto lo specchio si alza, permettendo così alla luce in entrata dall’obiettivo di raggiungere l’otturatore e il sensore, per poi abbassarsi subito dopo lo scatto.

Nel sistema mirrorless invece, come lascia intuire la sua definizione, lo specchio è assente e il sensore è posto direttamente in prossimità dell’innesto dell’obiettivo; di conseguenza non ci sono più il pentaprisma e il mirino ottico, entrambi sostituiti da un sistema di elettronico, e il sistema di messa a fuoco è integrato direttamente nel sensore di acquisizione delle immagini.

Pro e contro del sistema DSLR

Il vantaggio principale delle fotocamere DSLR, soprattutto le professionali, è dato proprio dalla presenza di un mirino ottico. Quest’ultimo, infatti, permette di vedere esattamente l’inquadratura dell’obiettivo e le reali condizioni di luce della scena; lo svantaggio, invece, è dato dal peso e dall’ingombro del sistema, che è ovviamente maggiore e incide notevolmente sulla maneggevolezza della fotocamera. 

Un altro svantaggio di questo sistema inoltre, che però riguarda soprattutto le reflex di categoria amatoriale, è che l’inquadratura del mirino ottico non corrisponde interamente a quella catturata sulla foto.

La presenza dello specchio, inoltre, impedisce il montaggio di obiettivi la cui lente posteriore è troppo vicina al piano focale; questo penalizza soprattutto le ottiche grandangolari, che devono essere realizzati con uno schema ottico a retrofocus, o invertito.

 

Pro e contro del sistema mirrorless

I pro del sistema mirrorless, invece, sono rappresentati soprattutto dalle dimensioni compatte e dalla leggerezza delle fotocamere, che risultano molto più maneggevoli e facili da trasportare; gli svantaggi, invece, stanno notevolmente riducendosi a ogni nuova generazione di fotocamera introdotta sul mercato.

I punti critici più discussi, ovviamente, riguardano il sistema di mira elettronico e l’autofocus; questi svantaggi, però, riguardano soprattutto le fotocamere mirrorless a basse prestazioni, quindi i modelli amatoriali entry level. Nelle mirrorless professionali il mirino elettronico ha un’elevata risoluzione e riduce notevolmente le limitazioni intrinseche al sistema.

I nuovi AF ibridi delle mirrorless di fascia semi-professionale e professionale, inoltre, sono arrivati a eguagliare i sistemi AF delle reflex; utilizzando direttamente il sensore di acquisizione delle immagini invece di un modulo separato, inoltre, offrono prestazioni nettamente superiori nella messa a fuoco continua, anche in termini di velocità.

 

 

 

Domande frequenti

 

È meglio la macchina fotografica professionale reflex o la mirrorless?

Stabilire se sia meglio utilizzare una macchina fotografica professionale reflex o mirrorless, allo stato attuale delle rispettive tecnologie, è ancora prematuro. Le reflex digitali, infatti, godono del vantaggio offerto da decenni di messa a punto, le nuove mirrorless digitali, per contro, pur avendo introdotto innegabili migliorie anche in termini di qualità delle immagini, mancano ancora di quella messa a punto tecnologica maturata da anni di utilizzo ed esperienza sul campo.

Attualmente le reflex dominano ancora il settore professionale; soprattutto i fotografi che lavorano prevalentemente con i matrimoni, le cerimonie e gli eventi, infatti, continuano a preferire le DSLR. Le mirrorless digitali professionali stanno velocemente recuperando terreno, soprattutto perché offrono prestazioni video superiori rispetto alle DSLR, ma la loro fruibilità in ambito prettamente lavorativo, per ora, è ancora limitata a pochi generi di fotografia.

Quanto costa una macchina fotografica professionale?

Il segmento delle macchine fotografiche professionali è più articolato di quanto possa sembrare; nonostante si fonda in parte con quello delle fotocamere amatoriali di livello avanzato, inoltre, è ben lontano dall’essere caratterizzato dai prezzi bassi tipici delle fotocamere amatoriali entry level. Questo però non significa che il loro costo sia proibitivo a priori; il segmento professionale, infatti, è suddiviso a sua volta in diversi comparti: si parte dai modelli base fino ad arrivare al top del top: le fotocamere professionali ammiraglie, ad altissime prestazioni.

Tralasciando le ammiraglie il cui costo, a seconda del modello e della ditta produttrice, parte dagli 8.000 euro in su per il solo corpo macchina, la compartimentazione varia da ditta a ditta, e soprattutto in base al numero e tipologia di fotocamere prodotte; il comparto intermedio è il più interessante, sia perché vi si trovano le fotocamere avanzate e specializzate sia per il range di prezzo, che relativamente abbordabile. I modelli base, invece, sono quelli caratterizzati dal costo più economico.

La a7 III per esempio, che è la versione più recente della mirrorless professionale di base prodotta da Sony, al listino ufficiale ha un costo di 2.300 euro, mentre la versione precedente scende ad appena 1.200 euro; acquistandole online, però, i prezzi possono calare ulteriormente dai 300 ai 400 euro circa. In linea di massima, quindi, possiamo dire che il costo di una macchina fotografica professionale a partire dal livello base fino a quello intermedio, al listino ufficiale, può oscillare dai 1.200 ai 3.500 euro circa per il solo corpo macchina.

Nella maggior parte dei casi si acquista sempre e solo il corpo macchina, in quanto il professionista tende a scegliere l’ottica da usare in base alle proprie esigenze specifiche, ciò non toglie che si possano acquistare confezioni kit che includono anche un obiettivo; la scelta è più limitata in questo caso, rispetto al segmento amatoriale, ma i prezzi aumentano solo di poco oscillando dai 1.500 ai 5.000 euro circa a seconda della ditta, del modello e dell’ottica a corredo.

 

 

 

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