Gli 8 Migliori Stabilizzatori del 2021

Ultimo aggiornamento: 22.06.21

 

Stabilizzatore – Guida agli acquisti, Opinioni e Comparazioni

 

Se siete alla ricerca di uno stabilizzatore per fotocamera, videocamera, action cam o smartphone, non esitate a leggere la nostra guida all’acquisto che contiene ulteriori informazioni sui vari prodotti attualmente in commercio. Oltre alla guida troverete anche la recensione di otto diversi prodotti i quali, grazie al loro ottimo rapporto qualità-prezzo, sono tra i più richiesti sul mercato. I modelli che hanno riscosso il maggior gradimento da parte degli acquirenti sono lo Hohem iSteady PRO 2, uno stabilizzatore per action cam particolarmente amato dagli escursionisti grazie all’elevata autonomia della batteria, e il Neewer DSLR Rig, un modello per fotocamere reflex, leggero ed estremamente facile da usare.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 Migliori Stabilizzatori – Classifica 2021

 

A seguire esamineremo più in dettaglio gli otto stabilizzatori attualmente più richiesti sul mercato, inclusi alcuni modelli che hanno il pregio di essere disponibili a prezzi bassi.

 

 

Stabilizzatore GoPro

 

1. Hohem iSteady PRO 2 Palmare a 3 Assi Giunto Cardanico

 

L’iSteady PRO 2 è prodotto dalla ditta Hohem, specializzata in accessori per video e fotocamere, e secondo i pareri degli acquirenti è uno dei migliori stabilizzatori del 2021 tra i modelli specifici per le action cam.

Si tratta infatti di uno stabilizzatore GoPro compatibile con i modelli omonimi dal 3 al 7, con la Dji Osmo Action, con le Sony appartenenti alla serie RX0, e con le action cam prodotte dalle ditte Yi e SjCam. 

È realizzato con materiali compositi ad alte prestazioni, caratterizzati da un ottimo grado di resistenza, è impermeabile e integra un sistema di stabilizzazione Gimbal a tre assi, è dotato di motori ed è gestibile con estrema facilità sia tramite la pulsantiera sia mediante l’App Hohem Gimbal, che nonostante le buone funzionalità offerte, però, va migliorata in quanto a stabilità. Particolarmente apprezzata, invece, è l’autonomia della batteria che arriva fino a 12 ore di funzionamento continuo.

 

Pro

Qualità: Realizzato con materiali compositi speciali, i quali gli garantiscono alte prestazioni in termini di resistenza agli urti e agli schizzi d’acqua.

Batteria: L’autonomia offerta dalla batteria built-in è notevole e raggiunge le 12 ore di funzionamento continuo. Questa caratteristica lo rende ideale soprattutto per gli escursionisti e i trekker.

Compatibilità: Non soltanto può montare le action cam indicate nella descrizione, ma è adatto a tutti i modelli prodotti dalle altre ditte e che sono dotati di dimensioni analoghe.

 

Contro

App: Quella gestionale, purtroppo, non è molto stabile, ma dal momento che il firmware può essere facilmente e costantemente aggiornato, è soggetta a dei miglioramenti.

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Stabilizzatore reflex

 

2. Neewer Stabilizzatore DSLR Rig a Spalla Portatile

 

Il DSLR Rig prodotto dalla ditta Neewer invece, come lascia intuire il nome, è uno stabilizzatore reflex, ovvero è progettato per essere usato con le fotocamere DSLR e con le videocamere standard, sia i modelli entry level e avanzati sia quelli professionali.

Lo stabilizzatore Neewer, dalla sua, ha il pregio di essere un modello semplice ed economico, privo di motori, leggero e portatile, ideale soprattutto come supporto per dare stabilità alle riprese video in movimento, in modo da ottenere filmati fluidi dove la messa a fuoco è mantenuta in maniera costante.

È costituito da un telaio di tubolari in lega di alluminio, con staffe in alluminio, acciaio inossidabile e gomma; anche le impugnature sono in alluminio, acciaio e gomma, inoltre il supporto a spalla è dotato di un comodo rivestimento con imbottitura in gomma, in modo da offrire il massimo del comfort anche quando si usano attrezzature particolarmente pesanti.

 

Pro

Economico: Il prezzo è decisamente accessibile anche per i risparmiatori più attenti, e questo aspetto ha contribuito notevolmente al successo di mercato di questo stabilizzatore per fotocamere reflex e videocamere.

Espandibile: L’ulteriore vantaggio del Neewer è quello di essere predisposto per il montaggio di ulteriori accessori secondo gli standard internazionali, soprattutto i sistemi a rotaia con tubi da 15 e interasse da 60 millimetri.

Comfort d’uso: Lo stabilizzatore Neewer è dotato di una comoda imbottitura per il supporto a spalla, inoltre può essere usato senza problemi sia dai mancini sia dai destrimani.

 

Contro

Non professionale: A dispetto della sua natura modulare espandibile, rimane comunque uno stabilizzatore economico, quindi è sconsigliato per l’uso professionale.

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Stabilizzatore smartphone

 

3. DJI Osmo Mobile 2 Gimbal a 3 Assi per Smartphone e iPhone

 

Tra i modelli più venduti spicca anche l’ottimo stabilizzatore smartphone prodotto dalla ditta Dji, nota soprattutto per i suoi droni professionali. Se sottoposto a comparazione con quello Hohem, esaminato in precedenza, l’Osmo Mobile 2 è quasi identico dal punto di vista strutturale e del design, ma invece di essere predisposto per l’uso con le action cam è un modello specifico compatibile con gli iPhone e con gli smartphone Android.

Anche questo è motorizzato, infatti, ed è dotato di un’app gestionale con funzione Active Tracking, per mantenere il telefono sempre orientato verso se stessi mentre si cammina. Un ulteriore vantaggio è dato dalla pulsantiera, che permette di assumere il controllo diretto della fotocamera del telefonino.

L’unica pecca è rappresentata dalla compatibilità dell’app, che è perfetta con gli iPhone ma con gli smartphone Android è lenta nella messa a fuoco non permette di realizzare video di qualità superiore ai 720p.

 

Pro

Gimbal: La ditta cinese Dji è nota soprattutto per i suoi droni professionali e per l’efficienza del sistema di stabilizzazione Gimbal montato sugli stessi. Anche l’Osmo Mobile 2 monta lo stesso sistema.

Ideale per iPhone: L’app offre il meglio delle prestazioni con il sistema iOS, infatti gli acquirenti lo ritengono il miglior stabilizzatore per coloro che possiedono un iPhone, a prescindere dal modello.

Facile da usare: Tutte le funzionalità della telecamera dello smartphone possono essere gestite direttamente dalla pulsantiera di controllo dello stabilizzatore, il che lo rende estremamente intuitivo.

 

Contro

Compatibilità Android: Purtroppo l’app soffre di alcune limitazioni quando è collegata a uno smartphone con l’OS di Google; ne soffrono soprattutto la messa a fuoco e la qualità video.

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Stabilizzatore fotocamera

 

4. Zeadio Stabilizzatore Portatile con Hot-Shoe Triplicarsi

 

Se cercate dove acquistare un nuovo stabilizzatore fotocamera compatto, semplice da trasportare e compatibile con il treppiedi, fareste bene a dare un’occhiata ravvicinata al Metal 3 prodotto dalla ditta Zeadio.

Si tratta di un modello dal design semplice ma funzionale, infatti è una staffa piegata a U al cui interno è collocato il supporto per la fotocamera. Quest’ultimo è una piastra compatibile con tutte le reflex e le videocamere dotate di attacco da ¼”-20 UNC, che essendo uno standard internazionale è utilizzato dalla quasi totalità delle ditte produttrici di attrezzature foto e video.

Il supporto è predisposto per il montaggio sul treppiede; sulla parte superiore, inoltre, c’è anche l’attacco Hot-shoe per montare ulteriori accessori, come il monitor per fotocamera, il flash o l’illuminatore video, il microfono o l’adattatore rotante. L’unica pecca è la resa come stabilizzatore, che è minima, ma in compenso è ottimo per migliorare l’impugnatura della fotocamera.

 

Pro

Compatibilità: L’attacco da un quarto di pollice con 20 filetti è usato dalla quasi totalità delle fotocamere e videocamere in commercio, a prescindere dalla ditta produttrice.

Hot-shoe: L’ulteriore attacco Hot-shoe gli permette di montare anche una vasta gamma di accessori, incluso l’adattatore rotante per mantenere l’inquadratura fissa su un punto mentre si fanno riprese in movimento.

Treppiede: Il Metal 3 è predisposto perfino per essere montato su un treppiede. Per passare dalle inquadrature in movimento a quelle statiche, quindi, non sarete costretti a smontare la fotocamera dal supporto a slitta.

 

Contro

Efficienza: Dato il particolare design, il Metal 3 ha una resa alquanto limitata per quanto riguarda la stabilizzazione in sé, in compenso è ottimo per migliorare l’impugnatura.

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Stabilizzatore videocamera

 

5. Morros DSLR Rig Movie Kit Shoulder Mount Rig

 

Lo stabilizzatore videocamera Morros è un vero e proprio kit per cineasti principianti, completo di tutte le componenti necessarie ad avere il pieno controllo delle funzioni, compresa la messa a fuoco.

La piastra di supporto, costituita dal sistema a rotaia da 15mm e interasse da 60mm, è dotata di attacco standard ed è compatibile anche con le fotocamere reflex; la struttura è regolabile in altezza, inoltre, in modo da adattarsi ai diversi agli obiettivi dai 43 agli 82 millimetri di diametro. 

Sono presenti anche il Matte Box con le alette paraluce regolabili, per ottimizzare l’esposizione ed evitare la comparsa di flare e riflessi fantasma dovuti alla luce in eccesso, e il meccanismo per il controllo continuo della messa a fuoco.

Le sole limitazioni sono lo spallaccio, che a seconda della corporatura dell’operatore potrebbe risultare eventualmente corto, e il controbilanciamento inadatto a videocamere dal peso superiore ai 2-3 chilogrammi.

 

Pro

Kit completo: Il Morros è un Movie Kit completo di tutto ciò che serve per sfruttare al meglio la vostra videocamera; oltre allo stabilizzatore sono incluse le alette paraluce, la ghiera di controllo per la messa a fuoco, l’impugnatura superiore e lo spallaccio.

Buoni materiali: Oltre a essere di buona fattura per quanto riguarda assemblaggio e finiture, è interamente realizzato in lega di alluminio, nylon, e ABS, quindi è relativamente leggero, resistente e affidabile.

A rotaia: Questo sistema da 15mm con attacco da ¼ di pollice gli garantisce lo stesso grado di compatibilità degli stabilizzatori professionali, quindi è adatto sia per le videocamere sia per le fotocamere reflex.

 

Contro

Bilanciamento: La struttura è resistente ma leggera, quindi il controbilanciamento è limitato e non permette il montaggio di attrezzature molto pesanti.

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Stabilizzatore action cam

 

6. CamKix Impugnatura Stabilizzante Compatible con GoPro Hero

 

Il CamKix è il modello più economico tra tutti gli stabilizzatori esaminati nella nostra guida, ed è il modello ideale per chi è alla ricerca di un prodotto economico da usare occasionalmente durante le vacanze o i viaggi.

Più che uno stabilizzatore action cam vero e proprio, infatti, si tratta di un kit che include un’impugnatura stabilizzante compatibile con la GoPro 4 e con qualsiasi altra camera dotata di attacco GoPro, doppio supporto per montare simultaneamente la camera e un ulteriore accessorio, come l’illuminatore video per esempio, un adattatore per il treppiede e un porta telefono universale.

Questo vi permetterà di inquadrare liberamente con la vostra action cam, collegando anche lo smartphone e utilizzandolo come display Live View per le riprese. L’unica pecca, purtroppo, è che, essendo un’impugnatura stabilizzante, la sua resa è alquanto limitata rispetto a un supporto dotato di sistema Gimbal.

 

Pro

Versatile: La presenza del doppio supporto lo rende estremamente versatile e gli consente di montare anche un illuminatore video, in modo da poter eseguire riprese video in condizioni di scarsa luce.

Porta telefono: Si tratta di una ulteriore aggiunta che incrementa le potenzialità del supporto e della action cam collegata, in quanto permette di usare lo smartphone come display e avere più libertà nelle inquadrature.

Ampia compatibilità: L’attacco è compatibile con tutte le GoPro e le action cam dotate di sistema analogo, inoltre è predisposto anche per il montaggio sul treppiede.

 

Contro

Resa limitata: L’unica pecca è la scarsa resa come stabilizzatore, in quanto si tratta più che altro di una impugnatura stabilizzante, come la Metal 3 esaminata in precedenza.

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Stabilizzatore Neewer

 

7. Neewer, Sistema Rig Stabilizzatore per Videocamera Canon, Nikon, Sony

 

Il Neewer System Rig è uno stabilizzatore per videocamere simile a quelli usati dagli operatori professionali, ma progettato apposta per i videoamatori e quindi caratterizzato da un prezzo decisamente vantaggioso.

Il sistema è costituito dal Matte Box, ovvero le alette regolabili per schermare la luce che entra nell’obiettivo, da un supporto a spalla che aumenta la stabilità durante le riprese e incrementa il comfort d’uso, e dal supporto per la videocamera, che grazie all’attacco da ¼ di pollice è compatibile anche con le fotocamere reflex. 

Il supporto, che è il classico sistema a rotaie da 15mm di Neewer, è dotato anche di un attacco da 3/8 di pollice, in modo da poter essere montato anche su un treppiede. Lo stabilizzatore Neewer è esteticamente bello e molto funzionale ma, anche se è compatibile con le videocamere e le reflex professionali, è consigliato prevalentemente agli amatori e ai videomaker principianti.

 

Pro

Economico: Difficilmente riuscirete a trovare in commercio uno stabilizzatore simile a quelli professionali a un prezzo così accessibile. Per di più fatto con buoni materiali, leggero e resistente.

Attacco universale: Grazie all’attacco da ¼ di pollice è compatibile non soltanto con le videocamere, ma anche con le fotocamere reflex, sia amatoriali sia professionali. Inoltre è predisposto per il montaggio sul treppiede.

Matte Box: Le alette paraluce che costituiscono il sistema Matte Box vi permetteranno di regolare la luce che entra nell’obiettivo e quindi di eliminare flare e riflessi fantasma, oltre che a ottenere sempre la giusta esposizione.

 

Contro

Non professionale: Anche in questo caso si tratta di un prodotto non professionale, per quanto compatibile, destinato prevalentemente ad amatori e principianti.

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Stabilizzatore a 3 assi

 

8. DJI Ronin-SC Stabilizzatore Professionale Portatile a 3 Assi

 

L’ultimo modello esaminato è tale soltanto a causa del suo costo elevato, poco accessibile per la fascia di utenza amatoriale, si tratta infatti di uno stabilizzatore a 3 assi professionale prodotto dalla ditta Dji: il Ronin-SC.

Non soltanto è un modello professionale, ma è stato anche progettato apposta per le fotocamere digitali mirrorless prodotte dalle ditte Nikon, Canon, Fujifilm, Sony e Panasonic; la sua compatibilità, però, si estende a tutte le mirrorless dotate di attacco da ¼ di pollice con 20 filetti UNC, a patto che non superino i 2 chilogrammi di peso.

Il sistema di stabilizzazione Gimbal del Ronin-SC è estremamente efficiente e mantiene la fotocamera sempre al di sopra dell’asse di rollio, consentendo una visuale chiara sul display; la rotazione continua, inoltre, consente una totale libertà di movimento all’operatore. È dotato anche di app gestionale compatibile con iOS e Android, di modulo Bluetooth versione 5.0 e ingresso USB-C.

 

Pro

Professionale: Se siete alla ricerca di uno stabilizzatore professionale a 3 assi per fotocamere mirrorless, che offra il massimo delle prestazioni, il Dji Ronin-SC è quanto di meglio possiate trovare attualmente in commercio.

Rotazione a 360 gradi: Il sistema di rotazione continua permette di avere la massima libertà di movimento e, allo stesso tempo, di realizzare riprese di qualità cinematografica e di grande effetto.

App Ronin: Studiata per essere semplice da configurare ed estremamente sicura, grazie a una funzione che permette di bloccare ogni asse e bilanciarlo singolarmente. Anche il controllo sui motori è al top delle prestazioni, grazie all’arresto graduale dopo lo spegnimento.

 

Contro

Presso: Il costo è praticamente analogo a quello di una fotocamera reflex entry level, ma del resto è uno stabilizzatore destinato prevalentemente all’utenza professionale.

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Guida per comprare un buon stabilizzatore

 

Canon: la pioniera degli stabilizzatori integrati

L’azienda giapponese Canon, tra i numerosi pregi, ha quello di essere stata la prima al mondo a introdurre sul mercato, nel 1995, un obiettivo dotato di stabilizzatore d’immagine integrato, e a partire da allora tutte le altre case produttrici del settore si sono date da fare per recuperare il gap e dotare le loro fotocamere e videocamere di sistemi analoghi.

Nonostante la maggior parte degli obiettivi e delle attrezzature foto-video dispongano ormai di sistemi di stabilizzazione integrati, però, non sempre questi offrono il massimo dell’efficienza in tal senso, soprattutto quando si tratta di attrezzature entry level; ma quale stabilizzatore comprare per incrementare la qualità delle immagini? E in quali specifiche circostanze è consigliato usarlo?

Per capire come scegliere un buon stabilizzatore bisogna considerare innanzitutto il tipo di attrezzatura posseduta e il tipo di utilizzo. Le esigenze professionali sono infatti molto diverse da quelle amatoriali, e si riflettono in maniera sostanziale sulla cifra da spendere.

 

 

Uno stabilizzatore per ogni esigenza

Gli stabilizzatori progettati per uso professionale sono estremamente efficaci, in quanto sono tutti basati sul funzionamento meccanico tramite sospensioni cardaniche e giroscopi, ma sono anche molto costosi e, a seconda del modello, il loro prezzo può variare dai 300-400 ai 3.500 euro e oltre. 

Un esempio di stabilizzatore professionale costoso è il famoso Steadicam, usato dai cameraman professionisti, ma ne esistono anche modelli specifici per l’utilizzo con le fotocamere reflex, oppure predisposti per essere agganciati ai droni professionali per fotografia e riprese aeree.

I modelli più venduti, invece, si collocano quasi sempre nella fascia medio-bassa, che raggruppa l’utenza composta da dilettanti e amatori, questi ultimi sia principianti sia esperti. I prezzi, in questo caso, possono variare dai 15 euro fino ai 200-250 euro circa, a seconda del modello e del tipo di attrezzatura per la quale è progettato.

Gli stabilizzatori in commercio, infatti, si differiscono non soltanto per il prezzo e la qualità, ma anche per la tipologia. Alcuni stabilizzatori professionali per esempio, quindi prodotti di fascia alta per quanto riguarda i materiali di fabbricazione, l’assemblaggio e l’efficienza, sono disponibili a prezzi contenuti soltanto perché sono progettati per fungere da supporto esclusivo per determinati dispositivi, come le action cam o gli smartphone.

Per fotocamere, videocamere, e altre attrezzature

L’ultimo criterio di scelta da adottare, per l’acquisto di uno stabilizzatore, riguarda appunto il tipo di attrezzatura per il quale dovrà essere funzionale. Per i dispositivi di piccole dimensioni, come le action cam, gli smartphone, le fotocamere e le videocamere compatte, esistono stabilizzatori appositi in tutte le fasce di prezzo, dai 15 ai 350 euro; come nel caso dello stabilizzatore Dji Ronin per esempio, di qualità e prestazioni professionali. 

Gli stabilizzatori di questo tipo inoltre, date le dimensioni compatte, sono dotati di sospensioni cardaniche dal movimento limitato ai 3 assi canonici. Ai possessori di fotocamere reflex e videocamere, anche semiprofessionali, conviene invece optare per gli stabilizzatori a spalla, che sono più grandi ma più sicuri per la gestione di attrezzature più pesanti e complesse. 

Proprio per questa ragione, inoltre, montano sospensioni cardaniche che, a seconda del modello scelto, possono muoversi su 4, 5 e addirittura 6 assi, in modo da migliorare ulteriormente l’efficienza e mantenere l’inquadratura stabile in ogni circostanza.

 

 

 

Domande frequenti

 

A cosa serve lo stabilizzatore nell’obiettivo?

Lo stabilizzatore d’immagine integrato negli obiettivi intercambiabili delle reflex, serve a compensare i tremolii della mano o i movimenti del corpo quando si scattano fotografie o si effettuano riprese senza l’ausilio di un treppiede. Il suo scopo è appunto quello di stabilizzare l’inquadratura, riducendo l’effetto mosso, incrementando l’efficienza della messa a fuoco automatica e migliorando la nitidezza delle immagini ottenute.

La resa dello stabilizzatore interno degli obiettivi, però, può essere più o meno limitata in determinati casi e circostanze. Tanto per fare un esempio, infatti, i sistemi di stabilizzazione integrati negli obiettivi della fascia entry level possono essere di due tipi: ottico o digitale.

Gli stabilizzatori ottici sono meccanici, quindi funzionano mediante uno o più giroscopi che permettono alle lenti di controbilanciare i movimenti del fotografo o dell’operatore video a seconda dei casi; siano essi involontari o dettati dalla necessità di seguire il soggetto inquadrato, se questo è in movimento. Per loro natura, quindi, gli stabilizzatori ottici sono dei sistemi abbastanza complessi e incidono notevolmente sul prezzo dell’obiettivo in cui sono installati.

Gli stabilizzatori digitali, invece, sono più semplici tecnologicamente parlando, in quanto sono dei processori che utilizzano uno specifico software di elaborazione delle immagini; data l’assenza di complesse parti meccaniche, quindi, sono più economici da realizzare e non fanno lievitare il prezzo dell’attrezzatura sulla quale sono montati. Rispetto agli stabilizzatori ottici però, quelli digitali sono meno precisi e anche meno efficienti.

Nonostante i sistemi di stabilizzazione siano soltanto di due tipi, ogni ditta produttrice tende a dare una nomenclatura specifica al proprio sistema. Panasonic, per esempio, usa le sigle Mega OIS e Advanced OIS, gli obiettivi Pentax hanno lo Shake Reduction o SR mentre la Nikon ha il Vibration Reduction o VR, Canon usa invece la sigla IS che sta per Image Stabilizer, mentre le Sony Alpha hanno il Super SteadyShot.

La presenza di queste numerose sigle e definizioni non deve trarre in inganno, in quanto ha l’unica finalità di personalizzare il più possibile l’obiettivo o la fotocamera sul quale sono montati, in modo da renderla più facilmente riconoscibile e associabile alla specifica ditta produttrice. 

Nella realtà dei fatti, invece, lo stabilizzatore integrato o è digitale, come capita soprattutto per le fotocamere e per gli obiettivi della fascia entry level e avanzata, oppure ottico come reflex e negli obiettivi professionali, e il suo principio di funzionamento non cambia.

 

Quando usare lo stabilizzatore d’immagine?

Lo stabilizzatore delle immagini va utilizzato soprattutto quando si eseguono riprese video in movimento, oppure quando si scattano fotografie con elevato tempo di esposizione.

Queste due circostanze, infatti, sono quelle in cui le vibrazioni e i movimenti possono pregiudicare il risultato ottenuto; senza un sistema di stabilizzazione, in questi casi, le immagini risulterebbero più o meno sfocate a seconda dell’intensità dei movimenti. 

Le riprese video non stabilizzate inoltre, a parte risultare estremamente fastidiose durante la visione, impediscono anche la corretta messa a fuoco automatica e obbligano il relativo sensore a ricalibrare di continuo i punti fuoco, con tutte le conseguenze e le implicazioni del caso.

In alcuni obiettivi e fotocamere, lo stabilizzatore lavora di continuo, mentre in altre può essere disattivato; quest’ultima opzione è molto utile quando si utilizza il treppiede, che rende stabile l’inquadratura e permette di fare a meno dell’uso dello stabilizzatore.

 

 

 

Come usare uno stabilizzatore

 

Come funziona uno stabilizzatore

Il principio di funzionamento di uno stabilizzatore varia a seconda della sua tipologia e della sua installazione. Innanzitutto, infatti, bisogna suddividere i sistemi di stabilizzazione in due categorie principali: ottici e digitali, poi bisogna fare una ulteriore divisione tra gli stabilizzatori interni, che sono integrati direttamente nelle fotocamere, nelle videocamere e negli obiettivi, e quelli esterni, che devono essere materialmente collegati all’attrezzatura.

 

 

La versione ottica

Il sistema di stabilizzazione ottico è più costoso rispetto a quello digitale perché caratterizzato da un maggior grado di precisione ed efficienza; il suo funzionamento, infatti, si basa sul principio meccanico del giroscopio, ovvero un dispositivo fisico rotante che sfrutta la legge di conservazione del momento angolare per mantenere il proprio asse di rotazione orientato in una direzione fissa. 

Se lo stabilizzatore ottico è del tipo integrato, allora il giroscopio o è montato su una delle lenti dell’obiettivo, nella fattispecie quella che corregge l’asse ottico dell’immagine, oppure direttamente nel gruppo sensore della fotocamera o della videocamera.

Se invece lo stabilizzatore ottico è del tipo esterno, allora i giroscopi sono montati in corrispondenza o all’interno stesso dei nodi di giunzione, come nel caso del famoso sistema Gimbal. Gli stabilizzatori esterni sono telai di dimensioni e complessità variabili a seconda del tipo e della fascia economica di appartenenza, questi telai sono solitamente progettati per sorreggere una piattaforma sulla quale viene assicurata l’attrezzatura foto o video.

La piattaforma è collegata al telaio dello stabilizzatore mediante i giunti contenenti le sospensioni cardaniche, grazie alle quali l’attrezzatura montata sulla piattaforma può mantenere posizione e orientamento fissi anche quando l’operatore è in rapido movimento. 

Un classico esempio di stabilizzatore esterno è lo Steadicam, prodotto dall’omonima ditta e utilizzato prevalentemente dai cameraman professionisti; esistono però numerosi altri modelli compatibili con videocamere, fotocamere e smartphone, e destinati sia alla fascia di utenza professionale sia a quella amatoriale.

 

 

Quando entra in gioco la tecnologia

I sistemi di stabilizzazione digitale, invece, sono processori con un software dedicato all’elaborazione delle immagini finalizzata per lo più alla riduzione delle vibrazioni; dal momento che i giroscopi sono sostituiti da un programma, la resa in termini di precisione ed efficienza non è paragonabile a quella degli stabilizzatori ottici, in compenso costano poco e trovano larga applicazione negli obiettivi, nelle fotocamere e nelle videocamere entry level.

 

 

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