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Bose SoundSport – Recensione

 

Principale vantaggio 

Le cuffie SoundSport si rivelano estremamente comode per chi pratica attività a livello amatoriale e agonistico. Presentano infatti un sistema chiamato StayHear, costituito da diversi inserti che bloccano gli auricolari all’interno del padiglione, tenendole in posizione anche quando si corre o si sottopone il corpo a sollecitazioni intense.

 

Principale svantaggio

La compatibilità con dispositivi che non siano Apple è limitata. Se con quelli della compagnia della mela morsicata il funzionamento è perfetto, con possibilità di accedere a tutte le funzioni dal telecomando sul cavo, con i prodotti che sfruttano OS Android ciò non è garantito.

 

Verdetto: 9.5/10

Il rapporto qualità/prezzo è soddisfacente, soprattutto se consideriamo che si tratta di un prodotto Bose che mantiene comunque una notevole qualità audio. Va comunque precisato che manca un sistema di noise-cancelling o comunque in grado di attutire i rumori ambientali, pertanto in luoghi trafficati, per esempio, la resa non sarà la stessa che in un ambiente chiuso o silenzioso.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Comodità

La compagnia statunitense Bose è conosciuta nel mondo delle apparecchiature audio fin dalla metà del secolo scorso. Oltre ad altoparlanti per sistemi Hi-Fi casalinghi ha creato nel tempo anche svariate linee di cuffie e auricolari dotati delle migliori tecnologie sul mercato, in grado di offrire prodotti all’avanguardia agli utenti che cercano solo il meglio.

Le cuffie (ecco i migliori modelli) Bose che prendiamo qui in considerazione sono degli auricolari, ovvero appartenenti alla categoria definita “in-ear”, che possono essere inseriti nel padiglione auricolare senza alcun ingombro esterno. Generalmente tale tipologia è la più adatta a chi pratica sport, poiché in corsa per esempio si avrà un minore attrito con l’aria e non dovrete preoccuparvi che l’archetto superiore cada, sollecitato dal movimento del corpo.

Alcuni consumatori potrebbero comunque essere preoccupati per il fissaggio poiché non sempre gli auricolari si adattano alla forme del padiglione e potrebbero quindi risultare un po’ scomodi, la forma a uncino degli inserti StayHear, di cui le SoundSport sono dotate, è però un sistema comodo che garantisce stabilità anche durante allenamenti particolarmente intensi.

Nella confezione sono inclusi tre varianti di inserti StayHear e anche una custodia con cerniera e moschettone per riporre le cuffie quando non ne avete più bisogno, in modo da tenerle al sicuro ed evitare che i cavi si intreccino o vadano incontro a un deterioramento prematuro.

Utilizzo

Si rivelano anche semplici nel loro funzionamento, vi basterà inserire il jack da 3,5 mm nello slot apposito del vostro smartphone, sia iOS sia Android, per iniziare subito a sentire le tracce che preferite, magari con applicazione come Spotify. Grazie a un piccolo telecomando posizionato sul cavo potrete inoltre passare dalla musica alle chiamate con la pressione di un pulsante, oppure cambiare traccia e altre funzioni senza la necessità di intervenire direttamente sullo smartphone, perfetto per chi vuole dimenticare il cellulare in tasca almeno durante i propri allenamenti. 

Secondo quanto riferiscono i consumatori che hanno provato a fondo le SoundSport, queste funzioni sono tutte disponibili sui prodotti Apple mentre su altri dispositivi, come per esempio di brand Honor e Huawei, non sono garantite. Sembra infatti che l’unico pulsante che tali dispositivi con sistema operativo Android riconoscono sia quello centrale, per passare quindi dall’ascolto di musica alle chiamate, mentre aumento di volume o cambio traccia non sortiscono alcun effetto.

Buona la resistenza, invece, poiché il materiale con cui gli auricolari sono realizzati è in grado di evitare corrosione data dal sudore o dagli agenti atmosferici, fattore che ne allunga la vita in modo considerevole.

 

Audio e rumori

La qualità audio è elevata ma bisogna ricordare che stiamo pur sempre parlando di auricolari quindi mancano delle funzioni come l’isolamento acustico, ottenibili perlopiù su cuffie on-ear e over-ear. Considerando questo elemento, in condizioni di forte vento o in presenza di rumori ambientali particolarmente incisivi, come per esempio quelli provenienti da cantieri, automobili e così via, la precisione e la pulizia audio scendono drasticamente. La resa migliore è senz’altro quando si è al chiuso, per esempio in palestra, o in parchi all’aperto dove i rumori esterni sono comunque ridotti rispetto a quelli provenienti da strade trafficate.

Chiudendo con una nota positiva, le cuffie sono disponibili in varie colorazioni: grigio, rosso, nero e verde, potrete così acquistarne anche più di un paio in colori diversi da regalare magari alla vostra dolce metà, amici o figli con cui praticate attività sportiva.

 

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Audio

Bose QuietComfort 35 II – Recensione

 

Principale vantaggio

La funzione di cancellazione del rumore è uno degli elementi che gli utenti hanno maggiormente apprezzato poiché efficace e organizzato su tre diversi livelli in base all’ambiente in cui ci si trova. Qualora preferiate disattivarla, entrerà in funzione la cancellazione passiva, non perfetta come quella dedicata ma comunque in grado di attutire numerosi suoni ambientali. 

 

Principale svantaggio

La qualità audio è eccellente, come sottolineano tutti gli utenti che hanno avuto modo di provare le QuietComfort 35 II, tuttavia non raggiunge livelli professionali e, nel caso della musica classica in particolare non riesce a restituire il dettaglio e la complessità dei brani.

 

Verdetto: 9.7/10

Gli utenti alla ricerca di cuffie in grado di eliminare suoni ambientali per aumentare la propria concentrazione in caso di studio o sul luogo di lavoro, apprezzeranno sicuramente le QuietComfort 35 II di Bose poiché svolgono un lavoro eccellente in tal senso. L’autonomia è notevole, parliamo infatti di circa 20 ore in modalità wireless bluetooth, inoltre si ricaricano velocemente, in sole 2-3 ore.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Wireless

I modelli di cuffie over-ear sono sempre tra i preferiti dai consumatori esperti in campo musicale poiché garantiscono una sensazione avvolgente, restituendo una qualità audio senza eguali. Naturalmente sono le meno indicate per praticare sport a causa del loro peso non indifferente e andrebbero dunque preferite solo per ascolti casalinghi. Rientrano in questa categoria le cuffie Bose QuietComfort 35 II, prodotto bluetooth wireless che all’occorrenza può essere utilizzato anche tramite cavo jack da 3,5 mm.

Si tratta di una doppia funzionalità essenziale poiché la natura wireless del prodotto può talvolta risultare per alcuni consumatori limitante, dal momento che necessita di ricarica per poter essere utilizzato. L’autonomia garantita è comunque elevata, parliamo di circa 20 ore e nella confezione è incluso anche un cavo USB per ricaricare le cuffie quando necessario. 

Per riportare al massimo della funzionalità sono necessarie 2-3 ore di ricarica, tuttavia se ci si trova magari fuori casa e non si ha un powerbank a disposizione o una presa di corrente, il cavo jack da 3,5 mm può garantirvi un utilizzo continuativo delle cuffie. Buona anche la scelta cromatica, abbiamo infatti tre colori diversi: argento, nero e oro rosa, per venire incontro ai gusti degli acquirenti.

Tecnologie

Analizziamo dunque in maggior dettaglio le tecnologie di cui le QuietComfort 35 II sono dotate. La prima caratteristica che vogliamo prendere in considerazione è il sistema di riduzione del rumore organizzato su tre diversi livelli, per avere prestazioni eccellenti in qualsiasi ambiente. 

Secondo i test effettuati dagli utenti, se ci si trova in casa e fuori vi sono lavori autostradali che coinvolgono l’utilizzo di strumenti pesanti come un martello pneumatico, l’isolamento è perfetto, stesso dicasi per apparecchiature elettriche casalinghe come phon, lavatrice e lavastoviglie. Gli unici rumori che, per motivi di sicurezza, non vengono completamente cancellati dal sistema interno sono quelli dei clacson delle automobili. Buona resa anche in versione passiva, ovvero senza noise cancelling attivo, visto che le cuffie sono in grado di assorbire la maggior parte dei rumori ambientali.

Altra caratteristica tecnologia delle QuietComfort 35 II che potrebbe interessare gli utenti che hanno abbracciato con entusiasmo la domotica è l’integrazione con assistenti vocali come Alexa di Amazon e Assistant di Google Home. Tramite il padiglione sinistro potrete attivare l’interazione quando collegati alla rete casalinga ma, qualora preferiate dedicare i pulsanti a diverse funzioni potrete farlo tramite la comoda app per smartphone di Bose. Questa è scaricabile gratuitamente su iOS e Android ed è molto semplice e intuitiva da utilizzare anche se non è possibile accedere ai livelli di equalizzazione.

 

Qualità audio

Le cuffie non avrebbero ragion d’essere se non si prendesse in considerazione la qualità dell’audio restituita, pertanto è importante sottolineare che le QuietComfort 35 II si adattano perfettamente a qualsiasi tipo di ascolto. Potrete sfruttarle sia per ascoltare film, serie TV e musica d’ogni genere. Fanno un po’ fatica solo nel caso della musica classica, poiché non sono in grado di percepire ogni singolo dettaglio ma il suono non risulta distorto o alterato, restituendo comunque una visione d’insieme equilibrata. 

Per cercare il proverbiale pelo nell’uovo, il volume massimo non è eccessivo e per ottenere un buon risultato sarete costretti a tenerlo sempre oltre la metà. Alla luce di tutti i pregi sottolineati, il prezzo sebbene sia elevato è conforme all’offerta. Bisogna anche tener conto che si tratta di un paio di cuffie dedicato a una categoria di utenti specifici e non adatte quindi a tutti i consumatori.

 

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Gadgets

Yi 4K Plus – Recensione

 

Principale vantaggio

La Yi 4K Plus rappresenta l’ultima generazione delle Action Cam prodotte dalla nota ditta cinese Yi Technology, e si distingue soprattutto per il processore H2 realizzato da Ambarella, lo stesso che si occupa delle CPU utilizzate dalle GoPro Hero, dalle Dropcam Nest e dai droni Phantom Dji.

 

Principale svantaggio

Le caratteristiche sono eccellenti ma il prezzo è proporzionato alla qualità del prodotto e quindi è abbastanza elevato. Alcuni acquirenti, inoltre, riportano che il display è poco reattivo al tocco.

 

Verdetto 9.6/10

Nonostante il prezzo consistente e i limiti del display touchscreen, le prestazioni e la qualità della Yi 4K Plus sono di classe superiore, quindi è consigliata ai più esigenti.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Action Cam di fascia economica

La Yi Technology, nota anche come Xiaoyi, è una divisione della ditta cinese Xiaomi specializzata nella produzione di fotocamere e videocamere, nonché nello sviluppo di tecnologie legate alla visione artificiale.

La sua produzione primaria consiste soprattutto nelle videocamere, in particolar modo quelle destinate ai sistemi di videosorveglianza e le dash cam, ma la ditta Yi si è fatta notare anche per aver introdotto sul mercato alcuni modelli di fotocamere digitali compatte, una mirrorless digitale 4K con obiettivi intercambiabili e le Action Camera Lite, 4K e 4K Plus, tutti prodotti che hanno riscosso un discreto successo di mercato grazie alle loro prestazioni al di sopra della media.

A testimonianza di ciò la ditta Yi può vantare numerosi riconoscimenti, sia in Cina sia all’estero, e tra questi spiccano soprattutto il prestigioso Red Dot Award per il design, ottenuto nel 2017, e nel 2018 l’altrettanto famoso Distreee Emea Diamond Award, assegnato per la tecnologia Smart.

La Yi 4K Plus è l’ultima versione della Action Cam prodotta da questa ditta, ed è un modello che si fa notare soprattutto per il suo costo elevato. A una prima occhiata superficiale, infatti, il prezzo potrebbe apparire esagerato, soprattutto considerando che la confezione include un corredo di accessori a dir poco essenziale.

Non appena si scende nei particolari, però, si nota subito che si tratta di un prodotto decisamente fuori dal comune, le cui prestazioni sono su un livello nettamente superiore sia rispetto alla media standard sia in relazione ai prodotti di fascia più alta.

Processore Amba H2

La caratteristica principale che distingue la Action Camera Yi dai modelli più economici è il microprocessore: l’Amba H2 SOC prodotto dalla ditta cinese Ambarella. Questa azienda è specializzata nella realizzazione di semiconduttori e processori usati nel campo della robotica e nei sistemi di guida autonoma e monitoraggio in cabina, ma sono dedicati soprattutto alle applicazioni video: compressione video a bassa potenza in HD e Ultra HD, elaborazione delle immagini e visione artificiale.

L’azienda, infatti, fornisce i processori a diverse ditte produttrici di videocamere, e in particolar modo quelli usati per le GoPro Hero e per i droni professionali Phantom, prodotti da Dji; il livello qualitativo delle immagini della Yi 4K Plus, di conseguenza, è decisamente alto.

Il processore Amba H2 SOC, inoltre, permette alla Action Cam Yi di elaborare direttamente le serie di scatti temporizzati e di creare video Time Lapse “finiti”, a differenza dei modelli più economici che richiedono l’utilizzo di un software di editing per unire la serie di scatti in un singolo file video.

Le riprese in formato 4K, inoltre, possiedono una fluidità e una nitidezza che non ha nulla da invidiare a quella delle videocamere più blasonate; la qual cosa è perfettamente comprensibile del resto, considerato il costo della Yi. Il processore, inoltre, adotta una speciale tecnologia che permette di acquisire di immagini Ultra HD di alta qualità con un consumo energetico nettamente inferiore, incrementando così l’autonomia di registrazione.

 

Riprese 4K Ultra HD a 60fps e foto in formato RAW

In termini di prestazioni video, come accennato anche prima, la Action Cam Yi si colloca decisamente al top insieme ai modelli più blasonati; la risoluzione massima che può raggiungere, infatti, è 4K Ultra HD con un frame rate di ben 60 fotogrammi per secondo, contro i 25-30 dei modelli più economici. La qualità delle immagini, inoltre, è elevata anche in modalità fotografica, e tutto questo grazie alle scelte dei progettisti che al processore Ambarella hanno voluto affiancare un sensore di acquisizione immagini IMX377 da 12 megapixel prodotto dalla ditta Sony, il quale permette di catturare foto nel formato professionale RAW.

Non manca nemmeno lo stabilizzatore elettronico delle immagini, la cui resa è eccellente ma che nel formato 4K è disponibile solo con un frame rate di 30 fotogrammi per secondo. La batteria in dotazione, invece, ha una potenza di 1.400 mAh e, grazie alla tecnologia a basso consumo energetico del processore Ambarella, è in grado di offrire un’autonomia di tutto rispetto: 71 minuti di registrazione video continui nel formato 4K a 60 fotogrammi per secondo e 109 minuti nel formato 4K a 30 fotogrammi per secondo.

 

Super accessoriata

La Yi 4K Plus supporta anche i comandi vocali e aggiornando il software è in grado di eseguire il Live Streaming; è dotata di doppio microfono e sistema di riduzione del rumore, in modo da massimizzare la resa audio, ed è fornita di ingresso per il microfono esterno.

Gli unici aspetti alquanto “controversi” di questa eccellente Action Cam (i migliori modelli) però, soprattutto in relazione al prezzo, sono la scarsa reattività del display touchscreen e la ridotta dotazione di accessori.

Le Action Camera infatti, sia quelle economiche sia le più blasonate, sono solitamente caratterizzate da una vasta gamma di accessori a corredo, soprattutto clip, cinghie e supporti di varia natura; la Yi 4K Plus, invece, oltre al cavo di ricarica e a un singolo supporto è fornita solo con la batteria e la custodia impermeabile trasparente, che può resistere fino a 40 metri di profondità.

Questa scelta, però, è dovuta soprattutto a motivi di compatibilità perché la Yi 4K Plus è una Action Cam unica nel suo genere anche per quanto riguarda il design e le dimensioni, ragion per cui si adatta soltanto agli accessori Yi. Considerato il livello di prestazioni offerto dal dispositivo, però, i più esigenti non hanno fatto fatica ad accettare questo compromesso.

 

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Ufficio e accessori

Le 8 migliori stampanti HP del 2020

 

Stampanti HP – Guida agli acquisti, Opinioni e Comparazioni

 

Le stampanti moderne hanno una miriade di funzionalità che possono rendere l’esperienza molto più semplice e intuitiva, se volete acquistare un nuovo modello ma non sapete su quale puntare potreste prendere in considerazione HP Deskjet 2630, la più economica della nostra lista e perfetta per l’ambiente domestico, oppure HP Envy 5030 Wi-Fi direct, dalle dimensioni contenute e in grado di effettuare stampe in qualità fotografica.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 8 migliori stampanti HP – Classifica 2020

 

La nostra classifica delle migliori stampanti HP del 2020 è stata realizzata prendendo in considerazione non solo il prezzo dei singoli dispositivi ma anche il grado di soddisfazione degli utenti che hanno avuto modo di provarli. Se siete indecisi su quale stampante HP comprare vi invitiamo a leggere attentamente le nostre schede informative, potrete così selezionare il prodotto più adatto alle vostre esigenze senza sperperare denaro inutilmente.

 

 

1. HP Deskjet 2630 Stampante Multifunzione a getto d’inchiostro

 

Al primo posto della nostra classifica abbiamo uno dei dispositivi più venduti del brand, la stampante Deskjet 2630 a getto d’inchiostro con funzioni aggiuntive di scanner e fotocopiatrice. Si tratta di una stampante compatta, ideale per l’utilizzo casalingo grazie a una discreta velocità di esecuzione che si aggira intorno alle sette pagine per minuto in bianco e nero e cinque con stampa a colori, con una risoluzione massima pari a 4.800 x.1200 DPI, un valore standard qualitativamente soddisfacente.

Il dispositivo supporta vari tipi di applicazioni per la stampa wireless come HP ePrint, Apple AirPrint, Mopria o la stampa Direct Wireless: vi basterà avere a portata di mano il vostro smartphone con l’app dedicata per inviare immediatamente i file. 

È un prodotto senza fronzoli, adatto per utenti che non hanno esigenze di stampa professionali e che necessitano semplicemente di imprimere su carta informazioni e documenti. La gestione fronte/retro non è il massimo dell’efficienza.

 

Pro

Costo: La popolarità di questa stampante non è data solo dalla sua capacità multifunzione ma soprattutto dal prezzo, rivelandosi il prodotto più economico della nostra lista.

Dimensioni: Grazie a una notevole compattezza, la Deskjet 2630 può essere posizionata senza problemi in qualsiasi angolo della casa.

Utilizzo: Molto semplice e immediato, potrete stampare anche da remoto grazie al supporto alle numerose applicazioni scaricabili sul vostro smartphone.

 

Contro

Fronte/retro: La stampa di questo tipo non è automatica, dovrete quindi girare il foglio manualmente se volete usare entrambi i lati.

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2. HP Envy 5030 Stampante Multifunzione a getto d’inchiostro Wi-Fi direct

 

La serie Envy di HP è una delle più conosciute e tra i prodotti venduti online il modello 5030 è uno dei più interessanti poiché ha un prezzo competitivo, mantenendo però caratteristiche di fascia elevata. Innanzitutto è in grado di realizzare stampe fotografiche grazie a specifici adattatori, inoltre è un prodotto 3-in-1, ovvero con capacità aggiuntive di scanner e fotocopiatrice.

Le operazioni wireless la rendono particolarmente comoda da utilizzare poiché potrete sfruttare il vostro smartphone con applicazioni come HP ePrint, AirPrint di Apple o addirittura i social per inviare l’ordine di stampa di una determinata fotografia.

Tra i pregi che gli utenti hanno maggiormente sottolineato troviamo la possibilità di stampa fronte/retro automatica, dettaglio tecnologico che non tutti i prodotti HP garantiscono e che, per chi utilizza molto questi dispositivi, potrebbe rivelarsi estremamente utile. Punto a sfavore invece per il display touch, sebbene abbia una certa funzionalità è un po’ troppo piccolo per leggere tutte le informazioni del caso.

 

Pro

Wireless: Stampare dal proprio smartphone anche senza dover accendere il PC a cui la stampante è collegata è un pregio che fa risparmiare tempo prezioso.

Multifunzione: Come altri dispositivi moderni è in grado di svolgere anche ruoli differenti come quello di scanner e fotocopiatrice.

Prezzo: Pur facendo parte dell’ottima serie Envy, non dovrete spendere troppo per dotarvi di questo modello, ideale soprattutto per l’ambiente casalingo.

 

Contro

Display: Sebbene possa essere utile per stampare e rivedere alcuni dettagli, secondo i pareri espressi dagli utenti è un po’ troppo piccolo per essere utilizzabile al meglio.

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3. HP Envy 4500 Stampante Ink Multifunzione e All-in-one

 

Le offerte più gettonate di HP fanno parte della serie Envy poiché riescono a unire qualità di stampa e funzionalità senza eccedere con il prezzo. Naturalmente non parliamo di dispositivi rivolti a professionisti del settore ma principalmente adatti a chi deve farne un uso casalingo o al massimo d’ufficio. 

La stampante 4500 è una inkjet multifunzione, con scanner integrato per trasformare i vostri documenti cartacei in file digitali. La velocità di stampa in bianco e nero si attesta sulle 21 pagine al minuto mentre scende a 17 per quelle a colori, rientrando nello standard della serie.

Rispetto a quanto visto precedentemente ha una grandezza superiore a quanto ci si aspetterebbe, pertanto dovrebbe essere presa in considerazione solo da chi vuole spendere poco e ha abbastanza spazio in casa per accomodare il dispositivo. Il display è un po’ troppo piccolo, si attesta su 1,9 pollici ed è appena sufficiente per selezionare la funzione desiderata.

 

Pro

Collegamento: La capacità wireless consente di inviare i file in stampa da qualsiasi punto della casa, anche se il dispositivo è fisicamente lontano dal modem/router riuscirà a funzionare al meglio.

Velocità: Con 21 pagine al minuto in bianco e nero, il modello è veloce e affidabile, ottimo se avete esigenza di stampare velocemente documenti d’ufficio.

Scanner: Si rivela molto efficiente ed è una delle componenti più apprezzate dagli utenti, paradossalmente anche più della stampante stessa.

 

Contro

Consumo: Trangugia un po’ troppo inchiostro e si è costretti a cambiare spesso cartucce anche se si stampa relativamente poco. Occhio ai consumi sul lungo periodo.

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4. HP Envy 4520 Stampante Ink All-in-one funzionalità wireless

 

La serie Envy ci ha abituato a caratteristiche ben specifiche e anche in questo caso troviamo un prodotto che non delude: il modello 4520 presenta tutte le funzioni più importanti ovvero la capacità wireless, lo scanner e il piccolo display per rivedere alcuni dettagli al volo prima di effettuare le procedure.

Posizionando adeguatamente la stampante in casa, potrete collegarla semplicemente al Wi-Fi, evitando di affollare la scrivania, inviando l’ordine di stampa tramite la rete, una comodità a cui proprio HP con i suoi ottimi dispositivi ci ha abituati.

Ciò che però convince poco è la durata delle cartucce, un vero e proprio tallone d’Achille per la serie Envy: chi stampa una gran quantità di fogli a cadenza quotidiana potrebbe ritrovarsi con dei costi di gestione eccessivamente elevati. Per questo motivo consigliamo il prodotto solo a chi deve farne un uso casalingo o vuole sfruttare lo scanner integrato per la digitalizzazione dei documenti.

 

Pro

All-in-one: Tutte le funzionalità in un solo dispositivo, potrete quindi non solo stampare ma anche usarla come fotocopiatrice o scanner.

Cassetto: Molto più comodo per la gestione della carta, può infatti essere inserita senza occupare ulteriore spazio.

Materiali: Effettuando una rapida comparazione con altre serie HP, notiamo come la Envy abbia una qualità globale superiore, fattore che riduce rotture accidentali delle plastiche.

 

Contro

Dimensioni: Ci saremmo aspettati un profilo più compatto, se avete problemi di spazio in casa potrebbe non essere la stampante adatta alle vostre esigenze.

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5. HP OfficeJet Pro 9010 Stampante Multifunzione a getto d’inchiostro

 

Il prodotto qui preso in esame non è esattamente nuovo e la OfficeJet Pro 9010 si presenta in modo anche piuttosto ingombrante e squadrato rispetto ad altri modelli HP, tuttavia ha alcune frecce al suo arco che bisogna assolutamente considerare, soprattutto se dovete farne un uso lavorativo.

Innanzitutto parliamo di un apparecchio di facile configurazione, con una qualità di stampa che rientra ampiamente nella media ed è anche sufficientemente veloce, con funzione fronte/retro automatica, per far fronte alla mole di documenti stampati in uffici di medie e piccole dimensioni.

Il touchscreen da 6,75 cm è uno dei più grandi tra quelli visti nella nostra classifica ed è quindi molto comodo da usare, soprattutto se non è fisicamente collegata a un computer, per rivedere velocemente le impostazioni di stampa.

Meno entusiasmanti sono invece la qualità globale data dalle plastiche di cui è costituita, gli utenti sostengono infatti sia abbastanza fragile nonostante il suo aspetto, e anche il costo delle cartucce di inchiostro.

 

Pro

Wireless: Il collegamento con rete casalinga e smartphone è stabile e non presenta problemi di connettività come capita invece su altri dispositivi del brand.

Veloce: Stampa fino a 22 pagine per minuto in bianco e nero e 18 a colori, tra le inkjet più veloci che abbiamo avuto modo di analizzare.

Display: La grandezza di questi touchscreen è sempre uno dei difetti maggiormente evidenziati dai consumatori, in questo caso però non ci si può proprio lamentare grazie alle dimensioni di 6,75 cm.

 

Contro

Cartucce: Il loro costo è elevato anche se permettono di stampare centinaia di pagine. Se non avete un volume di stampa elevato potrebbe non essere il prodotto adatto a voi.

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6. HP DeskJet 2540 MFC Stampante a getto d’inchiostro

 

Un vero e proprio classico, sia nel design sia nelle prestazioni, il modello qui analizzato di Deskjet è il dispositivo casalingo per eccellenza, dotato però di modulo wireless per far sì che sia utilizzabile anche senza collegare un PC tramite cavo USB.

È consigliata principalmente per chi effettua poche stampe e non ha esigenze qualitative elevate, come per esempio stampare e-mail, documenti usa e getta, annotazioni digitali e così via. Può stampare anche su altri materiali come buste da lettera, per chi vuole magari personalizzare degli inviti, sia su cartoncino e carta fotografica lucida, non bisogna però aspettarsi risultati professionali.

Uno dei difetti riscontrati dai consumatori è la rumorosità, tuttavia si può decisamente chiudere un occhio su questo dettaglio se non avete intenzione di utilizzarla con una certa continuità, ma dotarvene per semplici emergenze. Per scoprire dove acquistare il modello 2540 della serie DeskJet non vi resta altro da fare che cliccare sul link che trovate qui in basso, verrete ridirezionati alla pagina del venditore dove potrete concludere la transazione in tutta sicurezza.

 

Pro

Costo: Il prezzo del dispositivo non è elevato e anche le cartucce sono facilmente reperibili a prezzi contenuti, ottima per uso casalingo saltuario.

Wi-Fi: Nonostante sia una entry level è comunque dotata di possibilità di collegamento wireless, per chi non vuole posizionarla nei pressi del proprio computer desktop.

Usi alternativi: Non è una multifunzione ma può stampare anche su altri materiali come busta da lettere e cartoncino.

 

Contro

Rumorosa: Quando è in fase di stampa può emettere suoni chiaramente udibili e talvolta fastidiosi, sconsigliata quindi per mole di lavoro elevata e stampe a cadenza quotidiana.

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7. HP Deskjet 3720 Stampante a getto d’inchiostro All-in-one

 

Deskjet 3720 non è esattamente un modello nuovo, è infatti disponibile sul mercato già da qualche anno ma ha ancora molte frecce al suo arco: innanzitutto un prezzo contenuto rispetto ad altri modelli, fattore che non guasta mai soprattutto se si ha un budget limitato, ma a fare la differenza è la sua compattezza, che ne permette l’installazione su qualsiasi mensola, scrivania o anfratto casalingo da sfruttare al massimo.

Potrebbe sembrare a prima vista un apparecchio standard ma dispone anche di uno scanner nella parte superiore, sebbene sia utilizzabile solo con fogli liberi, rendendo quindi impossibile la digitalizzazione di pagine di un libro, per esempio.

La compatibilità con dispositivi mobile dotati di sistema operativo Android e iOS è garantita e si può accedere alla stampa anche senza dover passare per la rete di casa. Il prodotto trova la sua migliore applicazione in ambito domestico, apprezzata per la sua estrema semplicità di utilizzo.

 

Pro

Prezzi bassi: Il costo non è elevato e, sebbene vi siano offerte più economiche, rientra comunque in una fascia di prezzo accessibile alla maggior parte dei consumatori.

Compatta: Se il prezzo non dovesse bastare come incentivo per l’acquisto, a rendere la stampante ancor più appetibile sono le sue dimensioni contenute, per posizionarla ovunque desideriate.

Facile da usare: Non avrete bisogno della rete Wi-Fi casalinga per far funzionare la stampante, in grado di ricevere ordini di stampa anche dai dispositivi mobile.

 

Contro

Scanner: Limitate le possibilità di utilizzo poiché può gestire solo fogli e non pagine rilegate. Un problema per chi deve digitalizzare parti di libri.

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8. HP Photosmart 5520 MFC Stampante Ink A4 con Wi-Fi

 

Il dispositivo ha già un paio d’anni alle spalle e se consideriamo che la serie Photosmart, di cui fa parte la 5520 in questione, è stata rimpiazzata oggigiorno dai modelli Envy, potrebbe rivelarsi un acquisto poco oculato. Tuttavia ciò non deve scoraggiare poiché si rivela ancora oggi un’ottima scelta per l’ambito domestico grazie a una discreta capacità di stampa fotografica, l’ottimo scanner di cui dispone e soprattutto funzionalità Cloud Printing tramite AirPrint di Apple o Google Cloud Print.

Grazie alla capacità Direct Wireless la stampante può creare anche una sua rete personale, senza appoggiarsi quindi a quella casalinga, per ricevere ordini di stampa da eventuali smartphone o anche notebook, che possono agganciarsi a essa.

Tra le note negative troviamo invece il prezzo, dal momento che è ormai un articolo fuori produzione è possibile trovarne di usate o ricondizionate a costi un po’ più elevati del normale, bilanciato solo dal costo delle cartucce, inferiore alla media.

 

Pro

Cloud printing: Nonostante sia una stampante di svariati anni fa, possiede funzionalità moderne come la possibilità di stampare direttamente da AirPrint o Google Cloud Print.

Scanner: Funzionale e veloce, in grado di digitalizzare i documenti in poco tempo e renderli disponibili per l’invio tramite e-mail.

Rete: Non è necessario possedere una rete casalinga poiché la stampante può crearne una propria a cui i vari dispositivi come smartphone e PC possono agganciarsi.

 

Contro

Datata: Per quanto riesca ancora oggi a restare al passo con i tempi, la serie Photosmart ha ormai svariati anni alle spalle e se cercate qualcosa di moderno sarebbe meglio puntare sui prodotti della linea Envy.

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Guida per comprare una buona stampante HP

 

Se avete esigenza di sostituirla ma non sapete come scegliere una buona stampante HP, eccovi tutti i dettagli più importanti da considerare prima di effettuare l’acquisto. Innanzitutto verificate lo spazio a vostra disposizione, sia che dobbiate usufruirne in casa sia che dobbiate posizionarla in ufficio, è molto importante stabilire quali siano le dimensioni massime che la vostra nuova stampante deve avere, evitando apparecchi eccessivamente ingombranti o addirittura troppo piccoli e poco efficienti.

Sul mercato esistono una vasta gamma di stampanti, da quelle più basilari fino a quelle multifunzione in grado di effettuare fotocopie e scansioni per digitalizzare documenti, la scelta deve essere effettuata anche valutando il grado di utilità del prodotto e se pensate di usufruire di queste caratteristiche allora è caldamente consigliato l’acquisto di un prodotto che riporti le diciture 3-in1 oppure All-in-one.

Tecnologie

La maggior parte di voi saprà che le stampanti non sono tutte uguali e sfruttano diverse tecnologie: a getto d’inchiostro, anche chiamate inkjet; laser; LED o infine per sublimazione termica. Le meno costose e più diffuse sono proprio quelle a getto d’inchiostro, che funzionano tramite cartucce sostituibili una volta che il liquido all’interno si esaurisce. In base al modello possono restituire risultati notevoli, anche con qualità fotografica ma molto dipende dal costo del dispositivo.

Quelle che utilizzano il laser sono mediamente più costose delle inkjet ma sono anche estremamente più veloci. Ne troviamo sia in bianco e nero sia a colori e sono molto utilizzate negli uffici di grandi dimensioni dove i volumi di stampa mensili sono notevoli.

Le stampanti LED sono una semplice evoluzione di quelle laser, rivelandosi meglio costruite e più moderne, il loro costo però potrebbe essere un problema per gli utenti che non hanno esigenze professionali. Infine esistono quelle che utilizzano la tecnologia della sublimazione: non posseggono alcuna cartuccia ma per stampare utilizzano il calore che attiva le molecole di una carta specifica che sostituisce di fatto le cartucce. Tale tecnologia è pensata principalmente per le fotografie e non è dunque adatta a tutti gli scopi.

 

Wireless

In un mondo senza fili, non può mancare una stampante che non necessita di cablaggio -se non naturalmente quello per l’alimentazione-. Si tratta di una vera e propria comodità non solo in ambito domestico ma anche per gli uffici dove sarebbe necessario un cablaggio certosino per permettere a tutti gli utenti di raggiungere agevolmente la stampante. 

Sfruttando invece la tecnologia wireless, come per esempio la rete Wi-Fi o anche il Cloud Printing, tutto è molto più semplice e veloce, nel primo caso vi basterà infatti essere collegati alla stessa rete con un computer o uno smartphone per inviare con semplici comandi il documento in stampa; per quanto riguarda il Cloud Printing invece, grazie a servizi come AirPrint di Apple o Google Cloud Print, si possono inviare in stampa tutti i file contenuti sulla “nuvola digitale”.

 

Velocità e DPI

Abbiamo già sottolineato come la velocità di una stampante dipenda essenzialmente dalla tecnologia che utilizza, tuttavia non è detto che acquistando una inkjet siate destinati a subire stampe lente e interminabili. Anche tra i prodotti a basso costo è possibile notare delle differenze prestazionali e se siete alla ricerca della migliore stampante HP allora dovete prendere in considerazione il valore espresso in ppm, acronimo che sta per “pagine per minuto”. 

Trovate questa informazione sia nelle nostre recensioni sia nelle schede tecniche individuali e il numero che precede la sigla indica le pagine stampate in un minuto: per delle prestazioni ottime consigliamo dispositivi che riescano a stamparne in bianco e nero almeno una ventina circa.

Con DPI invece si fa riferimento ai “dots per inch”, in sostanza la qualità dell’immagine stampata. Maggiore sarà il numero e migliore sarà la resa, un valore standard è per esempio 4.800 x 1.200, ed è quello che consigliamo per i vostri acquisti, soprattutto se volete spendere poco.

Costo cartucce

Se scegliete una inkjet, prima di effettuare l’acquisto verificate anche il costo delle singole cartucce d’inchiostro. In alcuni casi potrebbero esserci delle vere e proprie sorprese poco piacevoli, con ricariche che costano quanto se non più della stampante stessa. Sarebbe inoltre il caso di prendere in considerazione esclusivamente cartucce originali poiché quelle compatibili, sebbene meno costose e quindi meno impegnative dal punto di vista economico, non garantiscono lo stesso volume di stampa e spesso nemmeno la stessa qualità.

 

 

 

Come usare una stampante HP

 

Non tutti gli utenti sanno come sfruttare al meglio una stampante HP, per questo abbiamo deciso di creare la seguente guida che vi aiuterà nelle fasi iniziali di settaggio, dall’installazione fino a procedure un po’ più specifiche come la scansione dei documenti.

Come installare una stampante HP

Dopo aver acquistato la migliore stampante HP per le vostre esigenze dovrete fare in modo che sia attiva e pronta a svolgere il suo lavoro. Il prodotto necessita di installazione per interagire al meglio con il vostro computer, quindi dovrete innanzitutto scegliere il posto più adatto, tenendo conto che se non si tratta di una stampante wireless avrete bisogno di fare un po’ di spazio nei pressi del PC, poiché dovrete collegarla tramite cavo USB.

Il collegamento dei cavi è molto elementare, nella confezione troverete quello per l’alimentazione, da inserire nella presa di corrente e potenzialmente anche quello USB. Anche se la stampante ha funzionalità wireless, comunque, consigliamo di effettuare un primo cablaggio completo per permettere di installare il prodotto al meglio.

Nella confezione potreste trovare anche un CD che include driver e software, tuttavia questa opzione diventa sempre più rara dal momento che tutti i file necessari sono reperibili online sul sito del produttore.

Se avete una stampante di nuova generazione e usufruite di sistemi operativi recenti come Windows 8 oppure Windows 10, l’installazione dovrebbe essere automatica e partirà non appena accenderete la stampante collegata al PC. Seguite le istruzioni a schermo, dando la possibilità al computer di ricercare da solo i driver adeguati e attendente che l’operazione sia completata. Quando è tutto pronto riavviate il computer e ora avrete la vostra stampante pronta all’uso.

Come scannerizzare un documento con stampante HP

Se avete bisogno di digitalizzare documenti, magari per inviarli tramite e-mail o averne una copia sul vostro hard disk, è importante scegliere una stampante All-in-one. Se non ne avete mai usata una, non lasciatevi prendere dall’ansia: non si tratta di un’operazione particolarmente complessa. Innanzitutto bisogna assicurarsi che la stampante sia accesa e funzionante. 

Posizionate dunque la pagina del documento che volete scansionare sulla superficie apposita con la parte da digitalizzare rivolta verso il basso. Spostandovi ora al computer, aprite il software HP Scan & Capture, incluso solitamente tra i programmi forniti dalla compagnia o scaricabile gratuitamente sul sito ufficiale. All’apertura dovrete scegliere lo scanner da utilizzare, se ne avete collegato uno solo ci sarà una singola scelta da evidenziare. Ora non resta che far partire la scansione e potrete trovare, al termine dell’operazione, il file digitalizzato all’interno della cartella standard di salvataggio documenti.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come stampare dal cellulare alla stampante HP?

La maggior parte dei dispositivi moderni permette di bypassare completamente il computer e stampare direttamente i propri documenti dallo smartphone. Prima di eseguire tale operazione, però, è necessario assicurarsi che la stampante possegga tale funzione, successivamente accenderla e collegarla alla rete Wi-Fi casalinga. Con lo smartphone a portata di mano, selezionate tra le reti wireless quella casalinga, in modo da permettere ai due apparecchi di dialogare tra di loro. 

Ora selezionate il file che avete intenzione di stampare e apritelo sullo smartphone con il programma apposito. In alto a destra dovrete accedere alle impostazioni e selezionare “Stampa”, vi apparirà dunque una lista dei dispositivi disponibili per tale operazione, tra questi troverete la vostra stampante solo se previamente collegata alla rete. Vi basterà dunque premere su Ok/Conferma e la stampa verrà avviata.

Come vedere il livello d’inchiostro della stampante HP?

Prima di poter controllare quanto inchiostro resta nelle cartucce all’interno della stampante, vi invitiamo ad accendere il dispositivo e attendere che sia completamente operativo. Tramite il computer a cui il prodotto è collegato, recatevi nel Pannello di Controllo, per accedervi vi basterà cliccare in basso a sinistra sull’icona di Windows e cercare “Pannello di Controllo” nella barra di ricerca. 

A questo punto dovrete cliccare su “Sistema” e successivamente “Gestione dispositivi”. Vi si aprirà una schermata con tutte le periferiche e l’hardware collegato, cercate nella lista la voce “Stampanti” e cliccate due volte sul nome di quella visualizzata.

Nella nuova schermata spostatevi sul tab “Impostazioni” e poi “Cartella Dispositivi e stampanti”, dove vi apparirà una lista di tutti i dispositivi collegati. Cliccando con il tasto destro del mouse sulla stampante dovrete selezionare “Preferenze di stampa”, “Servizi” e nel tab “Stampa pagine di informazioni” selezionare “Pagina Stato materiale d’uso”. Premendo infine su Stampa disporrete di una pagina che riassumerà lo stato del dispositivo e i livelli di inchiostro.

 

Come collegare la stampante HP al PC?

Chi ha vissuto la prima epoca dei computer saprà che un tempo le stampanti potevano essere collegate solo fisicamente ai computer, dovevano quindi essere posizionate vicino a essi per poter agganciare il relativo cavo. Oggigiorno non è più l’unico metodo per disporre di una stampante e, sebbene sia ancora possibile collegarla tramite un classico cavo USB, molti utenti preferiscono invece le funzionalità wireless, per posizionare la stampante ovunque si desideri.

Per riuscire a far ciò, però, è comunque necessario disporre di un apparecchio che funga da mediatore: in questo caso parliamo del modem/router. Collegate dunque la stampante alla corrente elettrica e premete il tasto di accensione, quando avrà terminato la procedura di inizializzazione potrete accedere al menu delle impostazioni dal display nella parte frontale, dove dovrete selezionare la voce “Wi-Fi”. Per far sì che il dispositivo si agganci alla rete casalinga avrete bisogno della password, che trovate come sempre impressa sullo sticker al di sotto del router. Completata questa operazione la stampante sarà visibile da qualsiasi PC con funzionalità wireless collegato alla stessa rete internet.

 

 

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Gli 8 migliori filtri ND del 2020

 

Filtri ND – Guida agli acquisti, Opinioni e Comparazioni 

 

I filtri a densità neutra sono quanto di meglio si possa desiderare per la fotografia creativa e artistica, ma sono anche i più delicati da trattare. Nella guida all’acquisto troverete ulteriori informazioni utili sui filtri ND, sulle loro caratteristiche e prestazioni in base alla fascia di prezzo e sul modo corretto di usarli. Nella classifica, invece, abbiamo esaminato i prodotti più richiesti sul mercato, in particolar modo quelli destinati alla fascia di utenza amatoriale. I più apprezzati dagli acquirenti sono il Gobe ND 1000 67mm, un mid level con attenuazione di 10 stop, e l’Hoya DFK58, un set da tre pezzi che include un filtro UV, un ND e un polarizzatore circolare.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori filtri ND – Classifica 2020

 

Come potrete vedere, nella nostra classifica sono presenti anche dei filtri ND prodotti da marchi blasonati, come Hoya e Haida, ma ovviamente si tratta comunque di proposte economiche, destinate all’uso amatoriale.

 

 

1. Gobe ND 1000 filtro 67mm 2 Peak (mid level)

 

Il filtro ND 1000 prodotto dalla ditta australiana Gobe è caratterizzato da un livello qualitativo medio, e anche in termini di prezzo si colloca nella fascia intermedia di mercato. Il telaio, filettatura inclusa, è interamente in metallo, quindi il montaggio sull’obiettivo risulta abbastanza “sonoro” a causa della frizione che si genera durante l’innesto. 

Questo particolare aspetto, però, è comune a tutti i filtri della casa australiana indipendentemente dalla loro tipologia e diametro, e non influisce sulla precisione dell’innesto.

Le caratteristiche che rendono il Gobe uno dei migliori filtri ND del 2020 però, secondo i pareri degli acquirenti, sono innanzitutto la resa, molto vicina a quella dei filtri di fascia alta, nonché la vocazione ambientale della ditta, che per ogni filtro venduto devolve parte dei proventi per la riforestazione di aree colpite da catastrofi naturali. Quest’ultimo aspetto in particolare, ha reso il brand e i suoi prodotti molto popolari e tra i più venduti online.

 

Pro

Prestazioni: Il Neutral Density 1000 di Gobe è un filtro ND 10 stop, quindi ideale per scattare foto a lunga esposizione anche in condizioni di luce piena, in modo da ottenere stupendi effetti di blurring.

67 millimetri: L’innesto da 67 millimetri lo rende compatibile con tutti gli obiettivi professionali di categoria entry e mid level, come i Sony G, i Canon EF e i Nikkor AF Nikon.

2 Peak: La versione 2 Peak indica la categoria mid level, ed è caratterizzata da un rivestimento multistrato nano coat a 16 livelli, contro i 12 della versione 1 Peak entry level. Il telaio, invece, è interamente realizzato in lega di alluminio e magnesio.

 

Contro

Resa media: Le caratteristiche sono buone ma la resa qualitativa è media, quindi è consigliato esclusivamente per l’uso amatoriale.

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2. Hoya DFK58 set da tre filtri con innesto 58mm

 

La ditta giapponese Hoya è una tra le più apprezzate nel settore di produzione ottico, subito dopo i due colossi cinesi NiSi e Haida, in particolare per quanto riguarda i filtri fotografici.

Il DFK58 è un set costituito da tre filtri fondamentali per la fotografia: un polarizzatore circolare, un filtro UV con rivestimento multistrato che riduce al minimo la riflessione e quindi i flare e i bagliori fantasma, e un filtro ND x8; tutti e tre i prodotti sono protetti singolarmente in bustine di plastica trasparente, e contenuti in un comodo astuccio imbottito con apertura a strappo, facile da trasportare nella borsa insieme al corredo fotografico.

L’innesto da 58 millimetri di diametro è adatto soprattutto alle ottiche standard, quindi si tratta di filtri di qualità professionale destinati però all’uso amatoriale. Il rapporto qualità-prezzo è a dir poco eccellente, soprattutto considerato che si tratta di un set da tre pezzi.

 

Pro

Qualità professionale: La ditta Hoya è seconda solo alla Haida ed entrambi i brand sono sono ben noti per la qualità professionale dei loro filtri fotografici, anche di quelli destinati all’uso amatoriale.

Convenienti: Sono di qualità superiore ma disponibili a prezzi bassi, quindi in comparazione agli altri filtri di fascia media gli Hoya possiedono un rapporto qualità-prezzo nettamente superiore.

Versatilità: Il set amplia notevolmente la gamma di applicazioni in base al tipo di fotografie che si desidera scattare, in quanto è costituito da un filtro di protezione UV, ideale quando si scattano foto in piena luce, un polarizzatore circolare e un filtro a densità neutra x8.

 

Contro

Polarizzatore: Quello incluso nel set produce una leggera vignettatura ai bordi quando usato sugli obiettivi grandangolari alla minima lunghezza focale.

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3. K&F Concept filtro ND variabile con innesto 52mm

 

Se vi state chiedendo dove acquistare un nuovo filtro ND variabile per uso amatoriale, quindi di buona qualità ma dal prezzo accessibile, allora vi suggeriamo di dare un’occhiata a quello prodotto dalla ditta cinese K&F Concept.

Questo brand è noto per la produzione di accessori fotografici amatoriali e professionali, e anche se il livello qualitativo è leggermente inferiore rispetto a quello dei marchi più blasonati, le caratteristiche offerte dai suoi prodotti in termini di resa e funzionalità sono decisamente ottime, alla pari del prezzo.

Il filtro ND variabile di K&F Concept è realizzato in vetro ottico con rivestimento Nano-X e può essere regolato manualmente ruotando la ghiera, come nei filtri polarizzatori, in modo da passare da un fattore minimo di densità 2 fino a un fattore 32; l’esemplare esaminato ha un diametro di 52 millimetri, ma è disponibile in diverse misure a partire da 37 fino a 82 millimetri.

 

Pro

Prezzo: Anche scegliendo i formati più grandi, destinati agli obiettivi professionali ad alte prestazioni, il costo del filtro ND variabile K&F Concept rimane decisamente vantaggioso, il che lo rende adatto a chi non ha particolari esigenze.

Nano-X: Lo speciale rivestimento Nano-X riduce il problema della vignettatura centrale a croce, che è tipico dei filtri a densità neutra variabile di fascia media ed economica quando vengono usati su obiettivi grandangolari.

Prestazioni: Nonostante sia un prodotto di fascia media, inoltre, è progettato con un design professionale quindi offre performance superiori rispetto ai modelli analoghi di altre ditte meno note.

 

Contro

Telaio: Realizzato con materie plastiche di media qualità, ma il vetro ottico è di buon livello; essendo un filtro regolabile, inoltre, impedisce l’uso del paraluce.

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4. Neewer set 4 filtri ND e accessori per fotocamere Canon

 

Il brand cinese Neewer gode di una particolare popolarità in patria, e ultimamente si sta diffondendo anche sul mercato europeo. Questa ditta è specializzata nella produzione di accessori fotografici di ogni tipo: come gli astucci per le batterie, le borse, i treppiedi, gli stabilizzatori e molte altre attrezzature la cui qualità, nonostante sia di medio livello, in alcuni è apprezzata anche dai professionisti.

Il pregio principale dei prodotti Neewer consiste innanzitutto nel loro costo estremamente vantaggioso; questo set infatti, è offerto a un costo irrisorio visto che è costituito da ben quattro filtri ND con fattori ND2, ND4, ND8 e ND16, l’astuccio per contenerli e altri accessori per la pulizia delle fotocamere Canon.

Il vetro ottico con cui sono realizzati i filtri non è ovviamente paragonabile a quello usato dai produttori più blasonati, ma per chi non ha particolari pretese e vuole spendere poco, offrono una resa più che sufficiente.

 

Pro

Costo: I prodotti della ditta cinese Neewer rientrano nella categoria dei prezzi bassi, quindi sono apprezzati soprattutto dai fotoamatori principianti e da coloro che non hanno particolari pretese e devono fare i conti con un budget limitato.

Set: L’articolo proposto è un set che include quattro filtri a densità neutra con relativa custodia imbottita, un panno in microfibra e una penna per la pulizia delle fotocamere reflex digitali.

Misure: Il set proposto è quello per obiettivi con innesto da 58 millimetri di diametro, ma è disponibile anche nelle misure di 52 e 67 millimetri con lo stesso tipo di filtri, e nelle misure di 67, 72, 77 e 82 millimetri con filtri ND da ND2 a 32.

 

Contro

Nitidezza: Si tratta di filtri ND a basso costo per uso amatoriale, quindi hanno la pecca di ridurre la nitidezza dell’obiettivo; dato il costo, però, non si può pretendere oltre.

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5. Neewer set 4 filtri ND e accessori per fotocamere Nikon

 

Anche questo set è prodotto dalla ditta cinese Neewer, ed è analogo a quello esaminato in precedenza. È costituito da quattro filtri a densità neutra con fattori ND2, ND4, ND8 e ND16, che sono contenuti in un’apposita custodia morbida con chiusura a strappo e la confezione è proposta in set insieme a due accessori di pulizia per le fotocamere Nikon ma la compatibilità, sia dei filtri sia degli accessori, è in ogni caso universale. 

Il costo è addirittura inferiore rispetto al set Neewer esaminato in precedenza, ma questo è dovuto soprattutto alla misura dell’innesto, che per questi filtri è di 52 millimetri. Il prodotto è analogo al precedente anche per quanto riguarda la qualità e la resa del vetro ottico; essendo dei filtri economici, quindi, ma tendono a ridurre più del dovuto il grado di nitidezza dell’obiettivo sul quale vengono montati.

 

Pro

Set economico: Il prezzo è talmente basso da essere facilmente accessibile anche per uno squattrinato cronico; scherzi a parte a parte, però, la convenienza dei prodotti Neewer è innegabile.

Penna di pulizia: La presenza degli accessori per la pulizia delle fotocamere è una piacevole aggiunta, soprattutto la penna a due estremità con il pennello morbido e il gommino.

Versatile: Avere un set di filtri ND con fattori diversi ma dallo stesso diametro di innesto, permette di usarli in maniera combinata per incrementare ulteriormente l’effetto e scattare foto particolari.

 

Contro

Nitidezza: Anche in questo caso la qualità del vetro ottico, che è di medio livello, incide più del dovuto sul grado di nitidezza dell’obiettivo.

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6. Gobe filtro ND variabile 77mm 1 Peak (entry level)

 

Un altro filtro ND a densità variabile decisamente interessante, invece, è quello prodotto dalla ditta Gobe; in questo caso si tratta di una lente 1 Peak, quindi con caratteristiche entry level, adatta soltanto all’uso amatoriale.

La sua caratteristica principale consiste soprattutto nella gamma di variazioni, che va da un fattore di densità ND2 fino a ND400, ma essendo un modello entry level il campo di attenuazione della luce varia solo da 1 a 8,66 stop, inoltre il rivestimento di protezione ha solo 8 strati. Come il filtro Gobe 2 Peak esaminato in precedenza, però, anche questo possiede un telaio realizzato in lega di alluminio e magnesio.

L’unica pecca è rappresentata dalla tipica vignettatura a X che si produce sugli obiettivi grandangolari; la classica ombra a croce comincia ad apparire quando si supera il fattore ND200 e si va accentuando sempre più man mano che ci si avvicina al fattore ND400.

 

Pro

Prezzo: Il costo del filtro ND variabile 1 Peak è decisamente competitivo su tutta la gamma delle misure, in particolar modo per i diametri “alti” come il 77 millimetri proposto nella nostra classifica.

Densità variabile: La possibilità di regolare il fattore ND lo rende estremamente versatile, sia per l’utilizzo prettamente fotografico sia per quello video; le prestazioni, però, sono di livello amatoriale.

Un occhio all’Ambiente: Anche questo filtro Gobe è accompagnato da un coupon che, una volta registrato sul sito, permette all’azienda di piantare cinque alberi in una zona fortemente colpita dalla deforestazione.

 

Contro

Ombreggiatura a X: Spingendosi sui fattori superiori a ND200, sulle ottiche grandangolari comincia a generare la tipica ombreggiatura a X causata dai polarizzatori incrociati.

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7. K&F Concept filtro ND quadrato fattore 64 a 6 stop

 

Al settimo posto troviamo un altro filtro ND prodotto dalla ditta K&F Concept, ma questa volta con un fattore di densità fisso ND64, con attenuazione della luce di sei stop. La caratteristica primaria di questo prodotto, però, è quella di essere quadrato e privo di telaio, quindi ideato apposta per l’utilizzo con gli obiettivi fisheye, i quali non consentono l’innesto dei normali filtri con il telaio.

Si tratta di una tipologia che di solito è estremamente costosa, in quanto utilizzata prevalentemente in ambito professionale; il suo pregio principale, quindi, consiste soprattutto nel fatto di essere disponibile a prezzo accessibile anche per la fascia di utenza amatoriale.

È realizzato in vetro ottico tedesco con rivestimento multistrato su entrambe le facciate, e le misure di 100 x 100 x 2 millimetri lo rendono compatibile con ottiche fino a un diametro massimo di 82 millimetri. La confezione include anche la custodia.

 

Pro

Economico: Il prezzo è decisamente vantaggioso rispetto alla media, soprattutto considerando che si tratta di un filtro quadrato; questa tipologia, infatti, arriva a costare anche parecchie centinaia di euro

Qualità tedesca: Il filtro K&F ND64 è realizzato con vetro ottico tedesco, quindi la qualità è a un buon livello; entrambe le superfici hanno il rivestimento nano a 20 strati, che oltre a ridurre i riflessi e i bagliori lo rende anche idrorepellente, antiolio, antipolvere e antigraffio.

Panorami ed eclissi: Questo filtro è consigliato soprattutto a chi ama fotografare i panorami con acqua e nuvole, per chi scatta foto di tramonti e per fotografare le eclissi solari.

 

Contro

Non neutro: Nonostante le buone premesse, il filtro a lastra K&F Concept non è del tutto neutro, per cui i colori non risultano fedeli ma con una predominanza di blu.

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8. Profox-Haida Slim ND3.0 1000x 52mm con tappo

 

In ultima posizione, invece, troviamo un prodotto di alta qualità realizzato dalla ditta cinese Haida, destinato però esclusivamente all’uso amatoriale e quindi caratterizzato da un livello di prestazioni inferiore rispetto ai filtri destinati all’uso professionale.

In ogni caso lo ND3.0 1000x è pur sempre un filtro Haida, quindi è realizzato in vetro ottico di alta qualità e può essere tranquillamente considerato il miglior filtro ND tra tutti quelli disponibili in commercio per uso amatoriale; anche se non è il più economico della sua categoria, inoltre, ha il pregio di possedere un prezzo tutto sommato accessibile.

La sua resa è a dir poco eccellente; ha un’attenuazione di 10 stop e a differenza di altri filtri ND amatoriali, l’Haida non produce vignettature o ombreggiature, nemmeno sulle ottiche grandangolari, e non ha alcuna dominanza cromatica. L’unica pecca, purtroppo, è quella di essere disponibile soltanto con l’innesto da 52 millimetri.

 

Pro

Qualità: La qualità dei vetri ottici Haida è di alto livello, anche quando si tratta di prodotti destinati all’uso amatoriale; in relazione agli altri filtri ND della stessa categoria, quindi, il Profox-Haida è uno dei migliori.

Slim: Le caratteristiche del filtro sono tali da offrire prestazioni superiori rispetto alla media, sia per quanto riguarda la neutralità e l’assenza di dominanti cromatiche sia nella produzione di vignettature, che sono del tutto assenti grazie al design Slim del telaio.

Tappo: La confezione include anche il tappo di protezione specifico con manici interni, disegnato apposta per adattarsi allo spessore ridotto del telaio.

 

Contro

Misure: Il filtro esaminato è disponibile solo nel diametro da 52mm; le altre misure, purtroppo, sono molto difficili da reperire.

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Guida per comprare un buon filtro ND

 

I filtri fotografici per uso professionale sono estremamente costosi, indipendentemente dalla loro tipologia, e questa premessa è di estrema importanza per capire come scegliere un buon filtro ND.

Le ditte produttrici e i prezzi

Prima di decidere quale filtro ND comprare è doveroso fare un po’ di chiarezza sulle diverse ditte produttrici del settore; è importante capire, infatti, che la qualità dei vetri ottici incide moltissimo sulle prestazioni dei filtri e che quelli più economici, anche se prodotti dalle ditte più blasonate, offrono comunque delle prestazioni limitate.

Una delle migliori ditte è la francese Cokin, la cui produzione era originariamente limitata ai soli filtri a lastre ma che di recente ha aggiunto anche i circolari; i filtri fotografici Cokin sono molto costosi e sono destinati esclusivamente ai fotografi professionisti e agli amatori più esigenti.

Le ditte cinesi NiSi e Haida, nonché la giapponese Hoya, sono altrettanto blasonate ma, a differenza della Cokin, producono sia filtri ad alte prestazioni per uso professionale, sia di medio livello per uso amatoriale, dal costo decisamente più accessibile.

Anche Canon, Nikon e Sony hanno una limitata produzione di filtri fotografici, ma come i Cokin sono decisamente costosi; tutte le altre marche, invece, sono economicamente accessibili ma hanno una resa qualitativa limitata, di conseguenza i loro filtri sono destinati alla fascia di utenza amatoriale meno esigente.

La differenza qualitativa che esiste tra i filtri ND professionali e quelli amatoriali di medio e basso livello, è di grande rilevanza sia per quanto riguarda le prestazioni sia dal punto di vista economico, ecco perché è importante conoscere quali sono le ditte più blasonate del settore4.

 

Il livello di prestazioni

Il filtro ND ha lo scopo primario di attenuare la luce che entra nell’obiettivo, e quindi di alterare i rapporti e le possibili combinazioni tra l’apertura del diaframma e il tempo di posa; proprio questa caratteristica, però, lo rende un filtro “difficile” da usare, in quanto richiede lunghi tempi di esposizione e se la qualità del vetro ottico non è di buon livello, incide negativamente sul grado di nitidezza dell’obiettivo.

Proprio per quest’ultima ragione, le ottiche maggiormente penalizzate dall’uso di un filtro ND di bassa qualità sono quelle standard, soprattutto gli obiettivi più economici che già in assenza di filtri e in condizioni di scarsa luce faticano a garantire un buon livello di nitidezza.

Escludendo i filtri ND professionali, che sono al top della qualità e delle prestazioni, bisogna fare molta attenzione a quelli disponibili nella fascia intermedia perché più si tende a lesinare al momento dell’acquisto e minore sarà la resa qualitativa del vetro ottico.

A meno di non avere particolari esigenze, o un grado di esperienza tale da permettere di compensare i limiti naturali del filtro giocando sulle impostazioni dei parametri di scatto, è preferibile orientarsi verso un filtro ND prodotto da un marchio affidabile, anche se il budget di spesa è limitato.

Caratteristiche del filtro ND

I filtri ND possono essere di due tipi: a densità costante e a densità variabile, e come abbiamo accennato prima non sono per niente facili da usare, soprattutto quelli a densità variabile. Le limitazioni comuni imposte da questo tipo di filtro sono ovviamente legate alla sua caratteristica principale, che è quella di attenuare la luce, quindi possono essere usati soltanto a determinate condizioni.

Ogni tipologia, inoltre, ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi; i filtri a densità costante, per esempio, hanno meno probabilità di produrre vignettature e hanno una resa finale superiore, ma per avere una certa versatilità si è costretti ad acquistare più filtri con diversi fattori ND, in modo da poter ampliare ulteriormente la gamma delle applicazioni possibili.

Il filtro a densità variabile, invece, è di gran lunga più versatile e riduce i costi, perché un singolo filtro può essere appunto regolato su diversi fattori di densità; lo svantaggio, invece, consiste nella maggiore probabilità che si producano vignettature, in particolar modo l’ombreggiatura centrale a croce prodotta dai polarizzatori incrociati.

Nei filtri ND più economici inoltre, indipendentemente dalla loro tipologia, è molto più facile riscontrare delle dominanze cromatiche, quindi la loro resa in termini di neutralità è leggermente inferiore rispetto ai filtri ND di fascia medio-alta.

 

 

 

Come funziona il filtro ND variabile

 

A differenza dei filtri ND costanti, che hanno un singolo fattore di densità, quello variabile può essere impostato a fattori di densità diversi; la regolazione avviene mediante l’apposita ghiera, come nei filtri polarizzatori circolari, che viene ruotata fino a raggiungere il fattore di densità richiesto.

Il vantaggio del variabile è quello di ridurre i costi, visto che elimina la necessità di acquistare più filtri a densità costante ma con diversi fattori; gli svantaggi, invece, sono rappresentati dalla tendenza a produrre vignettature. Se il filtro ND variabile è di bassa qualità, inoltre, aumenta anche la possibilità di generare la tipica ombreggiatura a croce al centro dell’inquadratura.

Come scattare con filtro ND

Per scattare foto con il filtro ND bisogna impostare tempi di posa prolungati, che a seconda dei casi possono superare anche i 30 secondi; di conseguenza è imprescindibile l’uso del treppiede e del telecomando, in modo da mantenere la fotocamera perfettamente immobile durante lo scatto.

Le letture dell’esposimetro interno della fotocamera, inoltre, sono condizionate dalla presenza del filtro ND, quindi è consigliabile impostare il diaframma e i valori EV in modo da sovraesporre leggermente la fotografia. Diversi tempi di posa, inoltre, daranno risultati diversi, quindi è importante provare diverse combinazioni di parametri per ogni singolo scatto.

 

Come usare il filtro ND 1000

Tra i diversi filtri ND esistenti, quello con fattore 1000 è il più difficile da usare perché è in grado di attenuare la luce fino a 10 stop. Usando i filtri con un fattore di densità inferiore, infatti, è ancora possibile vedere l’inquadratura attraverso il Live View, ma il vetro ottico di un ND 1000 è talmente scuro da oscurare del tutto l’inquadratura e rendere impossibile l’uso del mirino, ottico o elettronico che sia.

Di conseguenza bisogna posizionare la fotocamera sul cavalletto, scegliere l’inquadratura desiderata, impostare il diaframma, la compensazione EV e il tempo di posa, prima ancora di montare il filtro sull’obiettivo.

L’unica eccezione a questa regola si verifica quando si devono scattare foto di una eclisse solare; in questo caso è consigliabile montare l’ND 1000 sull’obiettivo prima di puntarla verso il sole, e solo dopo impostare i parametri di scatto.

 

 

 

Domande frequenti

 

A cosa serve il filtro ND?

Il filtro ND serve ad attenuare la luce, e quindi a scattare foto a lunga esposizione in condizioni di luminosità estrema. In questo modo è possibile ammorbidire notevolmente l’effetto sfocato prodotto dai soggetti in movimento, di conseguenza è usato soprattutto per i generi di fotografia artistica e creativa.

Un classico esempio degli effetti generati dal filtro ND sono rappresentati dalle fotografie dove l’acqua, in particolar modo le cascate e la superficie dei laghi, assumono quel caratteristico effetto “setoso”, oppure creare effetti di mosso dinamico per ottenere le scie dai veicoli, dalle luci o dalle nuvole in movimento.

Quanto costa un filtro ND?

Il prezzo di un filtro ND può variare in base a una serie di fattori diversi: la qualità del vetro ottico, le dimensioni, il fattore ND e la tipologia. I più economici possono costare anche 10-15 euro, ma ovviamente sono caratterizzati da una qualità inferiore, da una resa minore per quanto riguarda la neutralità cromatica e da una maggiore tendenza a produrre vignettature e ombreggiature su determinati tipi di obiettivi.

Nella fascia di prezzo che va dai 30 ai 60 euro circa si possono trovare dei filtri ND di media qualità prodotti da marchi notoriamente affidabili, caratterizzati da un vetro ottico di buon livello ma sempre destinati all’uso amatoriale.

I filtri ND per uso professionale, invece, sono decisamente più costosi; il prezzo minimo per un singolo filtro, infatti, parte dai 60-70 euro è può superare perfino i 200 euro. I modelli a lastra, inoltre, sono tendenzialmente più cari in quanto non sono limitati dalla dimensione e possono essere usati con obiettivi dal diametro diverso.

 

 

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I 7 migliori TV Samsung del 2020

 

TV Samsung – Opinioni, Analisi e Guida all’Acquisto

 

L’acquisto del nuovo televisore è sempre un momento eccitante poiché ci si confronta con le nuove tecnologie disponibili sul mercato. Tra i prodotti che ci hanno maggiormente convinto troviamo Samsung TV 32” N5370, classico nella sua risoluzione Full HD ma estremamente economico e per tutte le tasche, seguito da Samsung Q64R QLED Smart TV 55”, modello di nuova concezione che presenta il pannello QLED con tecnologia Quantum Dot.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

I 7 migliori TV Samsung – Classifica 2020

 

Gli utenti indecisi su quale TV Samsung comprare dovrebbero dare un’occhiata alle nostre recensioni, che trovate direttamente qui in basso. Abbiamo selezionato per voi, tenendo conto del grado di soddisfazione degli acquirenti, i migliori TV Samsung del 2020, potrete così scegliere facilmente quello più adatto alle vostre esigenze.

 

 

TV Samsung 32 pollici

 

1. Samsung TV 32” Full HD N5370

 

Il primo dispositivo che prendiamo in considerazione fa parte della Serie 5 N5370 ed è un TV Samsung 32 pollici, adatto a qualsiasi tipo di ambiente grazie alle sue dimensioni contenute. Può essere posizionato infatti comodamente in cucina, in camera da letto, in quella dei propri figli o anche nel salotto, offrendo comunque una qualità visiva notevole grazie alla tecnologia Full HD.

Tra le caratteristiche aggiuntive interessanti troviamo invece lo HDR, per avere una gamma di colori dettagliata e realistica, il Micro Dimming Pro che divide lo schermo in tante piccole zone e calcola il giusto contrasto con neri profondi e bianchi immacolati oppure la Ultra Clean View che, grazie a un algoritmo, elimina eventuali distorsioni delle immagini.

Il prezzo è interessante soprattutto se prendiamo in considerazione che si tratta di uno Smart TV, ovvero con capacità di accesso alla rete internet per il download di applicazioni per la visione di contenuti in streaming, eliminando così la necessità di acquistare un TV Box separato.

 

Pro

Qualità delle immagini: Grazie al Full HD e alle tecnologie messe in campo da Samsung per i propri televisori, la resa globale è soddisfacente anche per gli utenti più esperti nel campo.

Smart TV: Può collegarsi a internet sfruttando la connessione casalinga in modo da scaricare varie applicazioni come Youtube, Rai Play, Netflix e simili.

Prezzi bassi: Dal momento che parliamo di un pannello FHD e non UHD, il costo è decisamente contenuto, rivelandosi un affare per chi vuole spendere poco.

 

Contro

Software: Unica nota negativa poiché lento e macchinoso, bisogna avere pazienza quando si accede alla gestione delle applicazioni, in particolare Prime Video di Amazon.

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TV Samsung QLED

 

2. Samsung Q64R QLED Smart TV 55” Ultra HD

 

Al secondo posto troviamo un prodotto in grado di reggere il nuovo standard qualitativo per la risoluzione, ovvero il 4K, spesso chiamato anche Ultra HD per differenziarlo dal precedente Full HD. Il TV Samsung QLED sfrutta anche una tecnologia denominata Quantum Dot, costituita da punti di colore di dimensioni differenti, 1.0 nm per il blu fino a 3.0 nm per il rosso. 

Ciò comporta una maggiore efficienza e migliore qualità dell’immagine, eliminando il problema del Burn-in, ovvero un difetto permanente del pannello che spesso affligge invece la tecnologia OLED.

Il pannello è importante, parliamo infatti di un 55 pollici, non adatto quindi a tutti gli ambienti ma pensato per ampi salotti o stanze da letto più grandi della media. Una trovata estremamente interessante è la funzione Ambient Mode, che consente allo schermo di mimetizzarsi con il design della stanza e invece di vedere lo schermo nero quando il TV è in standby potrete impostare la vostra immagine preferita.

 

Pro

Ultra HD: Chi non ne può più del Full HD e vuole effettuare il passaggio al 4K per godere di trasmissioni, film e serie TV con la nuova risoluzione, troverà nel prodotto Samsung una valida opzione.

QLED: La nuova tecnologia che sfrutta i Quantum Dot elimina completamente i problemi di burn-in che hanno gli schermi OLED.

Connettività: Con ben quattro slot HDMI potrete collegare dispositivi d’ogni tipo mentre le due porte USB consentono l’aggancio di HDD esterni.

 

Contro

Audio: Trattandosi di un TV di fascia elevata ci si sarebbe aspettati un comparto audio migliore, invece risulta un po’ al di sotto della media, costringendo a collegarlo a delle casse indipendenti per una resa efficiente.

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TV Samsung Serie 7

 

3. Samsung NU7090 UHD Flat Smart Serie 7 43”

 

Tra le offerte non poteva mancare il TV Samsung Serie 7, uno dei più apprezzati degli ultimi anni per il suo eccellente rapporto qualità/prezzo. Parliamo di un televisore con pannello Ultra HD, ovvero con risoluzione di 3.840 x 2.160 pixel, e una classe di efficienza energetica di tipo A, per ridurre i consumi.

Come di consuetudine da qualche anno a questa parte, troviamo varie tecnologie volte a migliorare la resa cromatica come HDR, acronimo che sta per High Dynamic Range e il PurColor, tutte e due pensate per restituire colori brillanti e quanto più naturali possibile.

Se siete amanti di serie TV da vedere in streaming con familiari o amici potete contare sul supporto alla rete internet, tramite la quale potrete scaricare applicazioni come Netflix, Youtube, Amazon Prime Video e così via.

Rispetto ad altri TV di fascia elevata abbiamo una quantità di porte HDMI inferiore, solo due in questo caso e manca inoltre il modulo bluetooth per poter collegare dispositivi di controllo aggiuntivi.

 

Pro

Smart TV: Un prodotto entry level per chi vuole entrare nel mondo dei televisori intelligenti, con supporto alla maggior parte delle applicazioni per lo streaming video.

Ultra HD: La risoluzione del pannello è di 3.840 x 2.160 pixel, quindi il nuovo standard 4K che a breve sostituirà completamente il Full HD.

Cornice: Con il design Slim il TV può essere posizionato in qualsiasi ambiente, anche quelli più moderni, senza ingombrare o risultare fuori posto.

 

Contro

Bianchi e neri: Non hanno una resa perfetta poiché mancano alcuni accorgimenti tecnologici in grado di bilanciarli al meglio. Ricordiamo comunque che si tratta di un TV budget per chi vuole entrare nel mondo del 4K senza spendere troppo.

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TV Samsung 55 pollici

 

4. Samsung Smart TV 55”Serie TU7190 Crystal 4K

 

Gli utenti che vogliono un prodotto di dimensioni notevoli dovrebbero prendere in considerazione, tra quelli venduti online, il TV Samsung 55 pollici. Analizzando il dispositivo notiamo subito una classe di efficienza energetica superiore alla media, ovvero A+, che consente di risparmiare qualcosa sulla bolletta dell’elettricità, soprattutto se usate molto il dispositivo.

Il pannello è in grado di offrire una risoluzione 4K, ovvero Ultra HD, grazie al chip Crystal che ottimizza automaticamente non solo la risoluzione ma gestisce autonomamente anche i colori e lo High Dynamic Range, per il massimo della qualità.

Interessante la possibilità di interagire con il TV tramite assistenti vocali, tra quelli compatibili troviamo Alexa di Amazon, Google Assistant e persino Bixby. Per chi fosse indeciso poiché preoccupato per il digitale terrestre 2.0, il prodotto è già predisposto per questo nuovo standard, non dovrete dunque preoccuparvi di acquistare in un secondo momento degli inestetici set TV box.

 

Pro

Costo: Dal momento che parliamo di uno Smart TV con pannello da ben 55 pollici e in grado di visualizzare immagini in 4K, il prezzo è decisamente competitivo.

Design: La cornice del pannello è sottile e anche i supporti nella parte inferiore non ingombrano eccessivamente, rivelandosi un prodotto in grado di adattarsi al meglio in qualsiasi ambiente.

Consumo energetico: Rientrando nella categoria A+ è tra i migliori della nostra classifica in tal senso. Ottimo per chi vuole mitigare l’impatto in bolletta.

 

Contro

Telecomando: Poco aggiornato e ricorda troppo i vecchi modelli. Gli utenti non ne sono rimasti entusiasti, unica pecca in un altresì ottimo dispositivo.

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TV Samsung 50 pollici

 

5. Samsung Smart TV 4K Ultra HD 50” RU7450

 

Il modello RU7450 è un TV Samsung 50 pollici che si configura attualmente come uno dei più venduti. Da cosa deriva però tale successo? Innanzitutto bisogna considerare che si tratta di un prodotto con pannello Ultra HD, quindi adatto non solo per godere della massima qualità oggigiorno disponibile per film e serie TV, ma anche per gli amanti dei videogiochi che possiedono console di ultima generazione. 

Un’ampia gamma di utenti che puntano innanzitutto alla resa delle immagini, in questo caso notevole grazie anche all’implementazione di tecnologie come HDR per un’ampia gamma di colori, Dynamic Crystal Color affinché questi siano realistici e infine UHD Dimming per l’ottimizzazione in tempo reale dei livelli di nero e bianco.

Se a questo aggiungiamo anche un design sottile ed elegante, l’integrazione con assistenti vocali come Amazon Alexa e Google Assistant, allora possiamo immediatamente capire il successo del dispositivo. L’unico aspetto negativo da segnalare è nella connettività Wi-Fi, disponibile solo sulla affollata frequenza a 2,4 GHz.

 

Pro

Tecnologie: Quelle applicate al TV Samsung sono le migliori sul mercato, a partire dallo HDR fino allo UHD Dimming che regola al meglio e in tempo reale i livelli di contrasto.

Assistenti vocali: L’integrazione è presente anche se basilare, si può infatti accendere o spegnere il TV e regolare il volume sia con Alexa di Amazon sia con Google Assistant.

Smart TV: La possibilità di utilizzare applicazioni come Netflix, Amazon Prime Video o Timvision è ormai una caratteristica standard che tutti i TV di nuova generazione devono possedere.

 

Contro

Plastiche: Quelle posteriori sembrano poco robuste, avremmo preferito una maggiore cura in questo ambito soprattutto se consideriamo che si tratta di un TV di fascia medio-alta.

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TV Samsung 24 pollici

 

6. Samsung N4300 Smart TV 24” HD Ready Wi-Fi

 

Se effettuiamo una comparazione con gli altri dispositivi della nostra classifica notiamo subito che il TV Samsung 24 pollici è tecnologicamente un po’ indietro, a partire dal pannello HD Ready, con un output di risoluzione quindi pari a 1.280 x 720 pixel, uno standard ormai superato da tempo. Il motivo per cui riesce ancora a far parlare di sé è naturalmente il prezzo, rivelandosi il più economico della nostra lista ma chi dovrebbe prendere in considerazione un televisore di questa tipologia?

La risposta è semplice, tutti gli utenti che vogliono aggiungere un TV nella stanza degli ospiti, per esempio, oppure per quella dei propri figli dove non è necessario vi sia una resa qualitativa estrema ma possa visualizzare i programmi preferiti dei più piccoli. 

A tal proposito, parliamo di un televisore Smart, in grado di installare quindi applicazioni come Netflix e Disney+ ma consigliamo comunque di usufruire di impostazioni per il Parental Control per bloccare l’accesso a determinati contenuti.

 

Pro

Prezzo: Si rivela uno tra i televisori più economici del brand Samsung, perfetto per chi ha un budget limitato o possiede già un televisore 4K in casa.

Smart: Grazie alla connettività con la rete internet casalinga è possibile usufruire di applicazioni come Netflix, Now TV, Dazn e altre per lo streaming video.

Altri utilizzi: Il dispositivo, secondo i pareri espressi dai consumatori, può anche essere sfruttato come monitor a basso costo per il PC.

 

Contro

Design: Non si rivela particolarmente curato e presenta un piedistallo ingombrante e dall’aspetto eccessivamente antiquato.

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TV Samsung 49 pollici

 

7. Samsung Serie Q64R QLED Smart TV 49” Ultra HD

 

Dopo aver visto alcune delle offerte più popolari non possiamo non analizzare anche il nuovo TV Samsung 49 pollici che sfrutta la tecnologia QLED, ovvero Quantum Dot, in grado di offrire un volume di colore massimo per la migliore resa cromatica attualmente sul mercato.

La qualità innegabile del pannello si va ad aggiungere a tutte le tecnologie classiche come HDR, o High Dynamic Range, l’AI Upscaling per portare a 4K tutti i contenuti che non lo sono, la modalità Intelligent che regola la luminosità e il volume in base all’ambiente in cui si trova il TV, caratteristiche che rendono questo apparecchio una scelta ideale per chi ama film, serie TV, documentari, videogiochi e qualsiasi altro contenuto al massimo delle sue potenzialità.

Per scoprire dove acquistare il dispositivo non vi resta altro da fare che cliccare sul link sottostante, tenendo presente che il telecomando, però, non è dei migliori e si rivela secondo gli utenti poco comodo e performante.

 

Pro

UHD: Non sarà il miglior TV Samsung per chi vuole qualcosa a basso costo, tuttavia la risoluzione 4K del pannello lo rende ideale per chi vuole usufruire della nuova tecnologia.

Gaming: Il dispositivo dà il meglio di sé con videogiochi e console poiché è dotato di tecnologia AI Upscaling, in grado di portare a una risoluzione più elevata i contenuti che non sono originariamente in 4K.

Colori: La resa cromatica globale è di qualità elevata, fattore restituito soprattutto grazie alla tecnologia Samsung QLED.

 

Contro

Telecomando: Ovvero come perdersi nel proverbiale bicchier d’acqua, il telecomando non è particolarmente apprezzato dai consumatori per le sue dimensioni e funzionalità.

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Accessori

 

Telecomando per TV Samsung

 

Samsung BN59-01242A telecomando di ricambio per TV

 

Capita spesso che il telecomando per TV Samsung disponibile all’interno della confezione col tempo si deteriori o, nei casi più gravi, venga letteralmente distrutto dai propri amici a quattro zampe o anche dai propri figli. Se siete incappati in un incidente di questo tipo, o semplicemente volete sostituire il telecomando di serie con uno più semplice da utilizzare, potete contare sul prodotto BN59-01242A, originale e compatibile con una vasta gamma di modelli, visualizzabili cliccando sul link sottostante.

Potete trovare il tasto di accensione/spegnimento, quello per visualizzare il menu e la tastiera direzionale per orientarvi al meglio. Manca però la selezione numerica, che sarà visibile a schermo sulla tastiera virtuale.

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Come scegliere i migliori TV Samsung

 

I motivi per cui potreste decidere di sostituire il vostro televisore sono molteplici, si va da un semplice malfunzionamento al desiderio di avvalersi delle nuove tecnologie nell’ambito. Con questa nostra guida riuscirete a capire come scegliere un buon TV Samsung affidandovi non solo al prezzo di vendita più basso ma anche alle caratteristiche individuali dei dispositivi sul mercato.

Grandezza

La prima variabile da considerare nella scelta del TV, ovvero quali sono le dimensioni del prodotto che avete intenzione di acquistare. Come ben saprete i televisori si dividono in categorie diverse in base alla grandezza in pollici del display, da quelli più piccoli, come per esempio i 24 pollici, fino ai più grandi che superano i 55 pollici. 

Per capire quale possa fare al caso vostro dovrete verificare lo spazio a disposizione nella stanza in cui verrà installato il prodotto. Se per esempio parliamo di un ampio salone, dove il divano o le sedute che normalmente occupate sono distanti dal display, allora è meglio optare per un apparecchio che abbia una grandezza superiore ai 43 pollici, viceversa se il televisore è destinato alla stanza dei vostri figli, quella degli ospiti, la cucina, allora potreste anche scegliere qualcosa dallo schermo più contenuto.

 

Risoluzione

La qualità delle immagini è decretata dalla risoluzione massima raggiungibile dal display. Lo standard attuale è il Full HD anche se si sta spostando velocemente sulla nuova risoluzione chiamata 4K o Ultra HD. Acquistare oggi un TV FHD è economico e offre ancora una buona resa, soprattutto se consideriamo che i programmi TV non si sono ancora allineati a tale standard e passerà ancora molto tempo prima che siano disponibili tutti in UHD. 

D’altro canto però, gli utenti che sfruttano il TV per video in streaming o gaming con console da gioco potrebbero preferire il 4K poiché sono sempre maggiori le offerte in tal senso. Il costo dei televisori Ultra HD è diminuito molto nel corso degli ultimi anni e potrebbe essere quindi una buona idea investire proprio ora su questa tecnologia.

 

Smart TV

Chi ha un televisore ormai datato, potrebbe non sapere che i nuovi TV sono dotati di funzionalità Smart, proprio come i telefoni cellulari sono infatti capaci di collegarsi alla rete internet casalinga per offrire la possibilità di navigare tramite browser o accedere a un catalogo di applicazioni per video streaming come Netflix, Youtube, Amazon Prime Video, Timvision e così via.

Il vantaggio della Smart TV è palese, non avrete infatti bisogno di alcun Set TV box che possa aumentarne le funzionalità, lasciando libere le porte HDMI e USB per collegare altri dispositivi come hard disk esterni, mouse, tastiere e altre periferiche che ne rendano più comodo l’utilizzo.

Naturalmente prima di effettuare l’acquisto vi consigliamo di leggere con attenzione le nostre recensioni e le schede tecniche dei singoli prodotti dal momento che non tutti i TV sul mercato sono Smart e anche tra questi ultimi vi sono delle differenze di compatibilità con le applicazioni più popolari.

Connettività

Potrebbe sembrare poco importante ma un ulteriore dettaglio da non sottovalutare è la quantità di porte e slot disponibili sul retro del televisore. Si va da un minimo di una porta HDMI e una USB fino a tre di ogni tipo, i videogiocatori per esempio dovrebbero assicurarsi che vi siano almeno due porte HDMI, per collegare simultaneamente tutte le proprie console da gioco preferite, lo stesso discorso si applica a chi vuole avere sempre disponibile un catalogo multimediale composto da file video o DVD/Blu-ray, una porta HDMI dovrebbe quindi essere deputata per il lettore mentre almeno un paio di slot USB possono ospitare hard disk per la gestione di tutti i propri file.

 

 

 

Come usare un TV Samsung

 

Come sintonizzare i canali sui TV Samsung

Se avete appena acquistato e collegato un TV Samsung, il passo successivo è quello di effettuare la sintonizzazione dei canali per vedere i vostri programmi preferiti. La prima cosa da fare è assicurarsi che il televisore sia collegato e acceso, tramite il telecomando poi dovrete premere il pulsante Menu e selezionare la voce Impostazioni e poi Trasmissione o Canali.

Da questa nuova schermata avrete accesso a due tipi di operazioni: la sintonizzazione automatica, per chi non ha tempo da perdere e vuole ottenere tutti i canali standard, e quella manuale, utile nel caso siate alla ricerca di uno specifico canale non ancora memorizzato.

Come prima procedura vi invitiamo sempre a svolgere la sintonizzazione automatica, poiché salverà in modo del tutto autonomo i canali più importanti. Selezionata la voce relativa premete Ok sul telecomando e attendente il termine della procedura. Di solito richiede almeno cinque minuti, al termine dei quali il TV vi informerà di aver completato l’operazione.

 

 

Come installare IPTV su Smart TV Samsung

L’IPTV, per chi non fosse informato in merito, è un acronimo che sta per Internet Protocol Television ed è un modo per vedere i programmi televisivi tramite internet. Il primo passaggio dunque è proprio quello di far sì che il proprio TV abbia accesso alla rete, collegandolo al Wi-Fi di casa accedendo al menu delle impostazioni. 

Selezionate quindi il nome della vostra connessione e inserite la password che potete trovare sull’adesivo sotto il modem/router, terminato questo passaggio sarà necessario scaricare un’app per IPTV tra quelle disponibili sui negozi virtuali come UNO IPTV, ILIRIA IPTV, SS IPTV e simili.

Per chi volesse invece accedere ad app alternative come Smart IPTV sarà necessario scaricare l’applicazione su un PC e trasferirla su una chiavetta USB, questa dovrà poi essere inserita nello slot del TV ed effettuare l’installazione da fonte esterna. Ricordiamo però che si tratta di app esterne non certificate dallo store Samsung, l’operazione va quindi eseguita a proprio rischio e pericolo.

Completata l’installazione l’app sarà visibile nell’elenco e potrete accedervi per effettuare la configurazione e indicare quali canali avete intenzione di visualizzare.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come attivare lo screen mirroring su TV Samsung?

Per sfruttare questa funzionalità sul proprio televisore Samsung e riuscire a visualizzare sul display lo schermo del proprio smartphone è necessario attivarla sul dispositivo mobile. Recatevi innanzitutto nelle impostazioni Wi-Fi e, premendo sul tab Avanzate selezionate Dispositivi Wireless e verificate che sia presente il nome del TV. 

Toccate la voce relativa e confermate il collegamento, in questo modo potrete vedere sullo schermo ciò che avviene su smartphone, compresa la visione di video o immagini. Se il nome del televisore non dovesse apparire, assicuratevi di attivare la funzione sul TV, recandovi nel menu e nelle impostazioni. In questa schermata accedete a Network e selezionate Wi-Fi Direct, confermando la selezione.

Come scaricare App su Smart TV Samsung?

Prima di poter scaricare le applicazioni sul vostro nuovo Smart TV dovrete collegare il televisore alla rete internet di casa. Per farlo avete due opzioni: tramite Wi-Fi se supportato o tramite cavo LAN. La seconda è sicuramente la scelta preferibile, tuttavia se il modem è lontano ed è difficile effettuare una connessione cablata, potrete selezionare l’opzione wireless inserendo la password della connessione quando richiesta. 

Dopo questa fase iniziale dovrete accedere al catalogo di applicazioni premendo Smart Hub sul proprio telecomando. A questo punto potrete vedere varie sezioni come Novità, Popolari, Giochi, Video e simili, da sfogliare per scoprire quali applicazioni scaricare. Se conoscete già il nome dell’app che desiderate, invece, vi basterà inserirlo nel tab di ricerca.

 

Come resettare un TV Samsung?

Per riportare il televisore alle impostazioni di fabbrica è possibile premere una combinazione di tasti che vi farà accedere a tale operazione. Generalmente la sequenza è la seguente: Mute, 1, 8, 2, Power anche se esistono delle combinazioni alternative in base al modello di TV che avete acquistato. Per verificare quale sia quello corretto potete dare una rapida occhiata al manuale del TV Samsung in vostro possesso dove è chiaramente riportato il codice giusto.

Nel menu che vi apparirà a schermo dovrete selezionare la voce Factory Reset e premere il pulsante Ok per iniziare la procedura. Quando il TV si spegnerà sarà riportato alle impostazioni originali, pronto per essere nuovamente configurato.

 

Come collegare il telefono al TV Samsung?

Il vostro smartphone può essere collegato al televisore tramite due operazioni: quella wireless tramite l’applicazione SmartThings oppure con cavo HDMI/USB. La prima è sicuramente quella più semplice ma bisogna verificare la compatibilità del televisore con l’app. Se dovesse essere supportata potrete scaricarla su smartphone Android dal Play Store a titolo completamente gratuito. 

Aprendola, se il telefono è sulla stessa rete Wi-Fi del TV, vi apparirà il nome di quest’ultimo e tutto ciò che dovrete fare è selezionarlo per completare l’operazione di collegamento. Con il cavo invece avrete bisogno di una porta HDMI libera sul televisore, mentre l’altro capo del filo deve essere inserito nella porta di ricarica dello smartphone. In questo modo avrete effettuato la connessione diretta per visualizzare lo schermo mobile sul display del TV.

 

 

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Le 8 migliori reflex Canon del 2020

 

Reflex Canon – Guida agli acquisti, Opinioni e Comparazioni

 

Fin dalla loro apparizione le reflex sono sempre state le macchine fotografiche per eccellenza, e quelle prodotte dalla ditta giapponese Canon sono tra le più diffuse, sia in ambito amatoriale sia professionale. Nella nostra guida all’acquisto troverete ulteriori approfondimenti su questi prodoti; nella classifica, inoltre, sono recensiti i modelli più diffusi tra tutti quelli attualmente in commercio. Le reflex che hanno riscosso il maggior successo sono soprattutto la EOS 2000D, il modello top della fascia entry level che è apprezzato soprattutto dalla fascia di utenza generica, e la EOS 250D, una fotocamera amatoriale base molto apprezzata per le sue dimensioni compatte.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
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Le 8 migliori reflex Canon – Classifica 2020

 

Ai primi posti non si trovano le reflex dalle prestazioni migliori, ma quelle dal prezzo più accessibile; la maggior parte degli acquirenti, infatti, è costituita da principianti e fotoamatori mediamente esperti.

 

 

1. Canon EOS 2000D kit con obiettivo 18-55mm IS II

 

Al primo posto, tra i diversi modelli venduti online, troviamo la EOS 2000D nella confezione kit che include anche l’obiettivo EF-S 18-55mm IS Mark II, l’ottica standard che viene fornita in bundle insieme alle reflex Canon di categoria entry level e amatoriale.

La 2000D è il modello top della categoria entry level, di conseguenza pur essendo una fotocamera che permette di gestire manualmente tutti i parametri di scatto, questi ultimi hanno un range di regolazioni limitato. La sensibilità, per esempio, è espandibile fino a un massimo di 12.800 ISO e il sistema di messa a fuoco automatica è limitato a nove punti. 

Queste caratteristiche la rendono ideale per i principianti, che possono imparare i rudimenti della fotografia manuale in modo semplice e senza le complicazioni tipiche delle reflex dalle caratteristiche avanzate. L’ulteriore vantaggio è rappresentato dal costo; tra le diverse proposte di Canon, infatti, la 2000D è il modello più economico.

 

Pro

Prezzo: Tra i vari modelli esaminati nella nostra classifica, la EOS 2000D è quella caratterizzata dal prezzo più basso; questa caratteristica la rende facilmente accessibile e infatti è uno dei modelli più venduti.

Facile da usare: Il campo di regolazioni limitato la rende estremamente semplice da usare, e infatti è una reflex progettata apposta per dare modo ai principianti di imparare in modo semplice come scattare le foto manualmente.

Kit: A differenza dei modelli di fascia alta, la confezione kit include anche un obiettivo intercambiabile, e nella fattispecie il Canon EF-S 18-55mm IS II. Quest’ottica è ottima perché può essere usata in diverse circostanze, inoltre è anche stabilizzata.

 

Contro

Prestazioni: È una entry level quindi le prestazioni sono naturalmente limitate; è consigliata soltanto a chi non ha alcuna esperienza con questo tipo di fotocamere.

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2. Canon EOS 250D kit con obiettivo EF-S 18-55mm III

 

Salendo di un gradino e spostandoci sulle reflex Canon di categoria amatoriale disponibili a prezzi bassi, invece, troviamo la EOS 250D, un modello che si distingue soprattutto per le sue dimensioni compatte. Si tratta infatti di una delle reflex digitali più piccole e leggere mai prodotte, infatti misura appena 122,4 x 92,6 x 69,8 millimetri, e ha un peso di circa 450 grammi.

Le sue prestazioni sono leggermente superiori rispetto alla 2000D; la sensibilità è espandibile fino a 51.200 ISO infatti, e invece di essere limitata al formato video Full HD raggiunge quello 4K Ultra HD; il display LCD, inoltre, invece di essere fisso è orientabile e possiede anche la modalità Live View, con un autofocus esteso a 63 punti oltre ai 9 a croce disposti al centro.

La 250D è quindi destinata ai principianti più esigenti e a coloro che hanno già una conoscenza teorica di base della fotografia manuale.

 

Pro

Compatta: La EOS 250D è apprezzata soprattutto da coloro che viaggiano spesso, per lavoro o vacanze, e quindi preferiscono avere una reflex che non occupi troppo spazio e non sia pesante.

UHD: L’ulteriore vantaggio della 250D è quello di essere in grado di registrare video in alta definizione nel formato 4K Ultra HD; funzionalità che di solito è preclusa alle fotocamere di categoria amatoriale.

Display: Un’altra caratteristica estremamente apprezzata, inoltre, è la presenza del display che oltre a possedere la funzionalità Live View è anche orientabile, e permette di scattare foto da qualsiasi angolazione.

 

Contro

Ottica: L’obiettivo in dotazione è il 18-55mm Mark III. La nitidezza e la qualità dell’ottica sono incrementate rispetto alle versioni precedenti, ma è privo dello stabilizzatore IS.

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3. Canon EOS 800D kit con obiettivo EF-S 18-55mm IS STM

 

Anche la EOS 800D appartiene alla categoria amatoriale, ma in comparazione alla 250D esaminata in precedenza è un po’ più grande e pesante.

Nonostante sia stato introdotto da poco il nuovo modello 850D, secondo i pareri degli acquirenti la 800D rimane ancora la migliore reflex Canon disponibile nella fascia amatoriale; le prestazioni infatti, a eccezione per la risoluzione video che nella 850D arriva al formato 4K UHD, sono pressoché analoghe, ma il prezzo è decisamente inferiore rispetto alla versione più recente, il cui costo supera di poco i 1.000 euro.

La 800D, in compenso, ha il pregio di essere una reflex sofisticata ma facile da usare; il software di gestione infatti, oltre all’interfaccia standard Canon, permette di impostare un secondo tipo di interfaccia semplificato, quindi adatto anche ai principianti. L’ulteriore vantaggio consiste nell’obiettivo incluso nel kit: il 18-55mm IS STM, caratterizzato dal motore ultrasonico che rende l’autofocus fluido e silenzioso.

 

Pro

Prestazioni: Oltre al sensore CMOS da 24,2 megapixel, diventato ormai standard anche sulle reflex Canon di fascia amatoriale, la 800D è caratterizzata dall’eccellente processore DIGIC 7, usato anche dai modelli professionali.

Doppia interfaccia: La possibilità di impostare l’interfaccia menù semplificata, rispetto a quella standard Canon, rende la 800D adatta anche ai principianti che non hanno alcuna esperienza di fotografia manuale.

Kit: L’obiettivo EF-S 18-55mm incluso nel kit è la versione IS STM, quindi possiede sia lo stabilizzatore sia il motore a ultrasuoni, che rende la messa a fuoco automatica più fluida e silenziosa.

 

Contro

Risoluzione video: L’unico aspetto sostanziale in cui si dimostra inferiore alla nuova EOS 850D, purtroppo, è la risoluzione video, che è limitata al formato Full HD.

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4. Canon EOS 77D con obiettivo EF-S 18-55mm IS STM

 

Con la EOS 77D ci affacciamo alla categoria delle reflex Canon semi-professionali, della quale è il modello base; le prestazioni offerte da questa fotocamera, quindi, sono adatte soprattutto ai fotoamatori esperti che però hanno a disposizione un budget di spesa limitato.

La 77D, infatti, ha un costo leggermente superiore rispetto alla 800D, ma ancora inferiore se paragonato a quello della 850D, che invece è di classe amatoriale. Le sue caratteristiche distintive, rispetto al modello esaminato in precedenza, sono il frame rate dei video Full HD, che è raddoppiato, e la capacità di supportare le modalità di registrazione HDR e Time Lapse. 

Integra anche il Bluetooth e il protocollo NFC per il trasferimento rapido dei dati, e il processore DIGIC 7 garantisce elevate prestazioni nell’elaborazione delle immagini. Il kit include l’obiettivo 18-55mm stabilizzato e dotato di motore ultrasonico; l’unica pecca invece, è l’autonomia della batteria, molto limitata in modalità video.

 

Pro

DIGIC 7: Il motore di elaborazione delle immagini è il processore DIGIC di settima generazione, lo stesso utilizzato anche da alcune reflex Canon di categoria professionale e che assicura prestazioni avanzate.

Frame Rate: Nei modelli delle categorie inferiori, il frame rate delle registrazioni video in alta definizione non supera i 30 fotogrammi per secondo; nella 77D, invece, arriva a 60 fotogrammi per secondo.

AF e Time Lapse: Grazie all’obiettivo 18-55mm IS STM, la messa a fuoco automatica è più veloce e anche più silenziosa; inoltre integra la funzionalità che permette di realizzare i video in Time Lapse.

 

Contro

Batteria: L’autonomia della batteria, purtroppo, è alquanto limitata, soprattutto se la fotocamera viene adoperata spesso per le riprese video.

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5. Canon EOS 7D Mark II solo corpo macchina

 

La EOS 7D Mark II è il modello base delle reflex Canon di categoria professionale, ed è anche l’unica fotocamera di questo segmento a equipaggiare il sensore di formato ridotto APS-C.

Nonostante questo ne limiti effettivamente la fruibilità d’uso in ambito professionale, la 7D Mark II rimane una fotocamera dalle prestazioni avanzate, e quindi dal costo altrettanto “importante” che, peraltro, è relativo al solo corpo macchina. Nonostante tutto questa reflex Canon si distingue per sue prestazioni superiori, garantite dal motore di elaborazione delle immagini costituito da ben due processori DIGIC 6 che lavorano in parallelo, e dalla presenza del doppio slot per schede di memoria, sia in formato SD sia CF.

Anche se è un prodotto di nicchia destinato ai fotoamatori più esperti ed esigenti, quindi, si colloca comunque un gradino più in alto rispetto alla più recente EOS 90D, nonostante quest’ultima sia più conveniente dal punto di vista economico.

 

Pro

Professionale: Nonostante il sensore della 7D Mark II sia in formato APS-C, la fotocamera appartiene a tutti gli effetti alla categoria delle reflex professionali Canon; infatti la confezione base è costituita dal solo corpo macchina.

Doppio processore: La potenza di elaborazione è uno dei suoi punti di forza, grazie alla presenza di due processori DIGIC 6 che lavorano in parallelo per garantire il massimo delle prestazioni, sia foto sia video.

Doppio slot di memoria: Che si tratti di una reflex professionale è sottolineato anche dalla presenza di due slot di memoria invece di uno soltanto, compatibili sia con le schede SD sia CF.

 

Contro

APS-C: L’unica “anomalia” della 7D Mark II è il formato del sensore delle immagini, che invece di essere Full Frame è quello ridotto APS-C.

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6. Canon EOS 90D kit con obiettivo 18-55mm IS STM

 

Il vantaggio principale della EOS 90D è quello di offrire, a un costo di poco inferiore rispetto alla 7D Mark II, non solo il corpo macchina ma anche l’obiettivo EF-S 18-55mm dotato di stabilizzatore e motore a ultrasuoni.

La 90D rappresenta il modello di punta, nonché il più recente, delle reflex semi-professionali Canon, ed è quindi una fotocamera avanzata sotto tutti gli aspetti. Monta infatti un sensore CMOS da 32,5 megapixel e il processore DIGIC di ottava generazione, introdotto nel 2018, che è in grado di elaborare video in formato 4K Ultra HD con un frame rate massimo di 30 fotogrammi per secondo.

Anche le prestazioni della batteria sono superiori, dal momento che al posto della LP-E17 da 1.040 mAh, adoperata dalla EOS 77D, utilizza la LP-E6N da 1.800 mAh; di conseguenza l’autonomia è nettamente superiore e riesce a durare l’intera giornata, anche utilizzando spesso le funzionalità video.

 

Pro

Prestazioni: La EOS 90D è una semi-professionale; è il modello al top della sua categoria ed è stata progettata per sostituire la reflex professionale in formato APS-C 7D Mark II, quindi è caratterizzata da un livello di prestazioni decisamente alto.

Sensore e processore: Le alte prestazioni sono dovute soprattutto alla felice accoppiata del sensore CMOS da 32,5 megapixel e del processore DIGIC 8, che oltre ad assicurare l’alta qualità delle immagini statiche è in grado di elaborare anche i video 4K a 30fps.

Autonomia: A dispetto della 77D, che è stata equipaggiata con una batteria di minore capacità, quella usata dalla 90D offre un’autonomia operativa nettamente superiore, anche per quanto riguarda le riprese video.

 

Contro

Prezzo: Il costo del kit, per quanto ben proporzionato, rimane comunque alto e accessibile solo ai fotoamatori esperti che non hanno problemi di budget.

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7. Canon EOS 6D Mark II con 24-105mm IS STM

 

Ai fotoamatori più esperti ed esigenti che si chiedono dove acquistare una reflex Canon con sensore in formato Full Frame, suggeriamo di dare un’occhiata alla Eos 6D Mark II.

La 6D Mark II si distingue soprattutto per il processore DIGIC 7, in grado di elaborare video Full HD con un frame rate di 60 fotogrammi per secondo, e per il sensore CMOS da 26,2 megapixel; è dotata anche del sistema AF a 45 punti che sfrutta la tecnologia Dual Pixel per la messa a fuoco a rilevamento di fase, inoltre il corpo macchina è tropicalizzato, quindi resistente all’umidità e alle temperature estreme.

Nonostante appartenga di fatto alla categoria delle professionali Canon, però, la 6D Mark II è il modello entry level e, come accennato prima, è consigliata soltanto ai fotoamatori; il kit comprende anche l’obiettivo EF 24-105mm IS STM, un ottimo tuttofare dotato di stabilizzatore e motore ultrasonico passo-passo.

 

Pro

Full Frame: La 6D Mark II è il modello entry level nella categoria delle reflex professionali Canon, quindi è equipaggiata con un sensore a formato pieno invece di quello a formato ridotto APS-C.

Obiettivo: Il kit esaminato, oltre al corpo macchina, include l’obiettivo Canon EF 24-105mm, che è un ottica di partenza ideale se non si dispone di obiettivi specifici per il formato Full Frame.

Display: Il display della EOS 6D Mark II è orientabile e permette di fotografare da qualsiasi angolazione, inoltre è anche tattile e permette di impostare i punti di messa a fuoco con un semplice tocco.

 

Contro

Entry level: Si tratta di una fotocamera professionale base, quindi possiede alcune limitazioni che la rendono più adatta ai fotoamatori che non ai professionisti.

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8. Canon EOS 5D Mark IV solo corpo macchina

 

Concludiamo la nostra classifica delle migliori reflex Canon del 2020 con un modello che occupa l’ultima posizione soltanto in virtù del costo elevato e delle sue caratteristiche specifiche: la EOS 5D Mark IV.

Si tratta infatti di una fotocamera professionale mid-range, dalle prestazioni elevate e adatta a una vasta gamma di generi fotografici a partire dai servizi cerimoniali, ma è adatta soprattutto per i reportage, il fotogiornalismo, still life, panorami e foto naturalistica. 

Dal punto di vista tecnico la EOS 5D Mark IV si distingue soprattutto per il sistema di messa a fuoco a 61 punti, di cui 41 a croce, che supporta un’apertura massima di f/8 fino a -3 EV e l’illuminazione continua di tutti i punti AF; l’area dell’autofocus, inoltre, è ulteriormente espansa sull’asse verticale rispetto ai modelli precedenti. È dotata anche di doppio slot per le schede di memoria, uno in formato SD e uno CF.

 

Pro

Display tattile: Il display touchscreen permette di selezionare i punti di messa a fuoco con un semplice tasto, sia prima della registrazione sia durante, il che è ottimo quando si effettuano riprese video.

Digital Lens Optimizer: Si tratta di una tecnologia mutuata direttamente dall’ammiraglia delle professionali Canon, la 1D X Mark II, e che permette di scattare foto di altissima qualità anche nel formato JPEG.

Doppio slot e corpo macchina: Il corpo macchina è tropicalizzato, ovviamente, per offrire una maggiore resistenza alle condizioni meteo avverse, ed è dotato di doppio slot, uno per le schede SD e uno per le CF.

 

Contro

Costo: Il prezzo dell’articolo indicato è consistente, ed è riferito al solo corpo macchina; ma del resto è comprensibile dato che si tratta di una reflex professionale intermedia.

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Guida per comprare una buona reflex Canon

 

Il tipo di utilizzo che si intende fare della fotocamera è determinante, ma le esigenze personali lo sono ancor di più; se volete sapere quale reflex Canon comprare, quindi, dovete innanzitutto decidere che livello qualitativo pretendete dalle immagini e in quali circostanze intendete adoperare la fotocamera.

 

La differenza tecnica primaria tra reflex amatoriali e professionali

Per capire come scegliere una buona reflex Canon bisogna partire innanzitutto dal presupposto che la classificazione tra modelli amatoriali e professionali è puramente tecnica e non implica assolutamente che a livello amatoriale non si possano utilizzare i modelli professionali, anzi tutt’altro.

Sempre dal punto di vista tecnico, inoltre, il requisito primario che distingue una reflex amatoriale da una professionale è la dimensione del sensore. Le fotocamere appartenenti alla categoria amatoriale, infatti, sono tutte equipaggiate tutte sensori di formato ridotto, gli APS-C per intenderci, mentre le professionali si distinguono per il sensore a pieno formato, il Full Frame appunto.

A livello generale possono esistere delle eccezioni ovviamente, come la Canon EOS 7D Mark II e la Nikon D500 per esempio, che pur essendo delle reflex professionali sono equipaggiate con un sensore di formato ridotto, APS-C nella Canon e DX nella Nikon, ma si tratta di eccezioni più uniche che rare.

La dimensione del sensore fa una grande differenza anche per quanto riguarda gli obiettivi; le Canon Full Frame, infatti, sono progettate per l’utilizzo degli obiettivi EF la cui inquadratura, a differenza degli EF-S, è in grado di coprire l’intera area del sensore.

 

Le differenze in termini di prezzo

Dal punto di vista economico le differenze sono ancor più marcate, ovviamente; il costo delle Canon Full Frame è nettamente superiore rispetto a quello delle APS-C, e anche gli obiettivi EF sono tendenzialmente più cari rispetto agli EF-S. I corpi macchina, inoltre, sono generalmente venduti privi di obiettivo, e sono anche privi del flash elettronico che invece è integrato nei corpi macchina delle reflex di categoria amatoriale.

Le differenze in termini di prezzo, quindi, sono sostanziali; basta infatti pensare che il solo corpo macchina dell’ammiraglia delle reflex Canon, la EOS 1D X Mark III, ha un costo di circa 7.650 euro. Questo però non significa che ai fotoamatori è precluso l’accesso alle fotocamere Full Frame, la spesa per un modello base come la 6D Mark II infatti, completa anche di obiettivo, è di poco superiore ai 1.700 euro.

Fermo restando che un fotoamatore esperto, e soprattutto senza problemi di budget, può avere liberamente accesso anche ai modelli professionali mid level e avanzati se lo desidera, di norma questa tipologia di reflex Canon è consigliata soprattutto ai fotografi professionisti.

 

Le reflex di categoria amatoriale e semiprofessionale

I prezzi delle reflex Canon appartenenti alla categoria amatoriale e semi-professionale, invece, sono decisamente più accessibili da parte di un fotoamatore, soprattutto tenendo conto che in questa categoria esistono ulteriori suddivisioni di livello in base all’esperienza dell’acquirente.

La gamma di regolazioni manuali infatti, e quindi il livello stesso di prestazioni delle diverse reflex amatoriali, incrementa progressivamente man mano che si passa dai modelli entry level e mid level fino ad arrivare alle semi-professionali; al top della categoria, quindi, si possono trovare delle reflex che hanno delle prestazioni analoghe ai modelli professionali base ma che, grazie al sensore di formato ridotto, sono disponibili a un prezzo nettamente inferiore.

I modelli entry level per esempio, che sono progettati apposta per i principianti, hanno un costo che oscilla da un minimo di 300-350 euro fino a un massimo di 600 euro, mentre la più costosa delle semiprofessionali, la EOS 90D, supera di poco i 1.400 euro.

 

 

 

Come pulire una reflex Canon

 

Il corpo macchina e la scocca degli obiettivi

Innanzitutto evitate di usare acqua o altri prodotti generici per la pulizia, perché potreste correre il rischio di danneggiare o rovinare la fotocamera. In rete è possibile acquistare dei kit specifici per la pulizia delle fotocamere, che costano poco e offrono tutti gli strumenti necessari allo scopo.

Evitate anche l’uso di compressori, usate solo la pompetta manuale e il pennello morbido presenti appunto nei kit di pulizia per fotocamere. Con la pompetta potete soffiare via la polvere con estrema facilità, anche dagli interstizi, e poi finire il lavoro con l’aiuto di un panno morbido; in questo modo potrete pulire la scocca sia della reflex sia degli obiettivi. In caso di estrema necessità, per rimuovere dello sporco attaccato alle superfici, usate un panno leggermente inumidito con acqua tiepida.

 

Le lenti

Per la pulizia del mirino ottico e degli obiettivi, invece, procedete sempre con l’uso preliminare della pompetta e del pennello morbido, in modo da rimuovere la polvere dagli interstizi e dai punti di difficile accesso.

Evitate assolutamente di alitare sulle lenti, perché la condensa del fiato è acida e potrebbe lasciare aloni o rovinare il rivestimento multistrato; dal mirino ottico, inoltre, ricordate di smontare prima la conchiglia e di rimuovere con attenzione la polvere accumulata negli interstizi dell’innesto. Non usate acqua o altri detergenti chimici, ma solo i liquidi o le apposite salviettine imbevute; la ditta Zeiss, per esempio, produce un ottimo liquido per la pulizia delle lenti.

 

Il sensore

Imbarcatevi in questa operazione soltanto se siete assolutamente sicuri di voi, altrimenti potreste correre il rischio di compromettere seriamente il sensore e di essere costretti a mandare la macchina in assistenza.

 

Detto ciò acquistate un apposito kit per la pulizia del sensore, tenendo a mente che dovrete sceglierne uno specifico per il formato adoperato dalla vostra fotocamera: APS-C o Full Frame.

Per accedere al sensore dovrete smontare l’obiettivo, accendere la fotocamera e andare nel menù alla sezione impostazioni, quindi selezionare e immettere la “modalità pulizia sensore”. Una volta attivata la modalità, lo specchio si solleverà e potrete facilmente accedere alla superficie del sensore; a quel punto seguite scrupolosamente le istruzioni allegate al kit di pulizia.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come fare foto panoramiche con una Canon reflex?

Dal momento che anche con un obiettivo grandangolare ci sono dei limiti all’ampiezza della porzione di orizzonte che si può inquadrare, per realizzare delle foto panoramiche estese occorre fare diverse foto e poi unirle mediante un apposito software di stitching, o con il Photoshop.

Per farlo bene, però, bisogna che la macchina sia collocata su un treppiede, in modo da mantenere sempre la stessa altezza e inclinazione a ogni scatto; il filtro polarizzatore non deve essere usato, inoltre, in quanto variando l’angolazione della luce incidente durante gli spostamenti tra uno scatto e l’altro, le conseguenti variazioni nella polarizzazione andrebbero ad alterare il colore del cielo in alcuni scatti.

Un’alternativa più semplice invece, perché comporta un singolo scatto, è l’uso di un obiettivo fisheye; in ogni caso la porzione di orizzonte che può essere inquadrata non supera l’arco dei 180 gradi. Le foto fatte con il fisheye, inoltre, devono essere successivamente lavorate con il Photoshop, o con un software analogo, in modo da correggere la classica distorsione a barilotto.

 

Come vedere quanti scatti ha una reflex Canon?

Se volete controllare il numero complessivo degli scatti della vostra Canon, occorre un software specifico da scaricare sul computer. In rete ne esistono diversi e non tutti supportano le reflex più datate, come la 400D per esempio, quindi dovrete controllare qual è quello più adatto alle vostre esigenze.

Ecco i link di alcuni dei software contascatti i più diffusi: Free Shutter Count, EOSInfo, Magic Lantern, EOSmsg e Photome. Il software EOSInfo supporta anche le Canon 1D, 5D, 10D, 20D, 30D, 300D, 350D e 400D.

 

Come resettare una reflex Canon?

Per resettare la reflex Canon e riportarla alle impostazioni predefinite di fabbrica basta accendere la fotocamera e tenere premuto il tasto Menu per più di cinque secondi, dopodiché sul display apparirà una scritta dove viene richiesto se si desidera ripristinare le impostazioni predefinite.

A questo punto basta selezionare OK e poi premere il pulsante SET, e la fotocamera verrà automaticamente resettata. L’operazione, ovviamente, deve essere eseguita senza collegare la macchina fotografica al computer.

 

 

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Gli 8 migliori server NAS del 2020

 

Server NAS – Guida agli acquisti, Opinioni e Comparazioni

 

Sia che lo usiate in ambito lavorativo, sia che vogliate avere un archivio casalingo sempre accessibile, un server NAS può rivelarsi una vera e propria comodità. Tra quelli che ci hanno maggiormente convinto troviamo WD My Cloud EX2 Ultra Network, ottimo perché include nell’offerta anche un HDD da ben 4 TB, per iniziare a usare subito il dispositivo e Western Digital WD My Cloud PR4100 Serie Pro 16 TB, decisamente più costoso ma pensato per chi deve farne un uso aziendale.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori server NAS – Classifica 2020

 

Abbiamo selezionato per voi i migliori server NAS del 2020, per aiutarvi a scegliere quello più adatto alle vostre esigenze. Se non avete mai sentito parlare di questi dispositivi ma siete incuriositi dalle loro potenzialità, potete dare un’occhiata alle nostre guide che trovate in fondo alla pagina, successivamente potrete leggere le nostre recensioni che vi permetteranno di capire facilmente quale server NAS comprare.

 

 

1. WD My Cloud EX2 Ultra Network Attached Storage 4 TB

 

Il brand Western Digital è uno dei più noti nell’ambito dell’archiviazione per computer, è naturale quindi che si trovino anche NAS tra i prodotti WD. Quello che abbiamo avuto modo di analizzare è il My Cloud EX2 con hard disk da 4 terabyte di spazio di allocazione disponibili. Sotto la scocca troviamo un processore dual core da 1,3 GHz e 1 GB di memoria RAM DDR3 per svolgere tutte le attività di multitasking senza soffrire alcun rallentamento.

Come ci si potrebbe immaginare una delle caratteristiche più importanti è la sincronizzazione automatica dei file con tutti i computer collegati all’apparecchio e una protezione dati elevato grazie a RAID 1, acronimo che sta per Redundant Array of Independent Disks, in grado di migliorare le prestazioni e garantire una maggiore tolleranza ai guasti.

Gli utenti che l’hanno acquistato riportano una notevole velocità di scrittura e lettura anche se lo stesso non si può dire dell’upload via browser o app, tramite i quali è difficile caricare file dalle dimensioni superiori ai 10 MB.

 

Pro

HDD: Nel prezzo è incluso un hard disk da 4 terabyte, tuttavia per chi volesse spendere di più sono disponibili diversi tagli, partendo da quattro fino ad arrivare a 28 TB

Design: Molto sottile e curato, il My Cloud EX2 di Western Digital può essere posizionato ovunque desideriate in ufficio o in casa, pur restando accessibile grazie alla capacità di agganciarsi alla rete internet.

RAID: La modalità consente di ridurre la possibilità di perdita dei dati, un dettaglio che permette di archiviare tutti i propri file più importanti con una certa tranquillità.

 

Contro

Upload: Se effettuato tramite browser o app, questo risulta più lento del normale e per file più grandi di 10 megabyte potrebbe rivelarsi un’operazione complessa se non impossibile.

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2. Western Digital WD My Cloud PR4100 Serie Pro 16 TB

 

In una fascia di prezzo decisamente più elevata, troviamo un altro prodotto Western Digital, ovvero il My Cloud PR4100 della serie Pro con quattro alloggiamenti per HDD.

L’apparecchio dispone di processore quad core Intel Pentium N3710 da 1,6 GHz con ben 4 GB di memoria RAM del tipo DDR3, rivelandosi uno dei più veloci della nostra classifica. La presenza di una transcodifica video integrata per lo streaming in HD tramite Plex, ovvero il nome del server multimediale, rende questo NAS ottimo per l’invio di contenuti multimediali su PC, TV e altri apparecchi compatibili, con una qualità sempre puntuale e precisa.

Il modello analizzato prevede un HDD da 16 TB, tuttavia per chi vuole spendere di meno vi sono anche le opzioni con hard disk da 8 e 12 TB, mentre utenti che hanno un budget elevato poiché puntano a una destinazione aziendale per il NAS, è possibile spaziare tra tagli elevati come 32, 40 o 56 TB.

 

Pro

Compatibilità: Il dispositivo si rivela utilizzabile sia con PC sia con Mac, anche in ambienti ibridi, sfruttando al meglio le possibilità di tutte e due le macchine come il backup Windows e la Time Machine Apple.

Streaming: Le specifiche tecniche unite all’applicazione Plex (da scaricare e installare manualmente) rendono il NAS ottimo per l’invio di flusso video in Full HD, gestendo fino a sei stream contemporanei.

Sicurezza: I dati possono avere una cifratura AES a 256 bit, per una discrezione totale. Inoltre grazie al RAID si possono evitare perdite accidentali e malfunzionamenti.

 

Contro

Vibrazioni: All’accensione, quando inizia a mettersi in moto la ventola, il NAS è un po’ rumoroso, sul lungo periodo invece a disturbare di più gli utenti sono le vibrazioni.

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3. Synology Diskstation DS120J RAM 512 MB Diskless

 

Tra i NAS venduti online, quello proposto da Synology ha un design molto moderno e minimal, grazie al colore bianco che domina completamente l’apparecchio. Le sue dimensioni contenute sono però dovute alla presenza di un solo slot per HDD, rivelandosi dunque un’offerta interessante per utenti che non hanno mai utilizzato un NAS e vorrebbero iniziare a sfruttare quasi dispositivi senza spendere troppo.

La compatibilità con computer è estesa non solo ai PC che montano OS Windows ma anche i Mac Apple, inoltre potrete installare HDD SATA con fattore di forma da 2,5” o anche 3,5”, non sarete dunque costretti ad acquistare componenti specifiche.

La sua semplicità di utilizzo è esemplificata dal QuickConnect, tramite il quale ci si connette immediatamente a un indirizzo sicuro per ottenere i file tramite la rete senza impostare regole complesse, porte, DDNS o altre impostazioni specifiche, che solo i più esperti conoscono adeguatamente.

 

Pro

Prezzi bassi: Il costo è contenuto poiché parliamo di un NAS a uno slot, pensato per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questa tipologia di dispositivi.

Compatibilità: Si rivela utilizzabile con successo sia per utenti che sfruttano PC/Windows sia per chi invece ha un Mac dell’azienda di Cupertino.

QuickConnect: Impostazione che vi consente di accedere immediatamente ai file su un indirizzo sicuro, evitando che utenti inesperti siano preda di eventuale furto di dati.

 

Contro

RAM: Il quantitativo non è elevato, parliamo infatti di 512 MB, un valore limite per ottenere delle prestazioni soddisfacenti ma che potrebbe rivelarsi inadatto per professionisti del settore.

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4. Asustor AS6404T NAS 4 Bay System 8 GB RAM Diskless

 

Le prestazioni del server NAS di Asustor si attestano su livelli medio alti grazie a una configurazione che prevede una CPU quad core Intel Celeron Apollo Lake da 1,5 GHz, 8 GB di RAM Dual Channel e la possibilità di riprodurre contenuti video in 4K, ovvero la risoluzione Ultra HD, se collegato tramite cavo HDMI 2.0. Tale dettaglio è apprezzato dagli utenti che potrebbero avere problemi di connessione di rete.

Il costo non è dei più contenuti, pertanto potrebbe rivelarsi una scelta interessante solo per utenti che vogliono il massimo delle prestazioni, tuttavia offre ben quattro slot per ospitare altrettanti HDD o SSD.

Se non è possibile muovere alcuna critica dal lato hardware, secondo i consumatori pecca invece sul lato software, con una capacità di configurazione non eccelsa e che richiede un po’ di conoscenza nel settore. Un esempio è che il server web incorporato non accetta php, nonostante l’installazione di PHP7 fornito dalla stessa azienda.

 

Pro

CPU e RAM: Sono entrambi soddisfacenti, nel primo caso abbiamo un processore quad core progettato da Intel con frequenza a 1,5 GHz, nel secondo invece troviamo ben 8 GB Dual Channel per garantire la massima velocità di risposta.

Slot: Il server è un 4 Bay, ovvero ha quattro spazi per ospitare altrettanti hard disk o solid state drive, una quantità più che sufficiente anche per i professionisti del settore.

HDMI: Qualora abbiate problemi di rete e non riusciate ad accedere ai vostri file multimediali, è possibile aggirare il problema grazie a questa connessione.

 

Contro

Software: Questo aspetto lascia un po’ a desiderare e gli utenti si sarebbero aspettati qualcosa in più se consideriamo l’ottimo profilo hardware del server NAS.

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5. TerraMaster F2-210 2 Bay NAS Quad Core Diskless

 

F2-210 di TerraMaster è un 2 Bay, ovvero un server NAS con due slot per HDD (sia da 2,5” sia da 3,5”) dal costo leggermente superiore alla media dei prodotti simili. Rispetto ad altri prodotti ha però il vantaggio di essere compatibile anche con SSD da 2,5”, rivelandosi leggermente più moderno e al passo con i tempi. Se andiamo ad analizzare le altre caratteristiche tecniche troviamo una CPU ARM 8 con quattro core e frequenza a 1,4 GHz, associata a 1 GB di RAM DDR4, elementi che gli conferiscono una discreta velocità e affidabilità.

Secondo i pareri espressi dai consumatori è molto comodo per gestire una propria raccolta video con applicazione Plex ma bisogna anche considerare che la configurazione sarà un po’ macchinosa.

Per scoprire dove acquistare le diverse offerte di TerraMaster, non dovrete far altro che cliccare sul link che trovate più in basso. Sul sito vi sarà possibile selezionare il modello più adatto alle vostre esigenze e alle vostre tasche.

 

Pro

Veloce: Con un 1GB di RAM DDR4 e una CPU quad core con frequenza 1,4 GHz, il prodotto è sufficientemente responsivo. Unica nota di demerito è data dall’impossibilità di aggiungere personalmente maggiore RAM.

SSD: Oltre alla compatibilità con HDD troviamo anche quella per Solid State Drive con fattore di forma da 2,5”, utile per chi ormai usa solo questi nuovi supporti.

Silenzioso: La ventola interna non produce un rumore chiaramente udibile come avviene per la maggior parte delle altre offerte a basso costo.

 

Contro

Macchinoso: L’installazione e successiva configurazione non è per tutti e potrebbe presentare delle sfide per i neofiti del settore.

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6. Zyxel Personal Cloud Storage 2 Bay NAS326

 

Se effettuiamo una comparazione con gli altri prodotti analizzati, quello di Zyxel si presenta in modo meno elegante pur avendo un nuovo look “total black”. A stonare un po’ sono infatti i pulsanti posizionati sul lato destro del server NAS, inseriti in una sorta di cornice grigia dall’aspetto economico. 

Escludendo però questo fattore puramente soggettivo, l’apparecchio presenta comunque dei pregi interessanti come la possibilità di inserire due HDD o l’accesso immediato da remoto con l’applicazione mobile Zyxel Drive, che trasforma il vostro smartphone in un telecomando per esperienza multimediale.

Il dispositivo è dotato di un processore Marvell Armada 380 con frequenza 1,3 GHz ma con soli 512 MB di RAM DDR3, un quantitativo sufficiente per un uso casalingo ma poco adatto per chi dovrebbe inserirlo in un contesto aziendale. Non è presente nella confezione alcun HDD ma quelli compatibili sono dei brand più classici come Hitachi, Toshiba, Western Digital e naturalmente anche quelli proposti dalla stessa Zyxel.

 

Pro

Configurazione: Si rivela uno dei NAS più semplici da usare grazie ai suoi menu user friendly e all’applicazione per smartphone Zyxel Drive, che consente il controllo veloce da remoto.

Costo: Sebbene non sia distribuito con un HDD all’interno, ha comunque un prezzo vantaggioso in grado di far concorrenza ad altri brand più blasonati.

Modelli: Quello analizzato è un NAS a due slot ma è possibile anche optare per altri design fino a un massimo di quattro alloggiamenti per HDD.

 

Contro

Design: Non particolarmente curato ed è costituito principalmente da materiali plastici, bisogna quindi prestare attenzione quando viene maneggiato per evitare cadute e rotture accidentali.

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7. Fantec QB-35US3-6G Box Case Esterno per 4 Hard Disk

 

Tra i più venduti sul mercato abbiamo il NAS Fantec, dal prezzo contenuto e un design classico con sportello che si apre per mostrare gli alloggiamenti per quattro Hard Disk SATA I/II e III. Il suo funzionamento è leggermente diverso rispetto a quello degli altri NAS che abbiamo analizzato poiché va collegato necessariamente a un computer tramite apposito cavo USB 3.0 o porta eSATA, rivelandosi sì economico ma con delle applicazioni limitate poiché non raggiungibile da altri dispositivi facenti parte della stessa rete.

Nella zona posteriore è presente una ventola da 80 x 80 mm che regola la temperatura degli HDD e dissipa il calore generato da questi ultimi verso l’esterno, evitandone il surriscaldamento.

Qualora foste interessati a varianti di dimensioni differenti, tramite il sito del venditore raggiungibile grazie al link sottostante, è possibile scegliere tra vari modelli che vedono un quantitativo minore o maggiore di alloggi per HDD, andando da un minimo di due fino a un massimo di otto.

 

Pro

Modelli: Se il prodotto si presenta troppo grande o troppo piccolo, potrete optare per diversi dispositivi della compagnia tra cui quelli 2 Bay oppure 8 Bay, con capienze differenti.

Ventola: Quella interna ha dimensioni pari a 80 x 80 mm ed è cruciale nel normalizzare la temperatura evitando il surriscaldamento degli HDD alloggiati.

Slot: Al suo interno presenta quattro alloggiamenti per altrettanti hard disk, se consideriamo il prezzo contenuto è un affare per gli utenti che vogliono semplicemente gestire una gran mole di dati.

 

Contro

Cablato: Non è un vero e proprio NAS dal momento che non ha accesso alla rete e funziona solo se collegato a un computer tramite cavo eSata o USB 3.0.

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8. Buffalo NAS 220DE 2 Bays Diskless Enclos RAM 256 MB

 

Concludiamo la nostra carrellata di NAS con il prodotto più economico dell’intera lista, il 220DE a due slot proposto da Buffalo. Il motivo del suo costo contenuto è innanzitutto da ricercarsi nella mancanza di un HDD nella confezione e, successivamente, nel quantitativo di RAM installato che raggiunge appena la sufficienza, ovvero 256 MB.

A permettergli di conquistarsi un posto nella classifica è la sua semplicità di utilizzo, trattandosi di apparecchi già configurati è possibile anche per i neofiti inizializzarli tramite il proprio smartphone grazie a una intuitiva interfaccia appositamente ottimizzata.

All’interno troviamo due slot per HDD, compatibile con dischi con fattore di forma sia da 3,5 sia da 2,5, la struttura è però completamente in plastica anche i frame interni per l’alloggiamento quindi è un prodotto da trattare con particolare cura per evitare rotture accidentali. L’acquisto è consigliato esclusivamente a utenti che devono farne un uso casalingo mentre per aziende è necessario puntare su qualcosa di più affidabile e veloce.

 

Pro

Economico: Il prezzo estremamente basso del dispositivo è dettato dalla mancanza di un HDD nella confezione ma si rivela comunque un buon acquisto per chi ha già dischi pronti da inserire nel NAS.

Interfaccia: Può essere inizializzato direttamente da smartphone e presenta menù comprensibili anche a un neofita, che non dovrà quindi richiedere l’intervento di un tecnico specializzato.

Dischi: Potrete inserire quelli con fattore di forma da 2,5 o 3,5, non avrete dunque esigenza di acquistarne di appositamente compatibili con il prodotto Buffalo.

 

Contro

Materiali: La qualità globale di questi ultimi lascia un po’ a desiderare con una presenza di plastica superiore alla media, anche per quanto riguarda i frame interni che ospitano gli HDD.

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Guida per comprare un buon server NAS

 

Non tutti gli utenti sanno come scegliere un buon server NAS e molti meno ancora sanno addirittura cosa sia, pertanto abbiamo deciso di creare una guida apposita che possa chiarire tutti i vostri dubbi e facilitarvi il compito di selezione del prodotto qualora vogliate adoperare anche voi tali dispositivi. 

Quando parliamo di server NAS ci riferiamo ad apparecchi che fungono in un certo senso da archivio, al tempo stesso condiviso e accessibile da tutti i computer e dispositivi di una data rete: il termine NAS sta infatti per Network Attached Storage, ovvero archivio collegato alla rete.

Cose da sapere prima di acquistare

Vi starete sicuramente chiedendo a cosa serve un prodotto del genere quando oggigiorno abbiamo opzioni come il cloud storage offerto da compagnie come Google, per esempio, che garantiscono un ambiente di lavoro condiviso da qualsiasi angolo del mondo. In realtà le differenze con il cloud sono molteplici e un NAS ha molte frecce al suo arco. 

Innanzitutto può fungere da media center grazie agli hard disk a esso collegati, potrete quindi archiviare video e foto in modo da liberare spazio sul vostro computer di lavoro e accedere ai file tramite la rete. Una comodità per fotografi professionisti, per esempio, che lavorano su fotografie e filmati che spesso occupano decine di gigabyte per mantenere la massima qualità. 

Tale operazione sarebbe impossibile o particolarmente lenta da eseguire tramite il cloud a causa dell’eccessiva grandezza dei singoli file. Il server NAS deve essere pensato come un’unità a sé stante, poiché è dotato di CPU, RAM e spesso anche sistema operativo, in modo da garantire sempre la massima efficienza.

 

Caratteristiche tecniche

Prima di addentrarci in numeri e hardware, bisogna sottolineare che la scelta può essere presa in base a due destinazioni d’uso: per ambiente lavorativo o casalingo. Nel primo caso bisogna valutare anche la grandezza della propria azienda, se parliamo di un luogo di lavoro in cui molti utenti accedono simultaneamente a file archiviati sul NAS allora è necessario optare per un dispositivo particolarmente potente, con una CPU quad core per esempio e un quantitativo di RAM che superi ampiamente il gigabyte, pena il subire interruzioni costanti e rallentamenti sulle operazioni. 

Chi volesse invece installarlo in casa, magari per accedere semplicemente a tutto il proprio catalogo multimediale da qualsiasi computer o smartphone sia collegato alla rete internet, allora potrà optare per qualcosa di più economico e meno ingombrante, magari un sistema 2 Bay, ovvero con due slot per HDD o SSD.

Quali Hard Disk utilizzare

Per risparmiare è possibile acquistare un server NAS privo di sistema di archiviazione, è un’opzione valida per chi ha già un HDD in casa che vuole sfruttare senza dover spendere di più. Prima di fare ciò, però, è consigliato dare sempre un’occhiata alla lista compatibilità presentata nella scheda tecnica dei singoli prodotti per capire innanzitutto i brand che funzionano con il server NAS, solitamente i più popolari come Toshiba e Western Digital, ma anche il fattore di forma.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, il fattore di forma non è altro che la grandezza del disco: quelli da 2,5” sono HDD interni, senza scocca esterna e solitamente collegati direttamente a una scheda madre; quelli da 3,5” invece sono i cosiddetti hard disk esterni, collegabili anche tramite cavo USB. Un server NAS compatibile con entrambi potrebbe evitarvi problemi qualora in futuro vogliate sostituirli con altri.

Non dimentichiamo infine anche i Solid State Drive, ovvero i supporti del futuro, molto più veloci di un classico hard disk e quindi ideali per gli ambienti lavorativi. Questi ultimi hanno un costo generalmente più alto, anche se recentemente i prezzi sono divenuti accessibili a tutte le fasce di utenti, quindi vi consigliamo di prendere in considerazione NAS compatibili con gli SSD dal momento che diverranno sempre più popolari, sostituendo anche gli HDD in un non troppo lontano futuro.

 

 

 

Come realizzare un server NAS casalingo

 

Se avete alcuni componenti hardware in casa e, piuttosto che acquistare il miglior server NAS sul mercato avete intenzione di costruirvene uno da soli, sappiate che avrete bisogno innanzitutto di un case per inserire tutti i pezzi all’interno. La scelta migliore in questo caso è qualcosa di poco ingombrante, magari un Mini o Micro ATX, case compatti ed eleganti dalla popolarità crescente.

Trattandosi di un assemblato personale, potrete scegliere qualsiasi scheda hardware desideriate, con una CPU che sia però dual o quad core o abbia quantomeno un dissipatore passivo, per non dover installare altre componenti. Un quantitativo di RAM sufficiente è pari ad almeno 1 GB, la DDR3 a tal proposito si rivela molto economica e performante. Per l’alimentazione invece potrete utilizzare un pico PSU da 90 watt, più che sufficiente per gestire la scheda madre e due hard disk.

 

 

Installazione sistema operativo

Se volete spendere davvero poco e non desiderate acquistare licenze di OS costosi, è possibile optare per delle soluzioni completamente gratuite come per esempio il sistema operativo FreeNAS, scaricabile online sull’apposito sito. Il suo utilizzo però potrebbe essere più complesso del normale, soprattutto se siete neofiti e non avete ben chiaro il suo funzionamento. 

Per installarlo sul NAS avrete diverse modalità: installazione direttamente su HDD o SSD inseriti nel dispositivo; chiavetta USB o in alternativa un lettore di schede microSD che possa essere collegato tramite USB. Sul dispositivo di archiviazione prescelto dovrete inserire, seguendo le istruzioni di FreeNAS, il programma che una volta installato potrà essere utilizzato per diverse operazioni.

RAID

Per sfruttare questa tecnologia, il cui acronimo significa in italiano “insieme ridondante di dischi indipendenti” è di vitale importanza collegare in parallelo due HDD uguali, che siano dunque dello stesso brand e con lo stesso taglio. Il vantaggio di questa operazione è nell’aumento della velocità di scrittura e di lettura nonché una maggiore sicurezza dei dati salvati sui dischi. Per realizzare questa configurazione, però, è molto importante avere delle conoscenze di base al fine di evitare danni a tutti i propri supporti di archiviazione.

 

 

 

Domande frequenti

 

Cos’è un server NAS?

Il termine NAS è un acronimo che sta per l’inglese Network Attached Storage, traducibile con archivio collegato alla rete. Questi apparecchi fungono quindi da contenitori dati che vengono condivisi con altri dispositivi, da computer a smartphone, quando collegati tutti alla stessa rete. 

Vi starete probabilmente chiedendo se non è meglio acquistare, considerati i prezzi, un semplice hard disk esterno dove salvare i propri dati, in realtà però il server NAS offre una comodità maggiore soprattutto per aziende piccole, medie e grandi poiché i documenti necessari sono immediatamente accessibili dagli addetti e possono essere stampati velocemente, controllati, scaricati e così via.

Anche utenti privati possono decidere di optare per questi dispositivi, dando la possibilità a tutti i membri della famiglia di accedervi per salvare foto, video o anche documenti importanti.

Come funziona un server NAS?

Rispetto a un hard disk esterno, il server NAS possiede varie componenti in comune con un computer, troviamo quindi non solo lo spazio di archiviazione dove salvare fisicamente i file ma anche una CPU, un quantitativo variabile di memoria RAM, una scheda di rete per interfacciarsi con altri apparecchi e persino il sistema operativo.

Collegando una stampante al NAS è possibile inviare in stampa immediatamente i documenti di cui avete bisogno mentre se invece preferite usarlo per salvare i video del circuito di videosorveglianza potrete collegare delle telecamere IP. L’uso più comune che ne fanno gli utenti privati è però quello di media server, ovvero un luogo dal quale attingere video e musica precedentemente salvati, da visualizzare direttamente sul proprio televisore di casa.

 

NAS o Cloud, quale scegliere?

Innanzitutto, quali sono le differenze tra i due? Per quanto riguarda il NAS, avrete ormai capito che pur trattandosi di un modulo che sfrutta la connessione di rete, ha in realtà tutti i dati salvati fisicamente su HDD o SSD agganciati al modulo. Il Cloud invece è spazio di archiviazione offerto da gestori, come per esempio Apple o Google, che cedono spazio sui propri server, previo pagamento, per rendere i file dei singoli utenti sempre disponibili in qualsiasi momento.

Il vantaggio del Cloud è l’accessibilità ovunque ci si trovi, se lavorate solo con il vostro notebook e vi spostate continuamente, un server NAS potrebbe quindi non essere la scelta migliore. D’altro canto però lo spazio su Cloud è costoso e limitato e quando si parla di file di dimensioni notevoli, come foto e video su cui lavorano i professionisti del settore, l’accesso potrebbe essere anche molto lento.

L’aspetto positivo del NAS è dato dall’estrema velocità con cui si accede ai singoli documenti, permettendo anche una reattività migliore in fase di backup che richiede molto meno tempo rispetto a quello effettuato sul Cloud. In realtà dunque non ne esce delineato un chiaro vincitore poiché entrambi i sistemi hanno i propri pregi e difetti e sarete costretti a scegliere l’offerta migliore in base alle vostre esigenze.

 

 

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Gli 8 migliori interruttori Wi-Fi del 2020

 

Interruttori Wi-Fi – Opinioni, Analisi e Guida all’Acquisto

 

Nella nostra tabella comparativa spiccano alcuni interruttori Wi-Fi, primo tra questi è Sonoff Acemax Smart WiFi, un set composto da due pezzi che vi permetterà di automatizzare non solo luci ma anche altri dispositivi, seguito da Aihomestyle Interruttore WiFi da incasso, che potrete invece nascondere all’interno di una cassetta di derivazione. Qualora desideriate avere una panoramica più ampia, vi invitiamo a proseguire con la lettura della nostra guida all’acquisto.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori interruttori Wi-Fi – Classifica 2020

 

Per costruire un sistema domotica è importante decidere quale interruttore Wi-Fi comprare avendo cura di tenere a mente diversi elementi. Se si tratta del primo acquisto di questo tipo, allora vi invitiamo a leggere le nostre guide che trovate più in basso, oltre alla classifica dei migliori interruttori Wi-Fi del 2020, selezionati in base al grado di soddisfazione dei consumatori.

 

 

Interruttore Wi-Fi Sonoff

 

1. Sonoff Acemax Smart WiFi 2 pezzi compatibile assistenti vocali

 

In prima posizione tra i prodotti più venduti, troviamo l’interruttore Wi-Fi Sonoff, grazie soprattutto alla sua classe di efficienza energetica A+ che permette di risparmiare sulla bolletta evitando sprechi di elettricità.

Una delle caratteristiche apprezzate dai consumatori è la possibilità di installare questi smart switch da soli, senza l’intervento di un tecnico specializzato. Tra le funzioni principali abbiamo la compatibilità con Alexa di Amazon e l’assistente vocale di Google Home. Disponibile anche la temporizzazione, sia in funzione timer con conto alla rovescia sia impostando gli orari in cui gli apparecchi collegati devono entrare in funzione o spegnersi. Se invece siete fuori casa e volete intervenire direttamente, potrete sfruttare la compatibilità con smartphone iOS e Android.

Alcuni utenti riportano però un’operazione macchinosa per chi possiede determinati provider, per esempio con una linea Fastweb di nuova generazione sarà necessario modificare manualmente la frequenza su 2,4 GHz altrimenti il modem/router, di base settato su 5 GHz, non troverà gli switch.

 

Pro

Assistenti vocali: Possono essere accoppiati ad Alexa e Google Home in modo semplice e veloce tramite l’applicazione EweLink.

Timer: La funzione di temporizzazione è precisa e facile da impostare, potrete così fare in modo che l’accensione e lo spegnimento di apparecchiature sia automatico.

Prezzo: Si tratta del prodotto più economico della nostra lista poiché switch di prima generazione, perfetti per chi ha un budget limitato.

 

Contro

Provider: Potreste avere dei problemi nel trovare gli smart switch Sonoff con alcuni operatori telefonici e dovrete modificare manualmente le impostazioni del router.

Acquista su Amazon.it (€16.09)

 

 

 

Interruttore Wi-Fi da incasso

 

2. Aihomestyle Interruttore WiFi smart switch da incasso

 

La seconda delle offerte che prendiamo in considerazione è l’interruttore Wi-Fi da incasso di Aihomestyle. Questo dispositivo ha il pregio di poter essere inserito all’interno della parete con apposita cassetta di derivazione o scatola da incasso, nascondendolo alla vista ma permettendo ugualmente di collegare dispositivi che potrete controllare tramite smartphone o anche utilizzando i popolarissimi assistenti vocali, costante della domotica. 

Quelli compatibili sono Google Assistant, Amazon Alexa, Echo Dot, Google Home Mini, nonché il servizio IFTTT. Le applicazioni principali da poter scaricare per gestirne il funzionamento su smartphone sono Tuya Smart o Smart Life, per Android e iOS.

Le funzionalità prevedono il controllo remoto, per spegnere immediatamente gli apparecchi collegati, il Countdown Timer, con la possibilità di impostare un orario preciso di attivazione o disattivazione, lo Schedule Timer, per operazioni programmate e di routine, oppure il Device Sharing, per condividere con altri membri della famiglia l’uso del prodotto collegato all’interruttore.

 

Pro

Compatibilità: L’interruttore può essere utilizzato sia con controllo remoto dal proprio smartphone, sia utilizzando i diversi apparecchi che sfruttano gli assistenti vocali, come quelli di Google e Amazon.

Incasso: Rispetto alla concorrenza questo prodotto di Aihomestyle prevede l’installazione a parete, molto comoda per non avere ingombri in casa, utilizzando una cassetta di derivazione o scatola da incasso.

Funzioni: Da smartphone con apposite app potrete gestire anche se siete fuori casa il funzionamento dei dispositivi collegati all’interruttore.

 

Contro

Installazione: Non è tra i dispositivi più semplici da mettere in funzione, soprattutto se non avete una conoscenza basilare in materia. Le istruzioni inoltre sono esclusivamente in inglese.

Acquista su Amazon.it (€22.99)

 

 

 

Interruttore Wi-Fi per tapparelle

 

3. Etersky Interruttore WiFi per tapparelle controllo remoto

 

Non tutti gli interruttori servono per attivare e spegnere le luci, con cui spesso si identifica erroneamente la domotica, ma esistono anche prodotti specifici per svolgere altre funzioni, come l’interruttore Wi-Fi per tapparelle di Etersky. Lo smart switch ha un design moderno, total white con pulsanti touch per alzare, abbassare o fermare a un’altezza precisa le tapparelle, consentendovi di sfruttare anche diversi metodi di controllo come gli assistenti vocali Alexa di Amazon, tramite Echo Dot, oppure Google Assistant. Quelli che invece non funzionano con questo specifico prodotto sono Siri di Apple e Homekit.

Da smartphone basta scaricare l’applicazione gratuita Smart Life, ottenibile sia su store Android sia iOS, dove è possibile impostare un timer per aprire e chiudere automaticamente le tapparelle a orari prestabiliti oppure in base alle condizioni meteorologiche.

Secondo i pareri espressi dai consumatori, l’installazione può richiedere un po’ di conoscenze in materia elettrica, tuttavia il produttore è disponibile a inviare un manuale di istruzioni in PDF in lingua italiana per chi dovesse averne bisogno.

 

Pro

Design: L’aspetto dell’interruttore è moderno e accattivante, con una superficie in vetro e tre pulsanti touch che si illuminano grazie a un LED blu.

Possibilità di utilizzo: Potrete controllare le tapparelle sia tramite i comodi comandi touch, sia tramite smartphone sia utilizzando comandi vocali se possedete assistenti vocali compatibili.

Prezzo: L’interruttore ha un costo contenuto e, sebbene non sia versatile come altri interruttori che consentono di agganciare qualsiasi dispositivo per la domotica, è comunque un’offerta interessante.

 

Contro

Cassetta: Quella necessaria per l’incasso non è inclusa nella confezione e va quindi acquistata separatamente.

Acquista su Amazon.it (€21.98)

 

 

 

Interruttore Wi-Fi Meross

 

4. Meross WiFi Smart interruttore a parete intelligente touch

 

Per chi non vuole prodotti che funzioni solo ed esclusivamente con assistenti vocali o smartphone, l’interruttore Wi-Fi Meross potrebbe rivelarsi una scelta adatta grazie alla presenza di tre pulsanti touch sulla scocca esterna, ognuno in grado di accendere e spegnere una specifica luce a esso collegato.

L’aspetto è moderno e sfrutta l’ormai consolidato look bianco integrale, adatto a tutti gli ambienti e che dona un tocco di sobrietà, inoltre per l’installazione avrete semplicemente bisogno di una classica cassetta di derivazione 503, facilmente reperibile online e non.

Per il controllo da smartphone basta scaricare l’applicazione dedicata Meross, con funzione timer per programmare l’accensione delle luci o l’immancabile controllo remoto, per attivarle o disattivarle in qualsiasi momento della giornata. Bisogna comunque sottolineare che l’apparecchio è solo a una via, se volete dunque accendere una luce da questo interruttore e spegnerla da un altro, avrete bisogno di acquistare un dispositivo apposito chiamato deviatore.

 

Pro

Installazione: Si tratta di un procedimento relativamente semplice grazie anche alle indicazioni fornite dal produttore. Bisogna inoltre ricordare che il collegamento alla rete Wi-Fi va eseguito su frequenza 2,4 GHz.

Aspetto: Come la maggior parte degli interruttori moderni ha una scocca di colore bianco e tre piccoli pulsanti touch con LED luminosi all’interno.

Tre luci: Da un solo interruttore è possibile controllare tre luci diverse, un dettaglio che ha convinto gli utenti a optare per il nuovo dispositivo Meross rispetto a quanto offerto dalla concorrenza.

 

Contro

Una via: Per permettere l’accensione e lo spegnimento delle luci collegate anche da altri interruttori in giro per casa è necessario acquistare separatamente un deviatore.

Acquista su Amazon.it (€19.59)

 

 

 

Interruttore Wi-Fi TP-Link

 

5. TP-Link HS220 Kasa Smart Wi-Fi interruttore dimmer UL

 

L’interruttore Wi-Fi TP-Link potrebbe sembrare poco interessante poiché permette il controllo di una sola luce, tuttavia analizzandone le possibilità si rivela una soluzione differente che potrebbe fare al caso vostro. Sulla scocca infatti troviamo svariati pulsanti che consentono di selezionare l’intensità della luce, optando quindi per una luce forte nel caso aveste bisogno della massima luminosità o ridurla gradualmente per una lettura confortevole o abbassarla al minimo per favorire il sonno dei più piccoli.

Come consuetudine, la luce collegata può essere controllata anche da smartphone, usando l’applicazione Kasa Smart, ritenuta dai consumatori una delle migliori attualmente sul mercato, o in alternativa tramite l’assistente vocale Alexa di Amazon, Cortana di Microsoft o Google Assistant. Da segnalare invece la mancata compatibilità con Apple Home Kit.

Prima di effettuare l’acquisto ricordiamo che per usufruire di tutte le funzionalità del dispositivo TP-Link è necessario possedere una luce smart dimmer.

 

Pro

Dimmer: Il termine inglese significa “attenuare” e le luci o gli interruttori che riportano questa dicitura permettono variazioni di intensità della luminosità, per far fronte a diverse esigenze come la lettura o facilitare il sonno.

App: Kasa Smart, quella che permette di gestire l’interruttore TP-Link, è una delle migliori e più responsive sul mercato, fattore da non sottovalutare quando si desidera un sistema domotica efficiente.

Assistenti vocali: L’unico per cui manca la compatibilità è Home Kit di Apple, tutti gli altri sono supportati dall’interruttore, persino Cortana di Microsoft.

 

Contro

Installazione: Può non essere una delle operazioni più semplici poiché la parte posteriore da inserire nelle scatole a parete è un po’ ingombrante.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Interruttore Wi-Fi LoraTap

 

6. LoraTap Interruttore WiFi intelligente compatibile con assistenti vocali

 

Nella confezione non troviamo un solo interruttore Wi-Fi LoraTap ma ben due relè a 2.500 W con carico massimo di 10 ampere, a cui potrete collegare luci, router, ventilatori, TV, caffettiere elettriche o qualsiasi altro apparecchio di cui volete gestire l’attivazione e lo spegnimento da remoto.

Gli smart switch si presentano come prodotti da incasso, non devono quindi essere lasciati in bella mostra ma posizionati attentamente all’interno di un foro nella parete. Per utilizzare le apparecchiature collegate potrete sfruttare l’applicazione per smartphone Smart Life, la più conosciuta nell’ambito, e condividere l’utilizzo di un solo interruttore con altri smartphone, appartenenti per esempio ad altrettanti membri della famiglia.

Come di consueto troviamo la compatibilità con Alexa e Google Home, gli assistenti vocali più diffusi e semplici da utilizzare. Nella confezione abbiamo i due interruttori, una guida per l’installazione, quattro fili di 7 centimetri circa per i collegamenti, fisher con viti e pezzi di nastro biadesivo, tutto il necessario dunque per metterli in funzione da soli.

 

Pro

Set: Nella confezione troverete ben due interruttori al prezzo di uno, un affare per chi vuole trasformare tutta la propria abitazione e iniziare a utilizzare accensioni automatizzate.

Guida: L’installazione è semplice e, secondo i pareri espressi dagli utenti, grazie al manuale dove è compresa la lingua italiana, può essere effettuata anche da un neofita del settore.

Assistenti: Non può mancare l’interazione con Alexa di Amazon e Google Assistant, in modo da controllare i dispositivi solo tramite la propria voce.

 

Contro

Poli: Questi restano scoperti, non la soluzione ideale per i consumatori. Alcuni hanno risolto coprendo le parti laterali con del nastro isolante.

Acquista su Amazon.it (€26.99)

 

 

 

Interruttore Wi-Fi eMylo

 

7. Yasorn eMylo Smart WiFi interruttore luce per automazione domestica

 

Se foste alla ricerca di una coppia di interruttori Wi-Fi a prezzi bassi, tra quelli venduti online la proposta di Yasorn eMylo potrebbe fare al caso vostro. Recandovi sul sito del venditore, cliccando sul link sottostante, potrete scegliere inoltre tra varie opzioni e acquistare fino a sei interruttori con un notevole risparmio. 

Si tratta della soluzione più adatta per i consumatori che stanno rivoluzionando il proprio appartamento e vogliono dotare ogni ambiente di luci smart. Il carico massimo è di 10 ampere, quindi potrete collegare anche altri dispositivi a patto che non superino tale valore, controllandoli a distanza grazie all’applicazione smartphone Smart Life o Tuya, a seconda delle vostre preferenze.

In caso di blackout, secondo quanto riferito dall’utenza che ha avuto modo di provare gli interruttori, questi mantengono le impostazioni e lo stato precedente, riprendendo la loro normale routine anche qualora non effettuiato l’accesso all’applicazione per tararli nuovamente.

 

Pro

Fattore convenienza: Gli interruttori Yasorn eMylo sono venduti in confezioni da uno, due, quattro o sei pezzi, per far fronte alle esigenze degli utenti che vogliono dotare tutta la casa di smart switch.

Prezzi bassi: Il costo della coppia qui analizzata è inferiore alla media, pertanto se avete un budget limitato o volete semplicemente spendere poco, si rivelano la scelta più adatta.

Voice control: Compatibile con Alexa e Google Assistant che sono ormai i due assistenti vocali più usati e non possono quindi mancare nella lista della compatibilità.

 

Contro

Dimensioni: La loro lunghezza potrebbe rendere difficile l’installazione in scatole di derivazione modello 503, attenzione dunque a verificare che siano adatti alle vostre esigenze.

Acquista su Amazon.it (€20.59)

 

 

 

Interruttore Wi-Fi Jinvoo

 

8. Jinvoo Smart Applique da parete smart Wi-Fi Touch

 

Concludiamo la nostra classifica con l’interruttore Wi-Fi Jinvoo, un’applique da parete con due pulsanti touch. L’aspetto rispecchia lo standard moderno con un look minimal e colore completamente bianco, per far fronte a installazioni in qualsiasi tipo di ambiente.

Uno dei fattori che non convince del tutto, però, è relativo all’insufficienza di indicazioni per l’installazione del dispositivo. Tale dettaglio rende l’interruttore inadatto a neofiti del settore che vorrebbero effettuare un montaggio fai da te senza richiedere l’intervento di un tecnico specializzato. Sottolineiamo però che le dimensioni sono perfette per una scatola 503, quelle più comuni nelle case italiane.

Per scoprire dove acquistare il prodotto Jinvoo non vi resta altro da fare che cliccare sul link che trovate in basso, verrete quindi ridirezionati alla pagina del venditore dove potrete concludere la transazione scegliendo tra vari modelli: applique a un pulsante, due, tre o anche quella adatta all’apertura e chiusura delle tapparelle.

 

Pro

Aspetto: Il design è particolarmente elegante e minimalista, non presenta pulsanti a rilievo ma è un modello touch con LED che indicano la posizione del tasto.

Modelli: Potrete scegliere tra diverse soluzioni che includono smart switch a un pulsante, a due, tre, per l’apertura delle tapparelle o anche set di più interruttori.

IFTTT: Oltre agli assistenti vocali più conosciuti, supporta anche il sistema If This then That, per creare delle proprie regole e scenari di attivazione.

 

Contro

Istruzioni: Sono esclusivamente in inglese e alcuni consumatori possono riscontrare delle difficoltà in fase di installazione, soprattutto per chi è alla prima esperienza.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Come scegliere i migliori interruttori Wi-Fi

 

Per riuscire a effettuare una attenta e informata comparazione tra i prodotti venduti online e capire come scegliere un buon interruttore Wi-Fi bisogna avere innanzitutto ben chiara l’utilità di questi dispositivi. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta di dispositivi a cui è possibile agganciare luci, elettrodomestici e apparecchiature di altro tipo per poterle controllare direttamente tramite smartphone. Se vi state chiedendo come sia possibile, la risposta è tramite la rete internet Wi-Fi che tutti ormai possediamo in casa. Vediamo dunque come optare per l’interruttore più adatto alle proprie esigenze.

Scopo dell’interruttore

La prima cosa da chiedersi è: a cosa mi serve l’interruttore Wi-Fi? Le risposte possono essere molteplici, si va infatti dalla necessità di controllare una o più luci in casa, oppure effettuare l’accensione e lo spegnimento di un ciclo di lavaggio della lavatrice o ancora attivare elettrodomestici come la macchina del caffè o alzare e abbassare le tapparelle. 

Tutto ciò che ha un funzionamento elettrico basilare, ovvero una dualità accensione/spegnimento può essere virtualmente collegato a uno smart switch. La comodità è data dalla possibilità di effettuare tali operazioni anche da remoto, per quanto riguarda la luci potrebbe rivelarsi un buon deterrente per far sì che malintenzionati non prendano di mira il vostro appartamento, magari siete in vacanza e accendere le luci a orari prestabiliti manderà un chiaro segnale a un eventuale ladro che dovrà rinunciare al suo colpo estivo.

 

Possibilità di controllo

Di solito si utilizza lo smartphone con applicazione apposita per controllare tutti gli smart switch presenti in casa, chi possiede però degli assistenti vocali potrà nella maggior parte dei casi interagire direttamente con questi ultimi al fine di accendere luci e altri apparecchi collegati agli interruttori Wi-Fi. 

La compatibilità non è universale e dovrete comunque dare un’occhiata alle schede tecniche per assicurarvi che il prodotto sia in grado di funzionare con Alexa di Amazon o Google Assistant, tra i più popolari e diffusi attualmente nel nostro Paese. Taluni dispositivi potrebbero offrire una maggiore adattabilità, ampliando le possibilità di controllo anche ad assistenti vocali meno diffusi e utilizzati come Cortana di Microsoft o Siri di Apple.

Prima di effettuare l’acquisto, inoltre, assicuratevi che vi siano delle funzionalità extra, come per esempio la possibilità di temporizzare l’accensione, sia con un timer sia con un conto alla rovescia. In questo modo non avrete bisogno di accendere manualmente le luci ma potrete stabilire una routine automatica.

 

Wi-Fi

Elemento di interazione principale degli interruttori è la rete internet casalinga, necessariamente Wi-Fi. Possedere una connessione è dunque di vitale importanza se volete utilizzare uno o più smart switch, tuttavia la questione non è così semplice e bisogna tenere in conto anche le frequenze su cui lavorano i moderni modem/router. 

Molti dispositivi ormai sfruttano solo le reti wireless su frequenza 5 GHz, senza la possibilità di passare a quella a 2,4 GHz sfruttata da dispositivi come smartphone, TV box o interruttori Wi-Fi. Qualora abbiate un apparecchio del genere potrebbe rivelarsi un problema poiché gli smart switch sono compatibili principalmente con frequenze 2,4 GHz. Per non ritrovarvi con un prodotto che non potrete utilizzare a causa del vostro modem/router, assicuratevi di poter cambiare frequenze a piacimento su quest’ultimo o, in alternativa, puntate su interruttori Wi-Fi di ultima generazione.

Da incasso

Gli smart switch non sono sempre belli a vedersi, e se non hanno una scocca esterna con pulsanti rifiniti potrebbero apparire come delle semplici scatolette con dettagli elettrici stampati sulla parte esterna. Verificate dunque che i prodotti da incasso abbiano dimensioni adatte alle scatole di derivazione che possedete in casa, non dovrete così effettuare delle modifiche strutturali per poterle inserire all’interno delle mura casalinghe.

 

 

 

Come usare un interruttore Wi-Fi

 

Se avete acquistato il miglior interruttore wi-fi per le vostre esigenze dopo aver consultato le nostre recensioni ma non avete ancora ben chiaro il funzionamento e vorreste saperne di più, vi consigliamo di leggere la seguente sezione che vi aiuterà nelle fasi iniziali di configurazione.

Come collegare l’interruttore Wi-Fi

Questo passaggio è sicuramente il più complesso, soprattutto per chi non ha mai avuto a che fare con cavi elettrici e non sa nemmeno da dove iniziare. Non abbiate timore e leggete con attenzione tutti i passaggi. Innanzitutto individuate il punto esatto in cui dovete installare l’interruttore, ovvero in modo che possa essere collegato direttamente alla luce che dovrà diventare smart. 

Avendo cura di staccare la corrente, aprite con un cacciavite l’alloggiamento dei pulsanti ed esponete i cavi posteriori. Prima di toccare alcunché, assicuratevi che non vi sia corrente, magari utilizzando un apparecchio chiamato cercafase, eviterete così eventuali incidenti potenzialmente pericolosi.

Nella confezione dello smart switch troverete le istruzioni del produttore, non dimenticate di averle sempre a portata di mano per un rapido riferimento visivo dei cavi da collegare e procedete dunque scollegando i fili che entrano nell’interruttore: quello marrone che porta la fase alla luce mentre quello nero che porta la fase alla postazione.

L’interruttore avrà bisogno del filo marrone, ovvero la fase da inserire nell’apposito slot indicato chiaramente sullo schema delle istruzioni, ma anche del filo neutro, generalmente di colore blu e che potete trovare tra gli altri cavi a muro.

 Qualora il cavo neutro dovesse essere troppo corto, potrete aggiungerne un pezzo con i cavi che spesso sono inclusi nelle confezioni degli smart switch o in alternativa, potrete acquistarne online a prezzi contenuti. Per mantenere l’utilizzo dell’interruttore originale dovrete ora effettuare un ponte tra questo e lo smart switch, usando un pezzo di cavo fase. Con questo passaggio avrete terminato il collegamento e potrete passare alla configurazione.

Applicazione smartphone

Ricollegando la corrente elettrica dovrete premere l’interruttore fisico circa una decina di volte e inizierete a sentire un suono intermittente, che indica che lo switch è pronto per collegarsi all’app relativa che potrete scaricare gratuitamente su smartphone Android e iOS. 

Una volta aperta l’applicazione dovrete effettuare la ricerca dei dispositivi compatibili e tra questi vi apparirà l’interruttore, proseguendo con le indicazioni a schermo vi verrà chiesto di inserire la password della rete Wi-Fi e, una volta terminata la connessione potrete iniziare a gestire tutte le routine comodamente da app o tramite assistenti vocali.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona l’interruttore Wi-Fi?

Gli interruttori Wi-Fi sono apparecchi che permettono di controllare luci e altri dispositivi a essi collegati non solo tramite la pressione fisica del pulsante, ma anche attraverso gli smartphone. Ciò è possibile grazie al collegamento alla rete internet casalinga, che trasmette il segnale al dispositivo mobile. 

Da apposite applicazioni, diverse per ogni produttore ma comunque tutte scaricabili gratuitamente, avrete accesso a una serie di impostazioni come l’accensione e lo spegnimento temporizzati, la condivisione con altri familiari e così via, per gestire luci, lavatrici, lavastoviglie, TV e qualsiasi altro apparecchio mentre siete lontani da casa.

Una delle caratteristiche interessanti è senz’altro la crescente integrazione con gli assistenti vocali, come per esempio Alexa di Amazon e Google Assistant, due tra i più gettonati e quindi quelli con cui la compatibilità è praticamente garantita da ogni interruttore. Con questi in funzione basterà scaricare l’apposita skill e usare i comandi vocali per attivare/disattivare i dispositivi collegati all’interruttore, per una casa sempre più automatizzata.

Quanto costa un interruttore Wi-Fi?

Date le possibilità di questi dispositivi si potrebbe pensare che il costo sia elevato e non accessibile alla maggior parte dei consumatori, in realtà un solo interruttore ha un costo contenuto che spesso non supera la ventina d’euro. Anche se desiderate dotarne tutta la casa, la spesa non dovrebbe essere particolarmente elevata, quindi potete iniziare a programmare l’automazione di tutto l’appartamento già adesso, senza dover attendere che i prezzi calino ulteriormente in futuro.

 

Sono compatibili con assistenti vocali?

Gli interruttori sono compatibili con gli assistenti vocali più diffusi, quindi tra questi troviamo Alexa, del colosso Amazon e Google Assistant. Tuttavia non si tratta degli unici sistemi compatibili, spesso è possibile trovare tra questi anche i meno diffusi come Cortana di Microsoft o Siri di Apple Home Kit anche se più rari. 

Prima di effettuare l’acquisto consigliamo di leggere le nostre recensioni e le schede tecniche in modo molto attento e selezionare l’interruttore che fa al caso vostro anche in base all’assistente vocale che attualmente utilizzate o su cui avete intenzione di puntare in futuro, eviterete così di dover sostituire tutto l’impianto.

 

Per l’installazione è richiesto l’intervento di un tecnico?

Molti produttori forniscono con gli interruttori anche manuali di istruzioni più o meno esaurienti. Taluni in italiano, altri solo in inglese, consentono comunque di provvedere da soli, qualora lo desideriate, all’installazione. Tra il dire e il fare c’è comunque il mare e gli utenti che non hanno alcuna conoscenza in ambito elettrotecnico potrebbero avere dei problemi a riconoscere il cavo neutro, quello della fase e non sapere bene come unire il tutto. Se rientrate in questa categoria, probabilmente la scelta migliore è quella di affidarsi a un esperto del settore, eviterete così di bruciare l’interruttore o causare pericolosi malfunzionamenti.

 

 

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Le 8 migliori fotocamere Sony del 2020

 

Fotocamere Sony – Guida agli acquisti, Opinioni e Comparazioni

 

Le fotocamere Sony, e in particolar modo le mirrorless, stanno letteralmente spopolando e ogni giorno che passa si guadagnano l’apprezzamento di un numero sempre maggiore di acquirenti, sia nella fascia professionale sia in quella amatoriale. La guida all’acquisto che segue vi aiuterà a capire come trovare il modello più adatto alle vostre esigenze, oppure potete scegliere direttamente uno degli otto modelli che abbiamo recensito nella nostra classifica. Quelli che hanno riscosso il maggior successo di mercato, al momento, sono la Sony RX10 Mark III, una bridge che unisce la facilità d’uso di una compatta alla possibilità di poter regolare manualmente i parametri di scatto e di avvalersi di un obiettivo potente con un’ampia gamma di lunghezze focali, e la Sony ZV-1, una compatta progettata apposta per vlogger e videomaker.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Le 8 migliori fotocamere Sony – Classifica 2020

 

La nostra classifica è generica in quanto relativa a tutte le tipologie di fotocamera prodotte dalla ditta Sony, di conseguenza troverete i modelli più disparati. Ai primi posti, infatti, si collocano soprattutto bridge e compatte.

 

 

1. Sony DSC-RX10 Mark III fotocamera digitale compatta Premium

 

Uno dei modelli più venduti, tra le diverse fotocamere Sony attualmente in commercio, è la digitale compatta RX10, della linea Cyber-shot; a dispetto del costo elevato, infatti, si tratta di un prodotto di classe Premium con caratteristiche e prestazioni semi-professionali.

I pareri degli acquirenti sulla RX10 sono a dir poco entusiasti; tanto per cominciare, infatti, è una compatta e quindi è poco ingombrante, inoltre è anche una fotocamera Sony bridge, quindi ha molti punti in comune con le reflex. Permette, per esempio, di regolare manualmente i parametri di scatto e, anche se l’ottica non è intercambiabile ma fissa, possiede un’ampia escursione di lunghezze focali: da 24 a 600 millimetri.

L’obiettivo costituisce inoltre uno degli aspetti più apprezzati della RX-10, dal momento che si tratta di uno Zeiss Vario-Sonnar ad alte prestazioni, con una lente d’ingresso molto ampia che può montare filtri da 72 millimetri di diametro.

 

Pro

Prestazioni: La RX10 è equipaggiata con un sensore a strati da 20,1 megapixel accoppiato a un processore Bionz X in grado di registrare video in formato 4K UHD con effetti di slow motion spettacolari fino alla massima lunghezza focale.

Obiettivo: L’obiettivo Zeiss Vario-Sonnar con rivestimento T* offre delle prestazioni a dir poco eccellenti; l’ampia lente d’ingresso lo rende estremamente luminoso e permette di ottenere un’elevata qualità delle immagini.

Versatile: L’obiettivo è fisso ma ha una gamma di lunghezze focali che va da 24 a 600 millimetri, il che permette di affrontare ogni tipo di circostanza, dalla street photography fino alla fotografia sportiva e naturalistica.

 

Contro

Menù: L’interfaccia utente del menù potrebbe apparire alquanto complessa, soprattutto per chi non ha alcuna esperienza di fotocamere a regolazione manuale.

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2. Sony ZV-1 Vlog Camera fotocamera digitale compatta video 4K

 

Un’altra compatta Sony molto richiesta, tra i vari modelli venduti online, è la digitale ZV-1, apprezzata soprattutto da vlogger e youtuber. Per le persone che fanno molti video, soprattutto per ragioni di lavoro ma anche di svago, la ZV-1 rappresenta infatti la fotocamera ideale perché è stata progettata appositamente per assolvere a questo scopo. 

Le sue caratteristiche principali sono la risoluzione 4K con High Dynamic Range e il supporto di funzioni video che di solito sono disponibili soltanto sulle fotocamere e sulle videocamere professionali, come per esempio le curve di gamma S-Log2 e S-Log3; inoltre possiede anche l’innesto a slitta per i microfoni e altri accessori professionali.

Una nota di merito va anche all’obiettivo Zeiss Vario-Tessar, che assicura una qualità delle immagini superiore agli standard, e al sistema di stabilizzazione OSS; il display, inoltre, è orientabile e permette di eseguire foto e riprese video da qualsiasi angolazione.

 

Pro

Vlog Camera: La Sony ZV-1 è la preferita dai vlogger e dai videoamatori appassionati; le sue funzioni di connettività la rendono ideale anche per la condivisione rapida sui social media.

Prestazioni: A parte la qualità delle immagini e la risoluzione 4K HDR, la ZV-1 permette l’editing delle riprese video direttamente dalla fotocamera, grazie al software Movie Edit. La messa a fuoco ibrida con tracking automatico, inoltre, garantisce la massima nitidezza.

Audio: Anche la resa audio è di prima qualità; grazie al microfono direzionale integrato infatti, completo di schermo antivento, è possibile registrare nitidamente la voce del soggetto ripreso anche in mezzo alla folla.

 

Contro

Prezzo: Ad alcuni potrà sembrare costosa per essere una normale compatta; per quanto alto, però, il prezzo è ben proporzionato alle prestazioni e agli accessori in dotazione.

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3. Sony DSC-HX90 fotocamera digitale compatta con ottica Zeiss

 

Se invece vi chiedete dove acquistare una fotocamera Sony a prezzi bassi, magari per fare un regalo a un teenager che mostra una nascente passione per la fotografia, allora vi suggeriamo di dare un’occhiata alla Cyber-shot HX90.

Si tratta infatti del modello più economico tra quelli esaminati nella nostra classifica, e la sua estrema facilità d’uso la rende adatta soprattutto ai più giovani. Le prestazioni della HX90 sono basilari, ma questa piccola compatta è comunque una Sony e quindi si distingue per un’ottima qualità delle immagini, specialmente grazie alla partnership che la nota ditta giapponese ha stipulato con l’azienda Carl Zeiss. 

L’obiettivo Vario-Sonnar con zoom ottico 30x è adatto non solo per le istantanee e la street photography, ma la rende ideale soprattutto come fotocamera di famiglia e per i viaggi. Essendo un modello economico, però, mancano le regolazioni manuali e la risoluzione video è limitata al formato Full HD.

 

Pro

Facile da usare: Si tratta di una fotocamera compatta interamente automatica, quindi è estremamente facile da usare e adatta per tutte le età, ma in particolar modo per i più giovani.

Economica: Il prezzo è decisamente accessibile e questo la rende adatta sia come idea regalo sia per coloro che non hanno particolari esigenze ma vogliono solo una fotocamera di buona qualità a un costo ragionevole.

Obiettivo e display: Nonostante sia un prodotto economico monta il display orientabile, inoltre possiede un obiettivo di ottima qualità: lo Zeiss Vario-Sonnar con rivestimento T* multistrato.

 

Contro

Prestazioni: Mancano le regolazioni manuali e la risoluzione video è limitata al formato Full HD, quindi è consigliata soltanto a chi non ha particolari esigenze.

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4. Sony Alpha 6000L kit con obiettivo SELP 16-50mm

 

Anche la Sony Alpha 6000 è disponibile a un prezzo decisamente competitivo, soprattutto se teniamo conto che si tratta di una fotocamera mirrorless Sony a obiettivi intercambiabili. Il kit esaminato è particolarmente vantaggioso dal punto di vista economico perché, oltre al corpo macchina, include anche l’obiettivo SELP 16-50mm Powered Zoom.

La ditta giapponese Sony ha letteralmente rivoluzionato il settore della fotografia grazie alle sue fotocamere mirrorless; la a6000 offre le stesse prestazioni di una comune reflex amatoriale di medio livello infatti, ma con dimensioni e peso drasticamente ridotti. 

Le prestazioni dell’autofocus in termini di velocità, inoltre, sono addirittura superiori rispetto a quelle di una reflex, e il mirino elettronico OLED permette di visualizzare l’effetto finale delle diverse regolazioni manuali ancor prima di scattare le foto. Le sue peculiari caratteristiche quindi, così come il prezzo accessibile, la rendono adatta soprattutto per i fotoamatori alle prime armi.

 

Pro

Obiettivo: Il SELP 16-50mm non è proprio un obiettivo “tuttofare” ma è ottimo per la street photography, i panorami, le foto di viaggio e le istantanee; lo zoom a controllo elettronico, inoltre, è particolarmente adatto per le riprese video.

Mirrorless: Essendo una fotocamera di questo tipo, è più compatta e leggera rispetto a una reflex ma offre gli stessi vantaggi: la regolazione manuale dei parametri di scatto e la possibilità di montare diversi tipi di obiettivo.

AF: La tecnologia di messa a fuoco Hybrid sviluppata da Sony è una delle più veloci al mondo, e grazie al tracking continuo i soggetti inquadrati rimangono nitidi anche se sono in rapido movimento.

 

Contro

Mid-range: La a6000 è una mirrorless Sony amatoriale di fascia intermedia; ha un prezzo vantaggioso ma è un modello del 2014, quindi è consigliato solo ai fotoamatori principianti.

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5. Sony Alpha 77 Mark II fotocamera digitale reflex

 

La a77 Mark II è l’unica fotocamera reflex presente nella nostra classifica, ed è anche l’unica prodotta da Sony nella categoria semi-professionale. Rispetto alle professionali Sony a850 e a99 Mark II, quindi, è caratterizzata da un costo più accessibile; il sensore da 24,3 megapixel è in formato APS-C, ovviamente, ma le prestazioni sono superiori alla media standard, e non solo per la sua natura semi-professionale.

Una delle caratteristiche distintive della a77 Mark II, infatti, è la tecnologia Translucent Mirror messa a punto da Sony: il classico specchio mobile, cioè, è sostituito da uno specchio trasparente fisso. Quest’ultimo incrementa sia la velocità di scatto sia le prestazioni dell’autofocus, migliorando i tempi e la precisione del rilevamento di fase, soprattutto quando viene usata la modalità di tracking.

L’ulteriore vantaggio della a77 Mark II consiste nell’innesto per obiettivi tipo A, compatibile sia con le nuove ottiche Sony sia con le vecchie ottiche Minolta.

 

Pro

Semi-professionale: Le prestazioni della a77 II la rendono adatta soprattutto ai fotoamatori più esperti ed esigenti, e specialmente a quelli che hanno una particolare predilezione per le reflex.

Translucent Mirror: La tecnologia proprietaria Sony dello specchio trasparente fisso è riuscita a incrementare notevolmente la velocità di scatto e messa a fuoco rispetto alle reflex dotate di specchio mobile.

Mirino elettronico: Nonostante sia una reflex, inoltre, la a77 II offre un altro vantaggio esclusivo: il mirino elettronico OLED invece del pentaprisma ottico. L’effetto dei fattori di compensazione EV e degli ISO, quindi, possono essere visualizzati prima di scattare.

 

Contro

Reflex: L’unica limitazione è data dal fatto che Sony sta ridimensionando notevolmente il comparto produttivo delle sue reflex, con ripercussioni sugli aggiornamenti di sistema.

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6. Sony Alpha 6600 fotocamera digitale mirrorless Premium

 

La a6600 rappresenta la migliore fotocamera Sony tra le mirrorless equipaggiate con sensore in formato APS-C; si tratta infatti di un modello di classe Premium destinato soprattutto ai fotoamatori più esigenti.

In comparazione alla a6000 esaminata in precedenza, le prestazioni offerte dalla a6600 si collocano su un gradino molto più alto, e infatti la gamma di regolazioni manuali di questa mirrorless e praticamente analoga a quella del modello professionale a7 Mark III; l’unica caratteristica che limita la a6600 alla categoria semi-professionale, nella quale occupa comunque la posizione di punta, è il fatto di essere equipaggiata con un sensore APS-C invece che Full Frame.

Il suo aspetto meno convincente è di natura economica; date le sue caratteristiche, infatti, la a6600 tende a offrire le migliori prestazioni soltanto quando è accoppiata a obiettivi ad alte prestazioni, come i Sony Zeiss oppure i Sony G, che hanno un costo superiore rispetto alle ottiche standard.

 

Pro

Prestazioni: 24,2 megapixel con possibilità di riduzione a 12,1 in caso di foto su alti ISO, gamma ISO espandibile fino a 102.400, registrazione video 4K HDR con profili S-Log/S-Gamut e AF ibrido ultraveloce sono solo alcune delle eccellenti caratteristiche della a6600.

Corpo macchina e batteria: Il corpo macchina è realizzato in lega di magnesio ed è resistente alla polvere e all’umidità, inoltre non è alimentato dalla normale batteria standard dei modelli amatoriali, ma da quella professionale a lunga durata.

Funzione personalizzate: La a6600 possiede anche un’altra caratteristica presente solo sulle fotocamere professionali: la possibilità di personalizzare le funzioni. I tasti personalizzabili, in questo caso, sono addirittura tre.

 

Contro

Costi: Oltre al prezzo del solo corpo macchina, per sfruttare al massimo le sue potenzialità bisogna mettere in conto l’uso di obiettivi ad alte prestazioni, quindi costosi.

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7. Sony Alpha 7 Mark III fotocamera mirrorless Full Frame

 

Come accennato nella recensione della a6600, la Sony a7 III è una fotocamera mirrorless Full Frame, e nella fattispecie è il modello base nella categoria delle mirrorless professionali Sony.

Oltre ad aver stabilito gli standard per i modelli di punta delle semi-professionali Sony a6500 e a6600, la serie 7 ha costituito anche la base delle sue evoluzioni ramificate: a7R e a7S; la a7 III è la versione più recente, e come accennato prima è classificata da Sony come modello “entry level” della categoria professionale. Non fatevi ingannare da questa etichetta però, perché la a7 III ha delle prestazioni non da poco; il sistema di messa a fuoco ibrida, infatti, è lo stesso dalla Sony a9, la mirrorless top della categoria professionale.

La sola limitazione, paradossalmente, è rappresentata proprio dall’estremo equilibrio; la a7 III è genericamente ottima, ma a differenza delle versioni R e S non eccelle in alcun campo specifico.

 

Pro

Professionale: La a7 Mark III è l’ultima versione della mirrorless professionale Sony, ed è il modello base. Le sue caratteristiche, quindi, la rendono particolarmente adatta per i fotoamatori pronti al salto di categoria.

AF ibrido: Il sistema di messa a fuoco Hybrid a rilevamento di fase e contrasto è una delle tecnologie Sony più apprezzate, nonché premiate, per le sue prestazioni e per l’incredibile velocità.

4K e Super 35mm: La a7 III è ottimizzata per offrire il massimo delle prestazioni nelle riprese video in formato 4K, ovviamente, ma all’occorrenza è possibile impostare anche la modalità di registrazione Super 35mm invece di Full Frame.

 

Contro

Entry level: Tecnicamente è perfetta in tutto e proprio per questa ragione la a7 III non ha nessuna caratteristica particolare in cui eccelle, a differenza delle versioni R e S.

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8. Sony Cyber-shot DSC-RX1R Mark II fotocamera compatta professionale

 

Concludiamo la nostra classifica delle migliori fotocamere Sony del 2020 con un modello di eccellenza, sia per quanto riguarda le prestazioni sia per il prezzo, la RX1R Mark II. Si tratta infatti di una digitale compatta di categoria professionale, dotata di un sensore Full Frame ad alta risoluzione da 42,4 megapixel e di un obiettivo Zeiss Sonnar ad ampia apertura con lunghezza focale fissa di 35 millimetri; l’obiettivo è dotato anche della ghiera di commutazione macro, in modo da incrementare la nitidezza dei primi piani.

Il corpo macchina è realizzato in lega di magnesio ed è resistente a polvere e umidità, inoltre integra un mirino elettronico OLED retrattile, con lenti dotate di rivestimento T* Zeiss e filtro passa-basso variabile.

La RX1R Mark II, però, è caratterizzata da un prezzo altrettanto eccellente, quindi è destinata a una clientela ristretta costituita prevalentemente da fotografi professionisti e da fotoamatori esperti ed esigenti.

 

Pro

Sensore: Pur essendo una compatta monta un sensore ad alta risoluzione da ben 42,4 megapixel effettivi, e per giunta di formato pieno visto che si tratta di una fotocamera professionale.

AF ibrido: Il sistema di messa a fuoco automatica Hybrid incrementa del 30% la velocità e la precisione rispetto agli AF standard; inoltre ha 399 punti a rilevamento di fase, che coprono il 45% dell’area del sensore, e 25 punti a rilevamento di contrasto.

Modalità Macro: L’ottica fissa Zeiss Sonnar T* 35mm f/2 possiede anche la ghiera di commutazione macro, che permette di ridurre la distanza minima di messa a fuoco a soli 20 centimetri e incrementare ulteriormente la nitidezza sui primi piani.

 

Contro

Prezzo: L’unica pecca della Sony RX1R Mark II è il costo, che la rende accessibile soltanto ai fotoamatori esperti che non hanno limiti di spesa e ai fotografi professionisti.

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Guida per comprare una buona fotocamera Sony

 

Quale fotocamera Sony comprare? Una compatta, una reflex o una mirrorless? La risposta a questa domanda dipende dalle vostre esigenze d’uso e dal grado di familiarità che avete con le attrezzature e con le nozioni della fotografia.

Le compatte

Per capire come scegliere una buona fotocamera Sony è importante cominciare a distinguere innanzitutto le diverse tipologie di fotocamere e le loro caratteristiche distintive, a cominciare dalle compatte digitali.

Questo tipo di fotocamera, indipendentemente dalla ditta produttrice, si distingue innanzitutto per le dimensioni e il peso ridotti, nonché per il fatto di essere del tutto automatizzate, e l’unica eccezione alla regola è rappresentata dalle compatte destinate a uso professionale e dai modelli ibridi definiti appunto bridge.

Le compatte Sony, rispetto alla concorrenza, offrono l’ulteriore vantaggio della tecnologia di messa a fuoco rapida e dalla resa superiore alla media per quanto riguarda le prestazioni video e audio; esclusi i modelli professionali, inoltre, sono particolarmente adatte per la fascia di utenza costituita dai più giovani e per coloro che non hanno particolari esigenze e quindi preferiscono acquistare una fotocamera che non richieda complicate regolazioni ma che si limiti a offrire il massimo della resa nel “punta e scatta”.

 

Le fotocamere bridge

Le bridge Sony, invece, sono fotocamere molto particolari in quanto possono soddisfare sia le esigenze dell’utente comune, che si limita a usare soltanto le modalità automatiche, sia quello più esigente, visto che offre la possibilità di regolare manualmente i parametri di scatto. Il loro obiettivo, inoltre, si distingue per l’ampia gamma di lunghezze focali, ma non può essere smontato e sostituito con altri obiettivi, come avviene invece per le reflex e le mirrorless.

L’acquisto di una fotocamera di questo tipo, quindi, è consigliato esclusivamente agli appassionati di fotografia che però non hanno aspettative particolari in termini di crescita, oppure per essere usata come modello da viaggio tuttofare; le sue caratteristiche tecniche, infatti, la rendono ideale per questo scopo e permettono di fare a meno di trasportare un’attrezzatura più pesante e ingombrante.

 

Le differenze in termini di prezzo

Dal punto di vista economico le differenze sono ancor più marcate, ovviamente; il costo delle reflex Canon Full Frame è nettamente superiore rispetto a quello delle APS-C, e anche gli obiettivi EF sono tendenzialmente più cari rispetto agli EF-S.

I corpi macchina delle Full Frame, inoltre, sono generalmente venduti privi di obiettivo, e sono anche privi del flash elettronico che invece è integrato nei corpi macchina delle reflex di categoria amatoriale.

Le differenze in termini di prezzo, quindi, sono sostanziali; basta infatti pensare che il solo corpo macchina dell’ammiraglia delle reflex Canon, la EOS 1D X Mark III, ha un costo di circa 7.650 euro. Questo però non significa che ai fotoamatori è precluso l’accesso alle fotocamere Full Frame, la spesa per un modello base come la 6D Mark II infatti, completa anche di obiettivo, è di poco superiore ai 1.700 euro.

Fermo restando che un fotoamatore esperto, e soprattutto senza problemi di budget, può avere liberamente accesso anche ai modelli professionali mid level e avanzati se lo desidera, di norma questa tipologia di reflex Canon è consigliata soprattutto ai fotografi professionisti.

Reflex e mirrorless

La ditta Sony ha ormai quasi del tutto abbandonato il comparto delle reflex per concentrarsi soprattutto sulle mirrorless; in commercio si possono ancora trovare le Sony Alpha con lo specchio ma dopo la a99 Mark II, a tutt’oggi, non è stato annunciato alcun nuovo modello. Di conseguenza le reflex della casa giapponese sono diventate modelli di nicchia per estimatori, e sono apprezzate soprattutto da coloro che hanno una particolare predilezione per questo tipo di fotocamere.

Le mirrorless, per contro, stanno letteralmente spopolando e hanno contribuito non poco al grande successo che Sony sta avendo nel settore fotografico; in questo caso la scelta è veramente ampia ed è rivolta soprattutto a ogni livello dell’utenza amatoriale, dai principianti fino ai più esperti ed esigenti, e a quella professionale. 

Le mirrorless Sony sono fotocamere eccellenti sotto tutti gli aspetti, e più si sale di categoria più le prestazioni diventano eccellenti, al pari del prezzo però.

 

 

 

Come pulire una fotocamera Sony mirrorless

 

Sensore a vista

Le fotocamere mirrorless si caratterizzano per l’assenza dello specchio e del pentaprisma ottico, di conseguenza i corpi macchina sono più compatti e leggeri ma il sensore di acquisizione delle immagini è molto più esposto, in quanto è posizionato subito dietro l’innesto dell’obiettivo.

Per questa ragione le mirrorless richiedono una maggiore attenzione durante le operazioni di sostituzione dell’ottica, e anche una pulizia più frequente rispetto alle reflex.

La parte esterna e le lenti

Le procedure di pulizia del corpo macchina, del mirino e degli obiettivi di una mirrorless Sony non si discostano molto da quelle eseguite su una qualsiasi altra fotocamera reflex; ovviamente è consigliato l’uso di un buon kit di pulizia per le fotocamere, meglio ancora se provvisto anche degli appositi guanti. Ovviamente non bisogna usare detergenti o altre sostanze chimiche, all’occorrenza basta semplicemente inumidire il panno in microfibra con qualche goccia di acqua tiepida.

 

Il sensore

La pulizia del sensore va fatta con estrema attenzione e su una scrivania ben pulita; inoltre è consigliabile indossare una mascherina, per evitare che il fiato possa condensarsi sulla sua superficie.

Prima di smontare l’obiettivo è meglio eseguire una pulizia preliminare usando l’apposita funzione disponibile nel menù impostazioni. Una volta fatto, spegnete la fotocamera e smontate l’obiettivo tenendola rivolta verso il basso, e poi con la pompetta del kit soffiate aria tenendo il beccuccio a una distanza di almeno 3-4 centimetri dalla superficie del sensore, in modo da rimuovere ogni residuo di polvere.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come sono le fotocamere Sony?

Le prime fotocamere reflex prodotte da Sony, dopo che la nota ditta giapponese ha acquisito la Konica-Minolta, vennero accolte abbastanza freddamente sul mercato a causa dell’ostilità che i marchi storici leader nel settore fotografico, Nikon e Canon, nutrivano nei confronti della concorrenza.

L’astio, in realtà era generato sia del timore sia da un discorso di puro interesse; in quanto i sensori CMOS equipaggiati dalle fotocamere digitali prodotte da Canon e Nikon fino a quel momento, erano prodotti appunto da Sony. Dal momento che quest’ultima aveva acquisito tutti i brevetti Konica-Minolta, quindi, minacciava seriamente di scalzare la leadership delle due aziende nel settore di produzione delle fotocamere; di conseguenza le reflex prodotte da Sony nel corso degli anni, nonostante le loro eccellenti caratteristiche, hanno subito una massiccia campagna propagandistica volta a sminuire le loro prestazioni.

E pur vero che le reflex Nikon e Canon, in determinati tipi di applicazioni, risultano essere superiori alle reflex Sony, queste ultime però si sono sempre distinte per le elevate prestazioni della messa a fuoco e delle modalità di registrazioni video e audio.

Col passare del tempo e con lo sviluppo di nuove tecnologie, Sony ha avuto modo di rifarsi ampiamente. La messa a punto del sistema Micro 4/3 insieme a Panasonic e Olympus infatti, che ha portato alla comparsa delle mirrorless, ha rappresentato il vero punto di svolta per Sony, e le ha permesso di affermarsi definitivamente nel settore fotografico.

Se le compatte e le reflex erano superiori a quelle della concorrenza solo per la velocità della messa a fuoco, con le fotocamere mirrorless la ditta Sony è arrivata a imporsi alla pari sotto tutti gli aspetti invece, anche per quanto riguarda la resa dei colori, la qualità e la nitidezza delle immagini.

Quanto costa una fotocamera Sony?

Il prezzo di una fotocamera Sony varia soprattutto in base alla sua categoria di appartenenza; i modelli amatoriali di fascia entry level e intermedia possono oscillare dai 300 ai 700 euro circa, mentre quelli della fascia avanzata e semi-professionale hanno un costo variabile dagli 800 ai 2.000 euro circa, quindi un po’ più alto rispetto alla concorrenza.

Il prezzo dei modelli professionali invece, soprattutto le fotocamere mirrorless sulle quali ormai Sony ha deciso di concentrarsi maggiormente, parte da un minimo di 1.200 euro per arrivare ai 5.400 euro della a9 Mark II, l’attuale modello di punta delle mirrorless professionali Sony.