Gli auricolari fanno male alla salute?

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

Avete sempre con voi gli auricolari, per chiamare o per ascoltare la musica? Facciamo chiarezza su quali conseguenze potreste subire.

 

Sono un compagno sempre presente, ma non per questo fanno bene all’udito: gli auricolari rischiano di far diventare l’ascolto della musica da piacevole e davvero dannoso. Ma in che modo? Questo è ciò che vogliamo analizzare insieme a voi.

 

L’inquinamento acustico

Se consideriamo il tenore della vita moderna, sempre più caotico, non possiamo non associarlo subito ai rumori della città: il traffico, i clacson, le urla non sono certo un toccasana per la salute del canale uditivo.  Aggiungiamo a questo anche il tempo durante il quale indossiamo le cuffie e gli auricolari e il gioco è fatto: la sofferenza delle nostre orecchie aumenta. Naturalmente ascoltare musica a volume molto alto comporta rischi grossi per l’udito, con un abbassamento della capacità di percepire anche i suoni basilari.

Si tratta di un fenomeno che si autoalimenta: più si è in mezzo al traffico e al caos cittadino, più ci si vuole isolare, per cui si alza il volume della musica. In questo modo i decibel raggiungono e superano la soglia degli 80-100, con disastrose conseguenze.

Consideriamo che il tono di voce raggiunge i 30-40 decibel, mentre i valori prima indicati sono da associare a rumori molto forti, come quello prodotto dal jet al decollo. Il problema è talmente importante che l’Unione Europea ha dato vita a uno studio che imponga ai produttori dei limiti nell’emissione del suono.

Nell’attesa di una normativa, è consigliabile optare per le cuffie: sono infatti esterne per cui il suono non raggiunge la membrana interna del timpano. Gli auricolari invece raggiungono proprio la parte più debole dell’orecchio, apportando danni anche maggiori della semplice emissione esagerata del suono.

 

 

I batteri

Un altro aspetto che non possiamo non tenere in considerazione è l’igiene, quindi consideriamo gli auricolari come un veicolo pericoloso di batteri. Le orecchie sono un recipiente di pelle morta, cerume e batteri, che vanno a raccogliersi proprio nelle cuffiette degli auricolari, soprattutto se non le si lava adeguatamente.

Il cerume non è un elemento dannoso, anzi viene usato dal corpo per raggruppare i germi e la polvere ed espellerli dal canale uditivo. Il problema non è dunque tanto quello che gli auricolari possano raccogliere queste sostanze, ma che vadano ad aggiungerne altre, poi inserite nelle nostre orecchie.

Ciò accade perché spesso li posizioniamo un po’ dappertutto: sul tavolo, per terra, nella borsa, luoghi sui quali si depositano germi e batteri di ogni entità e che vengono ricettati proprio dalle cuffiette. Quando le indossate, la trasmissione è immediata e il rischio di contrarre infezioni molto elevato.

Lo stesso problema si ha quando si condivide un paio di auricolari con il partner o un parente: il passaggio da un paio di orecchie a un altro paio non fa altro che veicolare un maggior numero di microrganismi. Teniamo anche in considerazione che, quando vengono indossati, gli auricolari creano un ambiente prolifico per i batteri perché sigillano il canale auricolare.

 

Lo studio

Non si tratta di mere supposizioni: uno studio apparso sul Journal of Health and Allied Sciences ha proprio comprovato l’ipotesi prima descritta, aggiungendo altre informazioni importanti. Per esempio, allenarsi a lungo con le cuffie nelle orecchie può causare molti più problemi di quanto si creda: durante l’esercizio fisico, infatti, il corpo produce una grande quantità di sudore, creando un ambiente anche più prolifico per i batteri. La conseguenza potrebbe essere il cosiddetto “orecchio del nuotatore”, un’infezione che interessa la pelle dell’orecchio e tutto il canale interno.

Per quanto concerne, invece, la condivisione degli auricolari, lo studio ha dimostrato che si vanno ad accumulare batteri nocivi sul 92% dei prodotti che si è soliti scambiare, mentre si attestano sull’8% quelli presenti sugli auricolari che rimangono di uso personale.

Come contrastare questo fenomeno? Semplice, tutto sta nella pulizia. Sarà quindi necessario effettuare una manutenzione assidua delle cuffiette, pulendole con salviettine specifiche o con un panno inumidito. Utilizzare un disinfettante rende ancora più efficace l’operazione.

Molto importante anche rimuovere i gommini e usare uno spazzolino da denti per eliminare i residui di cerume. Un’attenzione importante è anche quella di non lasciare ovunque gli auricolari, ma di dedicare loro un contenitore, all’interno del quale trasportarli, per non farli contaminare dall’ambiente circostante.

 

 

E le radiazioni?

Al modello tradizionale, dotato di filo e jack, si va ora ad accostare, se non a sostituire, quello Bluetooth. La domanda allora sorge spontanea: ci sono danni per la salute, dovuti alle radiazioni? Per prima cosa facciamo distinzione tra i vari dispositivi in commercio, che si suddividono in tre diverse classi di potenza. Quelli che appartengono alla 2 e alla 3 hanno emissioni molto deboli, per cui sono quelli indicati per essere a contatto con il corpo.

Per quanto concerne quelli di classe 1, sono in grado di produrre radiazioni pari a quelle degli smartphone, per cui è preferibile non avvicinarli troppo. Nonostante questo, secondo John Moulder, esperto dell’Università del Wisconsin, non bisogna avere preoccupazioni di sorta: la potenza del Bluetooth infatti è molto bassa e non è in grado di danneggiare i tessuti biologici.

La frequenza delle onde imita molto quella del Wi-Fi ma è molto inferiore: in sostanza, secondo le conoscenze attuali, non c’è possibilità che un prodotto del genere causi danni e, se lo fa, sono inferiori a quelli apportati dalle connessioni wireless domestiche.

Anche Kenneth Foster, professore dell’Università della Pennsylvania, sostiene che le aziende non possono che trarre vantaggio dall’abbassamento delle emissioni, in particolar modo perché, così, preservano anche la durata della batteria.

Se facciamo riferimento ad Apple, i suoi dispositivi producono meno dell’1% di energia che si trasforma in radiazioni elettromagnetiche. Per capirci, è molto più pericoloso appoggiare lo smartphone all’orecchio dell’indossare un paio di cuffie Bluetooth.

Potete quindi utilizzarliesenza paure, tenendo sempre conto che le norme igieniche devono essere identiche a quelle da applicare a un modello con fili: i batteri sono infatti sempre all’erta.

 

 

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