Le sigarette elettroniche: quali vantaggi e quali svantaggi?

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

Fumare la sigaretta elettronica può essere un metodo valido per smettere con il tabacco? Quali controindicazioni possono esserci?

 

Inventate nel 2003 dal farmacista cinese Hon Link, le sigarette elettroniche hanno preso sempre più piede come valido sostituto al modello tradizionale. Vengono preferite spesso ad altre soluzioni, come i cerotti o le gomme alla nicotina, proprio perché permettono di eseguire lo stesso gesto che solitamente si fa quando si fuma. Ma cosa sappiamo di questi oggetti?

 

Come funziona?

Per capire bene di cosa stiamo parlando dobbiamo analizzare il suo funzionamento: la sigaretta elettronica è costituita da un corpo contenente una batteria, solitamente ricaricabile, che alimenta il vaporizzatore, permettendogli di trasformare il liquido contenuto nella cartuccia in vapore, appunto.

Basterà inalare la sostanza così rilasciata per simulare il gesto di fumare una sigaretta. Talmente tanta è la diffusione di questi strumenti che si è coniato un nuovo termine per indicare l’inalazione del vapore: non si dice più fumare ma “svapare”.

 

 

Fa male?

Partiamo dal presupposto che le sigarette elettroniche, a differenza di quelle normali, non contengono sostanze cancerogene o tossiche che caratterizzano il tabacco dei modelli tradizionali. Pare però che il glicole propilenico, che costituisce parte delle cartucce, porti i polmoni a infiammarsi, come è stato riscontrato da uno studio. Le particelle che costituiscono il vapore, inoltre, hanno dimensioni comprese tra i 100 e i 600 nm e sono in grado per il 12% di raggiungere gli alveoli polmonari.

Possiamo quindi affermare che sono meno dannose ma non del tutto innocue: il vero problema sta nella mancanza di una legislazione che, per esempio, obblighi i produttori a specificare la natura dei materiali utilizzati.

L’Istituto Nazionale dei Tumori ha verificato che al loro interno sono presenti sostanze davvero nocive, come la formaldeide, considerata dal 2004 come elemento cancerogeno di tipo 1, quindi a elevata pericolosità. Inoltre non mancano polveri sottili e metalli pesanti, quali il nichel, il cromo e il cadmio, fautori di reazioni allergiche, che possono anche essere gravi e portare allo shock anafilattico. Nulla di buono e positivo, dunque.

Tenendo conto di tutti questi fattori, possiamo concludere che questa soluzione non sia proprio la migliore per smettere di fumare, se si intende evitare di danneggiare il proprio fisico. Ma si tratta di un reale aiuto?

 

Usandole, si smette di fumare?

Se dobbiamo dare credito allo studio effettuato dall’Università di Georgetown, passare alla sigaretta elettronica equivale a ridurre il rischio di morte precoce. Afferma infatti che, se il 10% dei fumatori tradizionali americani lasciasse la sigaretta per quella elettronica, nell’arco di 10 anni 6,6 milioni di persone allungherebbero la propria vita.

Affidiamoci allora alla statistica: secondo l’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità, il 25,7 % dei fumatori passati alla sigaretta elettronica afferma di aver diminuito il consumo di quelle tradizionali. Attenzione, non eliminato ma diminuito.

Infatti il rischio è proprio quello di diventare consumatori duali, cioè di fumare entrambe le sigarette. Purtroppo la statistica ci dice che solo il 14,4% riesce a smettere definitivamente di fumare tramite la sigaretta elettronica.

Facciamo un confronto tra Italia e Stati Uniti: nel nostro paese ci sono 11,7 milioni di fumatori, dei quali il 65% ha fatto almeno una volta un tentativo di smettere di fumare, senza esito. Di contro ben 70.000 persone muoiono ogni anno a causa di malattie causate dalle sigarette.

In Italia i fumatori di sigarette elettroniche sono circa 1,3 milioni ma ben il 67,8% fuma anche quelle tradizionali. Negli Stati Uniti ci sono ben 40 milioni di fumatori, dei quali 10 milioni di svapatori: purtroppo però ben 2 milioni di ragazzi, alle scuole medie e superiori, fanno uso della sigaretta elettronica. Cosa succede, dunque, ai giovani?

 

I giovani e i rischi che corrono

Il mercato in espansione coinvolge purtroppo anche i più giovani, che sono sempre più attratti dall’idea di svapare. Il problema è già molto importante in America, tanto che l’Agenzia Federale ha intimato a produttori e venditori di dimostrare di tenere lontani i giovani da questi oggetti, pena il vietare la vendita delle sigarette elettroniche (controllare qui la lista delle migliori offerte ) e di ciò che le riguarda.

Il colosso delle sigarette elettroniche negli Stati Uniti, Juul Labs, ha ideato una sigaretta molto simile a una chiavetta USB, che ha conquistato ragazzi tanto da diventare un verbo: to juul infatti è l’equivalente del nostro svapare. Il problema è che le loro cartucce contengono un tasso molto alto di nicotina e aromi molto apprezzati, tra i quali spicca il mango. La conseguenza è che i ragazzi lo prendono come un gioco, sviluppando una dipendenza alla nicotina della quale, purtroppo, non si rendono conto.

Un passo avanti è stato fatto da Altria, il produttore di Marlboro, che ha preso la decisione di non vendere sigarette elettroniche agli adolescenti e di ritirare dal mercato anche le ricariche. L’azienda ha inoltre espresso il suo parere favorevole sul fissare come età minima quella di 21 anni per l’acquisto delle e-cig.

 

Le regolamentazioni

Un grande passo avanti è stato fatto dalla Gran Bretagna che, nell’agosto del 2018, ha promosso la vendita delle sigarette elettroniche, per incentivare la popolazione a smettere di fumare. Le tasse sono state abbassate ed è stato dato il via libera all’uso nei luoghi pubblici.

Per quanto concerne l’Italia, attualmente è in discussione se far rientrare le sigarette elettroniche nel Monopolio di Stato, proprio come le tradizionali. Non ci sono limitazioni per l’utilizzo al chiuso, nonostante spesso le cartucce contengano nicotina.

Se nei negozi fisici non è possibile vendere liquido che la contiene ai minori di 18 anni, sul web è invece molto facile trovare il sito che offre anche sostanze non ben identificate e che possono perciò essere nocive, a prescindere dalla presenza di nicotina.

 

 

Il nostro consiglio

Vista la natura ancora abbastanza incerta di materiali, liquidi e ricariche, suggeriamo di evitare soluzione come quella della sigaretta elettronica se si vuole smettere di fumare. Non avendo ancora coscienza al 100% della sicurezza di questi strumenti, è preferibile ricorrere ad altri metodi, se non alla vecchia cara forza di volontà.

 

 

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