I 7 migliori esposimetri del 2021

Ultimo aggiornamento: 21.09.21

 

Esposimetri – Guida agli acquisti, Opinioni e Comparazioni

 

L’unico modo per ottenere il miglior risultato in fotografia, è utilizzare un esposimetro per misurare i valori EV; di solito, però, questo strumento è abbastanza costoso, ma esistono anche dei dispositivi analoghi che sono disponibili a prezzi più abbordabili. Nella nostra guida troverete ulteriori informazioni in merito, al fine di poter essere d’aiuto ai più indecisi. Nella sezione delle recensioni, invece, abbiamo dato un’occhiata ravvicinata agli esposimetri più diffusi tra quelli in attualmente in commercio, e ai primi posti si collocano due modelli prodotti dalla leggendaria ditta Sekonic, uno delle più famose al mondo. Il primo è il modello analogico L-208 Twinmate, un classico tra gli esposimetri, largamente adoperato sia dai professionisti sia dai fotoamatori, mentre il secondo è L-308X Flashmate, adatto anche per gli operatori video e per i cineasti.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 7 migliori esposimetri – Classifica 2021

 

Non sorprendetevi se la maggior parte degli esposimetri esaminati sono prodotti da un singolo marchio. La ditta Sekonic è il leader globale nel settore degli strumenti fotometrici destinati in modo specifico alla fotografia e alle riprese video.

 

 

1. Sekonic L-208 Twinmate esposimetro misuratore di luce analogico

 

La ditta Sekonic è il primo produttore di esposimetri al mondo, e in merito non troverete pareri discordanti; perfino la NASA infatti, fin dalle prime missioni Shuttle, ha scelto i misuratori di luce Sekonic come equipaggiamento standard.

Il Twinmate L-208 è il modello base nella gamma dei misuratori di luce prodotti da questa nota ditta giapponese, e oltre al funzionamento analogico si distingue anche per il costo contenuto. In commercio esistono modelli di gran lunga più economici, prodotti da altre ditte, ma nessuno eguaglia la qualità del Sekonic.

Lo L-208 è ritenuto uno dei migliori esposimetri del 2021, infatti è privo di difetti e nonostante sia il modello base, si colloca tra i più venduti. È largamente adoperato dai professionisti, ma è amato soprattutto dai fotoamatori grazie alla sua facilità d’uso; basta una sola mano per selezionare il tipo di luce da misurare, riflessa o incidente, e ottenere la lettura.

 

Pro

Facile da gestire: Il Twinmate è un esposimetro analogico estremamente facile da usare, e questo aspetto lo ha reso molto popolare soprattutto tra i fotoamatori, e in particolar modo tra i principianti.

Maneggevole: Le dimensioni compatte e la possibilità di poterlo usare con una sola mano, lo rendono particolarmente adatto per chi fotografa molto in esterni e deve trasportare un’attrezzatura consistente.

Prezzo: Il costo non è tra i più economici ma è comunque basso, soprattutto considerando che si tratta di un esposimetro Sekonic, quindi è facilmente accessibile anche per un principiante.

 

Contro

Nessuno: Non ha difetti. Alcuni obiettano che non sempre è preciso, questo però non dipende dallo strumento in sé, ma dall’esperienza dell’operatore.

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2. Sekonic L-308X Flashmate esposimetro nero/blu

 

Il gradino successivo, nella scala degli esposimetri prodotti dalla ditta Sekonic, è occupato dal modello digitale L-308X Flashmate, che gode di una elevata popolarità tra i diversi dispositivi venduti online.

Questo misuratore di luce, infatti, tra le sue caratteristiche distintive ha quella di possedere una modalità di misurazione specifica per i cineasti, che a sua volta può essere impostata per ottenere una lettura standard oppure una lettura ottimizzata per chi effettua riprese video in alta definizione. 

A parte la misurazione della luce incidente e della luce riflessa, con un angolo che può spingersi fino a 40°, il Flashmate possiede anche l’opzione di misurazione per la luce flash, il terminale di sincronizzazione per i computer, la funzione di compensazione della calibrazione e l’impostazione personalizzata. In questo caso, però, il costo dello strumento comincia già a lievitare un po’, inoltre non sempre le istruzioni allegate sono comprensive della traduzione in lingua italiana.

 

Pro

Digitale: Il Flashmate è un esposimetro digitale e possiede un terminale di sincronizzazione che gli permette di utilizzarlo anche collegato a un computer.

Funzioni Cine: Tra le diverse funzionalità di misurazione che possiede, ce ne sono due specifiche per i cineasti e i videomakers; una standard e una ottimizzata per le riprese in alta definizione.

Display: Le misurazioni sono visualizzate su un LCD retroilluminato, di conseguenza può essere facilmente utilizzato anche in condizioni di scarsa visibilità.

 

Contro

Costo e istruzioni: A seconda dello stock di appartenenza, le istruzioni potrebbero non contenere la traduzione italiana; il prezzo, inoltre, è già più alto rispetto all’L-208.

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3. Sekonic L-478D LiteMaster PRO esposimetro misuratore di luce digitale

 

Se invece vi state chiedendo dove acquistare un nuovo esposimetro digitale per uso professionale, allora vi suggeriamo di passare direttamente al LiteMaster PRO L-478D, prodotto sempre dal noto marchio Sekonic.

Il LiteMaster PRO, infatti, è uno dei due modelli specifici che la ditta giapponese ha progettato apposta per i fotografi e gli operatori video professionisti, e tra i due è quello caratterizzato dal prezzo più contenuto, anche se rimane comunque abbastanza consistente; il misuratore di luce L-478D, infatti, è il modello base tra i Sekonic destinati a questa particolare fascia di utenza.

L’elemento fotosensibile è contenuto in una testa orientabile collocata nella parte superiore dell’esposimetro, che è dotato anche di un ampio display LCD touchscreen che ne facilita al massimo l’utilizzo; la velocità dell’otturatore può essere impostata da 30 minuti a 1/64000 di secondo, l’estensione ISO va da 3 a 409.600 mentre quella dell’apertura va da f/0,5 a f/161,2.

 

Pro

Professionale: Anche se si tratta del modello base nella serie dei LiteMaster PRO, questo esposimetro possiede tutte le funzionalità necessarie a un professionista, e un’ampia gamma di sensibilità ISO.

Schermo completo: Il display LCD non solo è retroilluminato, ma è anche molto ampio e dotato di funzionalità touch screen, in modo da semplificare al massimo la gestione delle diverse funzionalità.

Modalità cinema: Ovviamente mette a disposizione anche le modalità di funzionamento per i cineasti, e addirittura doppie per l’alta definizione, visto che include sia la funzione HD sia Full HD.

 

Contro

Trasmettitore radio: L’unica pecca, trattandosi del modello base, è la mancanza del trasmettitore radio per il flash Elinchrom, che è presente solo sui modelli più avanzati.

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4. Gossen Digi Six 2 misuratore di luce digitale per fotografia

 

Anche se meno blasonata rispetto alla Sekonic, la ditta tedesca Gossen è altrettanto apprezzata nel settore di produzione degli strumenti fotometrici. Il Digi Six 2, infatti, è un esposimetro digitale che ha il suo punto di forza nell’accuratezza delle sue letture; è compatto e pesa solo 40 grammi, quindi facile da trasportare, e nonostante sia realizzato in plastica è resistente e può operare anche a temperature estreme, da -10° e +60° Celsius. 

L’esposimetro Gossen è affidabile, ma le sue caratteristiche lo rendono adatto soltanto per l’uso amatoriale; l’angolo di accettazione per la misurazione della luce riflessa, infatti, è limitato a 25°, la sensibilità ISO va da 6 a 3200, quella per l’apertura del diaframma da f/1 a f/32 e i tempi di posa vanno da 4 minuti a 1/2000 di secondo.

A dispetto dell’ottimo grado di precisione, però, si colloca solo al quarto posto a causa del suo prezzo elevato.

 

Pro

Dimensioni compatte: Il Gossen è un esposimetro adatto soprattutto per i fotoamatori escursionisti; le dimensioni compatte e il peso contenuto, infatti, lo rendono estremamente facile da trasportare.

Accurato: Il suo pregio più grande sta soprattutto nell’accuratezza delle sue letture, anche se i parametri entro cui si muove sono abbastanza limitati visto che è un modello non professionale.

Versatile: Le sue prestazioni rimangono invariate sia che si misuri in esterni sia in interni, e grazie alla sua precisione permette di calibrare la fotocamera in modo da offrire la resa migliore con programmi come il Lightroom.

 

Contro

Costoso: Il prezzo è consistente, soprattutto rispetto all’L-208, e nonostante tutti i suoi pregi il Digi Six 2 rimane pur sempre un esposimetro amatoriale.

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5. Aoputtriver AP-881E luxmetro digitale portatile 

 

L’Aoputtriver AP-881E non è un vero e proprio esposimetro, ma un luxmetro digitale, e se si trova nella nostra classifica è soltanto perché è possibile usarlo come esposimetro a patto di armarsi di una tabella di conversione da LUX a EV e fare un po’ di pratica nell’utilizzo.

Il vantaggio principale del luxmetro, infatti, è soprattutto di natura economica; questi apparecchi sono disponibili a prezzi bassi, di gran lunga più accessibili per i fotografi che non hanno esigenze strettamente professionali. L’AP-881E misura la luce su due diverse scale: Lux e FC, quindi può essere usato per una vasta gamma di applicazioni; il suo intervallo di misurazione va da 0 a 300.000 Lux, quindi può arrivare a misurare fino a 14 e oltre in valori di esposizione EV.

L’unica limitazione, invece, è che le letture devono essere appunto convertite, e quindi bisogna fare un po’ di pratica per abituarsi.

 

Pro

Economico: Il costo di un esposimetro, purtroppo, raramente è inferiore ai 100 euro, con il luxmetro, invece, la spesa è di gran lunga inferiore e quindi accessibile per chiunque, soprattutto per i principianti.

Versatile: A parte l’impiego fotografico, può essere usato per una vasta gamma di altre applicazioni, dell’illuminotecnica fino al giardinaggio, quindi è uno strumento che può tornare utile in più di un’occasione.

Display retroilluminato: Gli esposimetri economici, oltre a essere comunque più cari sono anche privi di retroilluminazione; l’AP-881E, invece, possiede un display retroilluminato che permette di usarlo in ogni condizione di luce.

 

Contro

Conversione delle letture: Le unità di misura visualizzate sono esclusivamente Lux e FC, quindi bisogna consultare una tabella di conversione da Lux e EV e poi fare pratica.

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6. Sekonic L-858D Speedmaster

 

In comparazione agli altri modelli esaminati in precedenza, lo Speedmaster L-858D è di certo il miglior esposimetro prodotto dalla ditta Sekonic, ma si colloca soltanto al sesto posto perché è molto costoso ed è destinato soltanto a una ristretta nicchia di mercato.

Le prestazioni offerte dallo Speedmaster, infatti, sono pienamente sfruttabili soltanto dai professionisti che lavorano ad altissimo livello; il suo intervallo di misurazione si spinge fino a 2.000.000 di Lux e la gamma ISO va da 3 a oltre 13 milioni più ISO 850. 

Il campo di misurazione per la luce incidente è compreso tra -5 e +22,9 EV, mentre quello della luce riflessa va da -1 a +24,4 EV; ovviamente è in grado di misurare anche la velocità del flash ed è predisposto per la connessione ai moduli wireless opzionali per i flash Elinchrom Skyport, Pocket Wizard e Phottix. Adatto ai fotografi professionisti, ma soprattutto ai cineasti.

 

Pro

Il top: Le sue prestazioni permettono di adottare delle tecniche fotografiche e cinematografiche di altissimo livello; infatti è il miglior esposimetro Sekonic in commercio.

Trasmissione elettronica: Lo Speedmaster è predisposto per il collegamento ai moduli di trasmissione radio wireless specifici per i flash professionali Elinchrom, Phottix e Pocket Wizard.

Gamme di misurazione estese: Con un intervallo che raggiunge i 2.000.000 di Lux, lo Speedmaster offre una gamma di misurazioni che non ha eguali, anche in confronto agli altri modelli professionali esaminati in questa guida.

 

Contro

Esposimetro di nicchia: Date le sue caratteristiche, e soprattutto il prezzo elevato, lo Speedmaster è destinato soltanto a una ristretta fascia di utenza professionale.

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7. Sodial HS1010 esposimetro luxmetro digitale con scala in Lux e FC 

 

Il Sodial HS1010 è il modello più economico nella nostra lista ma nonostante il prezzo sia più che accessibile si colloca soltanto all’ultimo posto in quanto, come l’Aoputtriver esaminato in precedenza, sul display non visualizza la scala EV e quella degli ISO ma solo quella dei Lux e degli FC.

La scelta di usare un luxmetro al posto dell’esposimetro, come abbiamo già spiegato prima, in realtà non toglie nulla alla funzionalità dello strumento e alla capacità di ottenere misurazioni accurate per la regolazione corretta dell’esposizione nelle fotocamere e videocamere; quindi anche il Sodial è scelto soprattutto dai fotoamatori principianti, la cui unica esigenza è quella di acquisire uno strumento che consenta loro di fare pratica nel miglior modo possibile e con la spesa minore.

Sotto questo aspetto il Sodial è funzionale e più che sufficiente per regolare gli intervalli EV e ISO di una reflex di categoria amatoriale.

 

Pro

Prezzo: Il costo a dir poco irrisorio è la prima ragione per cui, spesso e volentieri, i fotoamatori principianti preferiscono usare il luxmetro al posto dell’esposimetro; il Sodial, infatti, è richiesto soprattutto per ragioni economiche.

Funzionale: L’intervallo di misurazione di questo dispositivo va da 0 a 200.000 Lux, un valore più che sufficiente se consideriamo che i parametri EV di una fotocamera reflex amatoriale non superano il valore di +/- 5.

Doppia modalità d’uso: L’ulteriore vantaggio del Sodial è quello di poter essere usato sia in modalità automatica sia manuale, inoltre è dotato anche di display retroilluminato.

 

Contro

Letture: Le misurazioni sono accurate ma le letture vengono visualizzate solo in Lux e FC, quindi all’inizio bisogna fare un po’ di pratica utilizzando una tabella di conversione EV.

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Guida per comprare un buon esposimetro

 

Decidere quale esposimetro comprare potrebbe non essere così semplice, visto che questi strumenti sono prodotti da poche ditte e tendono a costare anche molto. Esiste però una soluzione economica per coloro che hanno un budget limitato, vediamo quindi di fare maggiore chiarezza sull’argomento.

Poca scelta ma tanta qualità

Per capire come scegliere un buon esposimetro bisogna innanzitutto valutare lo strumento in base alle proprie esigenze specifiche. La maggior parte dei modelli in commercio possono tranquillamente essere adoperati sia per uso professionale sia amatoriale, a prescindere dal modello e dal costo, ma questo non significa che non esistano grosse grosse differenze tra un modello e l’altro, soprattutto a livello economico.

Questo strumento, inoltre, deriva direttamente dal fotometro, o luxmetro, un altro dispositivo la cui finalità è quella di misurare l’intensità della luce, ma il cui costo è decisamente più basso in quanto è progettato per l’uso generico.

Le ditte che fabbricano esposimetri, e cioè i fotometri specifici per uso fotografico e cinematografico, sono poche, e la migliore nel campo è la giapponese Sekonic; esistono anche altre ditte, ovviamente, alcune delle quali europee, ma i dispositivi di Sekonic sono ritenuti i migliori e quindi occupano la fetta più ampia di mercato.

Il costo di un misuratore di luce Sekonic può variare dai 100 ai 1.000 euro e oltre, a seconda del tipo di dispositivo scelto e della sua destinazione d’uso. Il modello analogico che costa 100 euro, per esempio, è adoperato soprattutto dai fotografi amatoriali e dai professionisti che non hanno particolari esigenze per quanto riguarda la complessità dello strumento e le circostanze d’uso.

 

Differenze tra esposimetri analogici e digitali

Gli esposimetri analogici sono ancora in commercio ovviamente, come abbiamo accennato anche nel paragrafo precedente, il loro vantaggio è quello di costare poco ma richiedono una maggiore esperienza pratica nell’essere adoperati prima di poter garantire sempre dei buoni risultati.

Il costo accessibile degli esposimetri analogici li ha resi molto diffusi soprattutto tra i fotoamatori, ma sono utilizzati anche dai professionisti che hanno scelto di fare di lavorare in piccolo, e quindi non hanno particolari esigenze in merito a questo strumento; questi modelli, infatti, non sono meno prestanti di quelli digitali in termini di accuratezza e precisione, soprattutto quelli prodotti dalla ditta Sekonic.

Gli esposimetri digitali, invece, hanno il pregio di essere molto più pratici e anche più rapidi nell’eseguire le misurazioni; di solito offrono anche una gamma di sensibilità maggiore e ulteriori funzionalità, come la misurazione della luce del flash e le modalità d’uso specifiche per la cinematografia, ma sono caratterizzati da un prezzo decisamente più alto, a partire dai 200-250 euro circa in su.

I modelli digitali, di conseguenza, sono consigliati soprattutto ai fotoamatori più esigenti che possono permettersi di spendere qualcosa in più, e ai fotografi professionisti.

Il luxmetro

In precedenza abbiamo accennato a una soluzione alternativa, di gran lunga più economica rispetto all’esposimetro, ovvero il luxmetro. Per quanto riguarda il principio di funzionamento, infatti, sono entrambi strumenti analoghi e in grado di eseguire lo stesso tipo di misurazione, soprattutto i modelli base. La differenza sostanziale tra i due tipi di strumenti, quindi, consiste soltanto nel tipo di lettura visualizzata sul display.

L’esposimetro, essendo progettato per l’uso fotografico e cinematografico infatti, visualizza le letture direttamente sulla scala dei valori di esposizione e dei valori ISO, il luxmetro invece no, essendo destinato all’impiego generico le sue misurazioni sono riportate soltanto nella scala dei Lux o degli FC; armandosi di pazienza e di una tabella di conversione dei valori da Lux a EV, quindi, è possibile utilizzare un normale luxmetro come esposimetro.

La scelta di uno strumento che ha lo stesso principio di funzionamento ma una gestione più complessa a causa dell’operazione di conversione necessaria, è dettata soprattutto da ragioni economiche; la spesa per acquistare un luxmetro generico, infatti, è nettamente inferiore visto che questi strumenti si possono trovare in commercio anche a 15-20 euro.

 

 

 

Domande frequenti

 

A cosa serve l’esposimetro?

L’esposimetro è uno strumento fotometrico, serve cioè a misurare l’intensità della luce presente in un ambiente, e di conseguenza le proprietà ottiche di riflessione possedute da oggetti solidi e liquidi; in parole povere, quindi, serve a misurare sia la luce incidente, cioè quella che colpisce i soggetti osservati, sia quella riflessa dagli stessi.

Il principio di funzionamento di un esposimetro, quindi, è identico a quello di un qualsiasi fotometro o luxmetro, e l’unica differenza sostanziale tra questi dispositivi, oltre allo specifico livello tecnologico posseduto dallo strumento, risiede soltanto nel tipo di scala utilizzata per le letture.

Il luxmetro, per esempio, visualizza i risultati delle misurazioni nelle scale di valori Lux o Foot-Candle, e per questa ragione può essere impiegato per una vasta gamma di applicazioni.

In fotografia e nel cinema, invece, l’esposimetro viene usato per ricavare il valore di esposizione EV di una scena, in modo da poter valutare correttamente l’apertura del diaframma e il tempo di posa da impostare al fine di ottenere i risultati migliori, sia per il singolo scatto fotografico sia per le riprese video.

Di solito le fotocamere e le videocamere digitali moderne, sono dotate di un esposimetro interno; quest’ultimo, però, è in grado di misurare soltanto la luce riflessa. Quello esterno viene quindi utilizzato prevalentemente per misurare la luce incidente sul soggetto, confrontare la lettura con quella relativa alla luce riflessa e calcolare quindi la media necessaria a stabilire la coppia ottimale per il diaframma e il tempo di posa.

 

Come leggere l’esposimetro?

Le lettura dell’esposimetro varia sia in base al tipo di strumento, che può essere analogico o digitale, sia per il metodo usato. Nell’esposimetro analogico il risultato della misurazione è visualizzato mediante una lancetta; dopo aver bloccato la lancetta sull’intensità di luce misurata, quindi, bisogna far coincidere con la stessa il cursore di riferimento delle altre ghiere, ruotandole, in modo da ottenere la coppia tempo/diaframma da impostare nella fotocamera.

Nei modelli digitali, invece, la lettura è facilitata dal display LCD, che fornisce in maniera immediata sia il valore di esposizione sia la relativa coppia da impostare; quest’ultima è fornita sulla base della sensibilità ISO selezionata al momento della misurazione.

Il vantaggio dei digitali rispetto a quelli analogici, quindi, sta nel fatto più semplici da usare e veloci nelle misurazioni; gli esposimetri digitali più avanzati e costosi, inoltre, sono in grado di funzionare anche come colorimetri e spettrometri.

I metodi usati, invece, sono quattro: spot, semispot, medio o multizona, detto anche matrix. La misurazione spot, per esempio, è il metodo più preciso ma richiede anche molta esperienza prima di essere padroneggiato e quindi offrire buoni risultati.

La misurazione media comprende tutta la scena inquadrata, ma in presenza di elementi dal contrasto marcato le letture ottenute possono risultare più o meno imprecise; la misurazione semispot, invece, combina le modalità spot e media, in modo da ottenere una lettura globale della scena che però privilegia la zona centrale.

Il metodo più avanzato, invece, è il matrix, il quale utilizza diversi sensori e dei particolari algoritmi di calcolo per mediare e confrontare i risultati di lettura con quelli già memorizzati all’interno della fotocamera.

 

 

 

Come usare un esposimetro

 

Principi di base

L’esposimetro è uno strumento per misurare l’intensità della luce, e quindi il suo funzionamento è basato su una cellula il cui diodo è composto da un materiale fotosensibile; il più utilizzato, sia tra quelli esterni sia tra quelli integrati nelle fotocamere, è il silicio, in quanto la sua reattività alla luce è molto rapida.

La misurazione può interessare sia la luce riflessa sia quella incidente sul soggetto, e per passare da una modalità di all’altra basta agire sulla lumisfera, ovvero la copertura emisferica di colore bianco che può essere applicata o tolta alla cellula fotosensibile. Per misurare la luce incidente, bisogna utilizzare la cellula coperta dalla lumisfera, mentre per rilevare la luce riflessa bisogna rimuoverla.

 

 

L’esposimetro interno

L’esposimetro integrato nelle fotocamere è basato su una cellula fotosensibile priva di lumisfera, e quindi è in grado di misurare esclusivamente la luce riflessa dal soggetto oppure, impostando il metodo di misurazione medio o semispot, dall’intera scena inquadrata. 

Proprio per questo motivo, quindi, le sue letture possono risultare imprecise e nella maggior parte dei casi bisogna provvedere compensando l’esposizione; col passare del tempo e con la pratica, però, anche limitandosi all’uso esclusivo dell’esposimetro interno, si possono ottenere buoni risultati.

L’esposimetro esterno

L’uso dell’esposimetro esterno, invece, permette di misurare sia la luce riflessa sia la luce incidente, di conseguenza la lettura ottenuta permette di impostare la coppia tempo/diaframma ottimale e di poter fare a meno della compensazione EV. Anche in questo caso, però, è necessaria molta pratica per acquisire l’esperienza necessaria a ottenere i risultati migliori, soprattutto in base al tipo di strumento usato.

Gli esposimetri analogici, infatti, sono molto sensibili alle minime variazioni, e spesso diverse misurazioni eseguite in rapida sequenza in circostanze apparentemente uguali, possono dare letture sostanzialmente diverse l’una dall’altra.

 

 

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