Tutte le differenze tra 3G, 4G e 5G

Ultimo aggiornamento: 01.12.21

 

Queste reti, sempre al centro di inutili polemiche, sono essenziali per il corretto funzionamento degli smartphone che possediamo. Diamo un’occhiata a tutte le differenze tecnologiche. 

 

Tutti ne avrete sentito parlare a meno che non possediate uno smartphone, quando si parla di rete internet per cellulare si fa riferimento agli standard 3G, 4G e la nuova rete 5G. Con queste sigle però, cosa si intende di preciso? Iniziamo dal 3G, introdotto nel 2000 prima in Paesi come il Giappone per arrivare in Italia solo cinque anni dopo. 

Si tratta di una connessione a internet di terza generazione che ha permesso l’utilizzo di internet a banda larga sui dispositivi mobile, abilitando così tutta una serie di servizi che prima erano tecnicamente impensabili come lo streaming video e l’upload di documenti di qualsiasi tipo nel cloud. Non si trattava però di una semplice questione di velocità, infatti il 3G ha migliorato anche il sistema di sicurezza, introducendo una crittografia molto più affidabile, per evitare così che vi fossero problematiche legate al furto di dati.

La velocità del 3G, se ragioniamo in termini di pura potenza di segnale, può arrivare a un massimo di 42 mbps, mentre la tecnologia precedente, il 2G degli anni ’90, chiamato anche GSM, si fermava a un semplice valore di 14,4 kbps. Un balzo, se vogliamo, epocale.

Rete 4G

Come ogni invenzione dell’essere umano, col tempo vi si apportano migliorie e l’evoluzione tecnologica permette di superare i limiti precedentemente imposti. Se evitassimo di lavorare costantemente a nuove soluzioni tecnologiche probabilmente saremmo ancora fermi all’età della pietra, fortunatamente invece gli standard cambiano e con essi anche le reti telefoniche per dispositivi mobile. Dopo il 3G è stata introdotta la velocità 4G, che ha fatto la sua comparsa a cavallo tra il 2011 e il 2012, aumentando la velocità di navigazione e di download fino a un oltre 150 mbps, divenendo dunque tre volte più rapida del 3G.

Si sa però che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e quando avvenne il cambiamento la copertura 4G a livello internazionale non era delle migliori, portando in alcuni casi ad avere una connessione più lenta o pari a quella del 3G. Non bisogna inoltre prendere in considerazione unicamente l’area in cui si vive ma anche il dispositivo che possedete, poiché se oggigiorno ormai sono tutti compatibili con il 4G, fino a qualche anno fa tale affermazione non era del tutto vera.

Ciò che è innegabile, però, è che con il 4G le possibilità di utilizzo di applicazioni di streaming moderne sono maggiori, aumentando la fluidità dello streaming video per esempio anche a risoluzioni elevate.

 

LTE vs 4G

Se vi state chiedendo da dove sia uscito questo termine e cosa significa LTE di preciso, la risposta è semplice, si tratta di un acronimo di Long Term Evolution ed è una tecnologia che avrebbe dovuto traghettare gli utenti dal vecchio 3G al nuovo internet 4G. La velocità massima della connessione LTE era stabilita intorno ai 100 mbps in download e 50 in upload, standard che normalmente il 4G dovrebbe poter superare senza troppi problemi. Come spesso accade, però, c’è una differenza tra i numeri teorici e quelli pratici, con risultati che a volte vedevano la copertura LTE superare in velocità quella del 4G disponibile nella propria area.

Le differenze tra 4G e LTE, dunque, sono semplicemente numeriche e non sempre si può parlare di connessione più o meno veloce. Con l’arrivo del futuro 5G, inoltre, questa connessione transitoria tornerà in auge, magari con una nuova dicitura come per esempio LTE 2 o LTE Advanced, e andrà a indicare una sorta di 4,5G, ovvero una connessione migliore rispetto al 4G attuale ma ancora inferiore rispetto al 5G, con eventuale marketing di smartphone in grado di supportare entrambe.

Qualsiasi dispositivo oggigiorno, dagli smartphone Samsung a quelli Apple, supporta il 4G o LTE.

 

Quando arriva il 5G?

La tecnologia avrebbe dovuto debuttare nel 2021, tuttavia sembra che subirà un ritardo e che inizierà a essere utilizzabile nel nostro paese solo a partire dalla metà del 2021, inizialmente solo nelle grandi città, più facili da coprire per gli operatori telefonici. Andiamo però subito ad analizzare tutte le differenze rispetto alle vecchie connessioni, poiché giunti alla quinta generazione possiamo vedere delle notevoli differenze in tutti i campi. Quello più ovvio è la velocità, si parla di un massimo di 20 gbps, tuttavia si tratta come sempre di valori di riferimento e sembra che in pratica saranno valori più bassi, circa 1,4 gbps, sufficienti comunque per servizi come il cloud gaming o lo streaming di video con risoluzione 4K.

Da non sottovalutare poi la latenza, che nelle prime prove italiane del 5G, svoltesi a Milano, non è stata entusiasmante ma che migliorerà sensibilmente non appena il servizio verrà lanciato, riducendo il tempo che intercorre tra l’invio e la ricezione del segnale.

Il traffico non è solo quello automobilistico ma anche le reti possono intasarsi, per questo una gestione intelligente per snellire gli utenti connessi simultaneamente è un punto cardine della quinta generazione. Infine, si inizia a parlare anche di network slicing, ovvero dedicare parte della rete a servizi specifici venduti agli utenti, come per esempio la gestione della domotica o simili.

Cosa sono i giga?

Le reti 3G, 4G e 5G non devono assolutamente essere confuse con i “giga”. Il termine è l’abbreviazione della parola gigabyte e nulla ha a che vedere con le generazioni delle reti. Quando le compagnie telefoniche utilizzano il termine giga, seguito o preceduto da un numero, indicano esattamente il traffico dati massimo del proprio tariffario. 

Qualsiasi operazione svolgiate su internet richiede un numero di kilobyte, megabyte o gigabyte specifico: inviare una mail, vedere un video su youtube o ascoltare una traccia su Spotify. Quando un operatore vi propone 10 giga al mese, vi sta semplicemente dicendo che potrete effettuare attività su internet usufruendo di un traffico dati specifico.

Differente è invece quando si fa riferimento con giga alla velocità di connessione, poiché in quel caso è usato come abbreviazione del termine gigabit.

 

 

 

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