Come usare uno stabilizzatore

Ultimo aggiornamento: 22.04.24

 

Come funziona uno stabilizzatore

Il principio di funzionamento di uno stabilizzatore varia a seconda della sua tipologia e della sua installazione.

Innanzitutto, infatti, bisogna suddividere i sistemi di stabilizzazione in due categorie principali.

Ottici e digitali, poi bisogna fare una ulteriore divisione tra gli stabilizzatori interni, che sono integrati direttamente nelle fotocamere, nelle videocamere e negli obiettivi, e quelli esterni, che devono essere materialmente collegati all’attrezzatura.

 

La versione ottica

Il sistema di stabilizzazione ottico è più costoso rispetto a quello digitale perché caratterizzato da un maggior grado di precisione ed efficienza.

Il suo funzionamento, infatti, si basa sul principio meccanico del giroscopio, ovvero un dispositivo fisico rotante che sfrutta la legge di conservazione del momento angolare per mantenere il proprio asse di rotazione orientato in una direzione fissa. 

Se lo stabilizzatore ottico è del tipo integrato, allora il giroscopio o è montato su una delle lenti dell’obiettivo.

Nella fattispecie quella che corregge l’asse ottico dell’immagine, oppure direttamente nel gruppo sensore della fotocamera o della videocamera.

Se invece lo stabilizzatore ottico è del tipo esterno, allora i giroscopi sono montati in corrispondenza o all’interno stesso dei nodi di giunzione, come nel caso del famoso sistema Gimbal.

Gli stabilizzatori esterni sono telai di dimensioni e complessità variabili a seconda del tipo e della fascia economica di appartenenza, questi telai sono solitamente progettati per sorreggere una piattaforma sulla quale viene assicurata l’attrezzatura foto o video.

La piattaforma è collegata al telaio dello stabilizzatore mediante i giunti contenenti le sospensioni cardaniche, grazie alle quali l’attrezzatura montata sulla piattaforma può mantenere posizione e orientamento fissi anche quando l’operatore è in rapido movimento. 

Un classico esempio di stabilizzatore esterno è lo Steadicam, prodotto dall’omonima ditta e utilizzato prevalentemente dai cameraman professionisti.

Esistono però numerosi altri modelli compatibili con videocamere, fotocamere e smartphone, e destinati sia alla fascia di utenza professionale sia a quella amatoriale.

Quando entra in gioco la tecnologia

I sistemi di stabilizzazione digitale, invece, sono processori con un software dedicato all’elaborazione delle immagini finalizzata per lo più alla riduzione delle vibrazioni.

Dal momento che i giroscopi sono sostituiti da un programma, la resa in termini di precisione ed efficienza non è paragonabile a quella degli stabilizzatori ottici.

In compenso costano poco e trovano larga applicazione negli obiettivi, nelle fotocamere e nelle videocamere entry level.

 

 

 

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