Come riutilizzare una macchina fotografica usa e getta

Ultimo aggiornamento: 27.02.24

 

Premessa generale sui pro e i contro

Una delle obiezioni più comuni e frequenti sollevate sull’uso delle macchine fotografiche usa e getta, riguarda l’enorme impatto ambientale generato da questi apparecchi; a parte l’essere realizzati interamente in plastica, infatti, al loro interno sono presenti anche delle componenti elettriche e chimiche, come la batteria e il flash.

 

Questa problematica è stata posta all’apice della diffusione delle monouso, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, per cui molti si sono ingegnati nel trovare un modo per riutilizzare le monouso inserendo un nuovo rullino al loro interno.

La procedura è effettivamente possibile, infatti, basta soltanto un po’ di pazienza e gli attrezzi giusti, e offre l’innegabile vantaggio di poter usufruire nuovamente della fotocamera.

I contro, invece, sono rappresentati dalla complessità dell’operazione, che non può essere eseguita in esterni e “al volo”, e al fatto che sussiste comunque un limite al numero di volte in cui è possibile eseguirla, soprattutto nelle fotocamere usa e getta dotate di flash.

Un’altra limitazione di questo metodo, inoltre, è che può essere applicato soltanto alle normali usa e getta, e non a quelle subacquee.

 

Gli strumenti richiesti e la meccanica della monouso

A parte un nuovo rullino di pellicola, per eseguire la procedura occorrono i seguenti strumenti: un taglierino, dei fiammiferi oppure degli stuzzicadenti, un cacciavite o altri utensili simili con cui poter avvolgere la pellicola.

Prima di iniziare l’operazione di ricarica, però, è bene stabilire alcune cose molto importanti per quanto riguarda la meccanica delle fotocamere monouso.

Innanzitutto bisogna assicurarsi che il rullino già presente sia stato completamente esposto; secondo la meccanica delle monouso, infatti, la pellicola è interamente avvolta sul rullo ricevitore, e a ogni scatto viene lentamente riavvolta nel rullino; il sistema è quindi opposto a quello usato dalle normali fotocamere analogiche, dove il rullino viene caricato tirando fuori soltanto il lembo iniziale per inserirlo nella fessura del rullo ricevitore.

L’indicatore delle pose situato sulla parte superiore della fotocamera monouso, non sempre è un metodo attendibile per controllare che la pellicola sia stata interamente esposta.

Il modo più sicuro consiste nel girare la rotellina di caricamento; se questa non si ferma ma continua a girare a vuoto, allora la pellicola è stata esposta e avvolta interamente nel rullino, se invece a un certo punto si blocca con uno scatto, allora ha caricato una posa e la pellicola non è stata ancora usata del tutto.

Un altro aspetto di cui bisogna tenere conto, inoltre, è che soltanto le usa e getta di produzione più recente sono in grado di utilizzare i rullini standard; mentre i modelli datati usano dei rullini con un ingranaggio dentato speciale, non standard.

Procedura da seguire

Una volta verificato che la pellicola presente sia stata usata e si trovi ben protetta all’interno del rullino, e se nonostante tutte le avvertenze del caso siete ancora intenzionati a cimentarvi in questa operazione di “recupero”, è possibile iniziare la procedura.

Dal momento che quest’ultima è troppo lunga da descrivere senza l’ausilio di immagini, e lo spazio a nostra disposizione è limitato, vi suggeriamo di ricorrere a una delle tante guida tecniche specifiche sull’argomento, disponibili in rete.

 

 

 

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