Come usare un fisheye

Ultimo aggiornamento: 22.07.24

 

Cosa sono gli obiettivi fisheye

La forma corretta del termine sarebbe fish-eye, o fish eye, dato che questa definizione è composta dalle due distinte parole inglesi che hanno il rispettivo significato di “pesce” e “occhio”, ma per comodità è stata contratta in fisheye; vengono definiti in tal modo, quindi, quei particolari obiettivi che hanno la lente anteriore con una marcata curvatura semisferica, proprio come quella posseduta dagli occhi dei pesci.

La particolarità di questi obiettivi è quella di possedere un angolo di campo di 180 gradi (grandangolo), in alcuni casi addirittura superiore (ultra-grandangolo), e di essere quindi in grado di inquadrare tutto quello che si trova davanti all’obiettivo, da un lato all’altro dell’orizzonte visibile.

Questo tipo di obiettivo viene usato soprattutto per eseguire fotografie panoramiche e per inquadrare soggetti di grandi dimensioni, o gruppi numerosi di persone, situati a breve distanza.

Sono largamente usati anche per la fotografia architettonica, per inquadrare da vicino edifici di grandi dimensioni, per la fotografia sportiva nelle discipline gravity, dove è necessario eseguire inquadrature dall’alto durante vertiginose discese, per la fotografia macro e in alcuni casi anche per l’astrofotografia, per consentire inquadrature in grado di abbracciare l’intera area del cielo notturno.

 

Come funziona l’obiettivo fisheye

Come accennato nel paragrafo precedente, la particolarità degli obiettivi fisheye è rappresentata dal loro angolo di campo, che viene definito grandangolo (in inglese: wide), che è uguale e non inferiore a 180 gradi; esistono però anche degli obiettivi fisheye ultra-grandangolari (in inglese: ultra-wide), che sono caratterizzati da un angolo di campo superiore ai 180 gradi.

Il loro principio di funzionamento è semplice, ed è basato proprio sull’anatomia degli occhi dei pesci.

Il loro schema ottico è l’esatto opposto di quello dei normali teleobiettivi usati in fotografia; mentre in questi ultimi le lenti convergenti sono collocate anteriormente e quelle divergenti posteriormente, infatti, lo schema ottico dei fisheye è invertito, quindi una o più lenti divergenti si posizionano anteriormente e gli elementi convergenti sono messi posteriormente, in modo da concentrare nell’area ridotta del sensore, o del fotogramma di pellicola, l’enorme porzione di orizzonte che viene inquadrata dall’obiettivo.

Proprio per questa ragione, però, gli obiettivi fisheye forniscono un’immagine distorta, e la distorsione è tanto più accentuata quanto più ci si allontana dal centro di fuoco, con la conseguenza che tutto ciò che si trova ai margini dell’inquadratura viene curvato.

La distorsione grandangolare viene corretta successivamente; prima dell’avvento del digitale era eseguita proiettando il negativo attraverso delle lenti correttive direttamente sulla carta da stampa, al giorno d’oggi invece, la correzione viene eseguita in post-produzione mediante i programmi di fotoritocco.

 

 

 

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